Le città italiane in cui è più difficile guidare

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Molti, moltissimi, nel leggere il titolo di cui sopra, di sicuro avranno citato Napoli come la città più difficile in cui guidare in Italia. Ma se è vero che la città Partenopea si è aggiudicata più volte questo discutibile primato – e peraltro fa fatica a toglierselo, perchè il preconcetto è sempre dietro l’angolo – è altrettanto vero che, a ben vedere, non è la sola città italiana ad aggiudicarsi i primi posti di questa non troppo edificante classifica.

A farle compagnia ci sono infatti altri centri urbani italiani in cui guidare è piuttosto complesso: un esempio per tutti è quello rappresentato da Roma, l’affollatissima Capitale d’Italia in cui la mobilità rappresenta un problema da non sottovalutare, anche per via della quasi totale inefficienza della mobilità pubblica. E Firenze? E’ forse facile guidare in una città assediata costantemente dai turisti? E Venezia? Sarà mica semplice fare i conti con i turisti, con i ponti, con i canali, con l’acqua alta e con una mobilità veramente mista.

Poi ci sono casi come Milano. Se è vero che nel capoluogo lombardo la mobilità è stata senza dubbio razionalizzata e il peso della mobilità pubblica è notevole, se si è intellettualmente onesti non si può nascondere che anche guidare a Milano nasconde le sue insidie. Non fosse altro per via delle telecamere sparse ovunque e sempre accese – bisogna infatti fare i conti con l’Area C e con la nuova Area B – e bisogna fare i conti con il parcheggio a tratti selvaggio. Vediamo dunque quali sono le città italiane in cui è più difficile guidare.

Guida città: ogni mondo è paese 

E’ sempre difficile stilare classifiche, soprattutto quando queste vanno a giudicare il comportamento di una comunità, in questo caso quella di coloro che implementano, con i loro comportamenti, il traffico cittadino. Anche perchè, come si diceva, ogni città, in tema di traffico, ha le sue criticità.

Sì, proprio così: perchè se il traffico non viene gestito e non viene razionalizzato, allora le auto che si riversano nei centri urbani e nelle periferie è enorme, mal organizzato. Genera quindi un certo tipo di disagi. Ma è altrettanto vero che anche quando il traffico è gestito, programmato, ottimizzato, i problemi esistono lo stesso: per esempio, tenendo come buono il caso di Milano, veramente pensiamo che l’Area B, preclusa a quei cittadini che hanno auto poco aggiornate da un punto di vista della motorizzazione, non generi a sua volta altre criticità nel caos dei dintorni della città? Veramente pensiamo che quelle auto non si riverseranno nelle tangenziali milanesi, andando così ad aumentare un traffico già di per sé quotidianamente in tilt?

Napoli non si schioda il difficile primato

Napoli, lo abbiamo ricordato in apertura, è certamente la città italiana che si è aggiudicata il triste primato di città caotica, dove circolare in auto nasconde una serie di difficoltà e di insidie. Allora, posto che non esiste uno strumento capace di misurare il grado di caoticità di una città, va dette alcune cose. Per esempio, va detto che Napoli, con i suoi evidenti problemi di gestione del traffico, probabilmente risulta più difficile da circolare per coloro che non ci abitano, che non la conoscono.

Probabilmente, chi a Napoli ci è nato e ci vive, sa esattamente come muoversi anche in un traffico che non possiamo certo definire ordinato. Detto questo, il traffico cittadino generato dal surplus di automobili che circolano tra le vie della città., è spesso, spessissimo strettamente correlato con quelle che sono le carenze in termini di mobilità pubblica, dunque bus, metro, tram, taxi, e – anche – nuove forme di mobilità, vedi bici messe a disposizione dall’amministrazione, vedi car pooling, vedi car sharing. Una conferma, in questo senso purtroppo negativo arriva da Roma: è forse facile circolare tra i sette colli?

La Capitale e le sue insidie

Roma è al collasso. Roma è ingestibile. Roma è ingestita. Sono queste le accuse sempre più diffusamente rivolte alla capitale d’Italia. E sono accuse che difficilmente possono essere contestate, perchè è vero, è verissimo: circolare a Roma è ogni giorno più complesso. Ed ecco quindi che anche Roma occupa i vertici della classifica delle città italiane in cui è difficile guidare: come si fa a guidare in serenità in una città che, oltre a essere immensa e difficile già di suo, è sopraffatta dai turisti, dai rifiuti, da una mobilità pubblica caotica e decisamente carente? Guidare a Roma significa confrontarsi con scooter che sfrecciano, con san pietrini che mancano, con metropolitane chiuse per mesi per via di una scala mobile rotta. Guidare a Roma è complesso, alzi la mano chi non è d’accordo.

Non è tutto oro quello che luccica 

E il confronto sorge spontaneo: se si parla di Roma, per antitesi, si va a Milano? Ma è davvero così semplice vivere a Milano, guidare nelle strade milanesi, senza incorrere il sanzioni, multe e stress? In realtà no , guidare a Milano è molto difficile. A pesare e a determinare i disagi non è il caos o il traffico impazzito e non gestito come nelle città di cui abbiamo appena parlato. A Milano è difficile guidare perchè occorre fare i conti con la carenza di parcheggi – problema comune a tante altre città, certo – ma anche con le aree ad accesso limitato. Per chi non è pratico, l’insidia è dietro l’angolo: varcare un varco dell’Area C in orario sbagliato, senza pagare quanto dovuto, può trasformarsi in una sanzione pesante, soprattutto se l’errore viene perpetuato. Meglio stare attenti, viaggiare con i mezzi pubblici – per lo meno nella cerchia milanese sono efficienti – e comunque tenere sempre gli occhi verso l’alto: il grade fratello – ossia le telecamere – non si riposano mai.

Ultima modifica: 25 luglio 2019