Certificato proprietà auto: cosa fare quando è smarrito

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Può ancora capitare di smarrire un documento importante come il Certificato di proprietà dell’auto, ma qualcosa è cambiato.

Certificato proprietà auto cosa è

Il Certificato è un documento che attesta la proprietà dell’auto, considerata tra i “beni mobili registrati“, quindi ha valore legale e anche fiscale.

Il documento registra le iscrizioni, le annotazioni relative all’autoveicolo, motoveicolo o rimorchio, seguendo le norme dettate dal Codice Civile.

Prima di questo Certificato esisteva il Foglio Complementare, presente solo in auto molto vecchie, e sul quale venivano registrate tutte le annotazioni relative al veicolo in ordine cronologico. È stato sostituito nel tempo dal Certificato di Proprietà che permetteva la compilazione dell’atto di vendita non previsto dal Foglio Complementare.

Certificato proprietà auto come richiedere

Il 5 ottobre 2015 è stata attivata una legge che ha modificato la natura del Certificato di Proprietà prodotto esclusivamente in formato digitale e conservato presso le banche dati del PRA: esso sostituirà di volta in volta il documento cartaceo ancora in circolazione su alcuni veicoli.

La procedura per la richiesta dell’eventuale duplicato per smarrimento o deterioramento del documento, dunque, non è più necessaria per chi ha il documento digitale.

Per chi ha ancora solamente il formato cartaceo del Certificato, la procedura rimane e in caso di perdita dello stesso la denuncia alle autorità di polizia o ai carabinieri è obbligatoria, per il semplice motivo che il documento può capitare nelle mani di qualche malintenzionato contro il quale è bene tutelarsi.

Le autorità di sicurezza, infatti, registrano la data da quando il documento è stato smarrito e iniziano anche le ricerche che possono avvenire, ad esempio, attraverso blocchi stradali.

D’altronde, anche il Dipartimento della Funzione Pubblica ha ribadito l’obbligatorietà della denuncia alle forze di pubblica sicurezza, vincolante per tutti i passaggi successivi con cui ottenere una copia del Certificato.

Lo smarrimento, come il deterioramento, prevede infatti che il proprietario dell’auto richieda un duplicato del Certificato originale depositato presso il PRA, Pubblico Registro Automobilistico.

In base alla normativa che regola il funzionamento di questo istituto, si applica a riguardo il Decreto Ministeriale 514/92, articolo 13, comma 1, che stabilisce quanto segue: “idonea documentazione deve prodursi al P.R.A. per provare l’indisponibilità del documento di proprietà quando ne è prescritta la consegna al predetto Ufficio la sottrazione, la distruzione o lo smarrimento sono attestati dalla denunzia resa alla competente autorità di pubblica sicurezza”.

La richiesta di duplicato del Certificato di proprietà auto avviene ad opera del proprietario intestatario del bene o di altra persona dallo stesso delegata: il documento di delega deve essere sottoscritto dal proprietario e deve contenere in allegato un documento di identità del delegato.

In caso di eredità del veicolo sono gli eredi ad effettuare la richiesta allegando la documentazione che attesta la loro posizione.

Un altro tipo di richiedente poteva essere anche un nuovo acquirente del veicolo che avesse la documentazione necessaria attestante il passaggio di proprietà e l’effettiva trascrizione del bene a suo nome, ma questo non avviene più con il Certificato di proprietà digitale, come sarà spiegato più avanti: per effettuare la richiesta, infatti, bisognava recarsi fisicamente presso un qualsiasi sportello dell’ACI o della Motorizzazione Civile, oppure si potevano scaricare i documenti necessari consultando il sito dell’ACI.

Documenti per richiedere

Solo nel caso in cui il Certificato di proprietà sia in formato cartaceo, l’insieme dei documenti da presentare per richiedere il duplicato sono i seguenti:

  • verbale di denuncia dello smarrimento effettuato presso un ufficio di Polizia o dei Carabinieri, o in copia conforme con autocertificazione;
  • fotocopia del documento di identità in corso di validità, o altro documento con lo stesso valore (passaporto, patente in formato cartaceo), del proprietario dell’auto;
  • in caso di delega, documento contenente i dati del delegato (anagrafica, codice fiscale, dati del documento di identità), i dati dell’auto (il numero di targa del veicolo), e in allegato il documento di identità del delegato stesso;
  • Modello NP3 del PRA da compilare in doppia copia, e in originale, e sottoscritto dal proprietario.

Il Modello NP3 è utilizzato per molte altre situazioni, tutte concernenti la proprietà del veicolo e le casistiche che implicano vincoli di responsabilità e titolarità, tra cui il trasferimento di proprietà ex art. 2688 del codice civile; l’iscrizione, annotazione o cancellazione di ipoteche; la richiesta di rilascio del Certificato di Proprietà in sostituzione del duplicato del foglio complementare; la trascrizione atto di vendita con riserva di proprietà; altro riguardante provvedimenti giudiziari, ipoteche, usufrutto, perdita di possesso, ecc.

La procedura per il documento digitale – il CDPD, Certificato di Proprietà Digitale – è invece molto più snella e veloce, ed è stata pensata proprio per evitare la perdita o deterioramento del Certificato di proprietà, nonché la contraffazione per finalità illecite.

Dal 5 ottobre 2015, infatti, l’acquisto di un’auto nuova o usata riceverà un documento-ricevuta che attesta l’avvenuta registrazione presso le banche dati del PRA: tale documento-ricevuta è un’”Attestazione di presentazione formalità” relativa all’iscrizione del veicolo e alla produzione del CDPD contenente i seguenti accessi, a scelta, per la visualizzazione online:

  • un codice di accesso personale per l’online;
  • un QR-code leggibile da smartphone o altro dispositivo.

Un altro canale è quello del sito dell’ACI tramite la funzione “Consulta il Certificato di Proprietà Digitale”.

Con il CDPD anche lo sportello per la richiesta di formalità è virtuale: si tratta dello Sportello Telematico dell’Automobilista.

Ad esso può rivolgersi solo l’intestatario o avente titolo in quanto i dati di accesso contenuti nel documento-ricevuta non bastano per effettuare una formalità. Infatti, anche in caso di domanda presentata da un soggetto delegato è necessario presentare un documento di delega sottoscritta dal proprietario con allegata fotocopia del documento di identità.

Il CDPD è un’innovazione non solo per la conservazione e la tutela della documentazione obbligatoria direttamente “alla fonte” ma anche per i servizi che ne derivano “per rendere più facile la vita agli automobilisti”.

Il cittadino, infatti, può registrarsi al sito dell’ACI per attivare EasyCar, un servizio di informazione e assistenza con cui conoscere lo stato di avanzamento di una pratica richiesta allo Sportello Telematico dell’automobilista, come una trascrizione, l’eventuale presenza di un fermo ammnistrativo, l’avvenuta radiazione del veicolo per demolizione, ecc.

C’è anche l’App di ACI Mobile Club per chi si serve prevalentemente del telefonino: MyCar è un servizio online che permette di conoscere lo stato dei pagamenti del Bollo auto, visualizzare il CDPD, o accedere ad altre formalità.

Ultima modifica: 15 maggio 2018