Casello autostrada: cosa fare quando non si può pagare

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Il casello autostradale è ormai vicino e non avete mai pensato di istallare un Telepass nell’auto, perché non siete abituali frequentatori di strade a pedaggio, perché ritenete che il pagamento elettronico non vi renda perfettamente padroni del contenimento della spesa, per tanti altri motivi che vi fanno ritenere non indispensabile un Telepass o una card elettronica che vi tolga d’impaccio e soprattutto vi aiuti a non rimanere incolonnati al casello.

Dovrete quindi sottoporvi al rito dell’autoperquisizione, se accanto a voi non c’è qualcuno che possa darvi una mano a cercare naturalmente il ticket d’ingresso per il calcolo del pedaggio e la moneta contante per la cassa automatica o per il casellante. C’è sempre il bancomat abilitato al pagamento immediato, ma può succedere che la colonnina adibita a questa funzione non sia perfettamente efficiente, o che la vostra card si sia improvvisamente e inopportunamente smagnetizzata. E può succedere, anche spesso, che si sia smarrito il ticket, o che non si abbia contante a sufficienza, perché, appunto, si faceva affidamento sul pagamento elettronico. E succede anche che il varco Telepass sia fuori uso. C’è infine anche la categoria dei “furbetti”, e le cronache ci hanno restituito in proposito storie a metà tra la leggenda e la fantascienza, con automobilisti specializzati nelle truffe ai danni delle società che gestiscono la rete autostradale. Ma se si è in perfetta buona fede, non bisogna temere nulla: il sistema per pagare in ogni caso c’è e senza dover sopportare aggravi esorbitanti.

Se non si dispone di contante

Intanto è bene premunirsi con un po’ di anticipo rispetto all’uscita autostradale, ma se la verifica di ticket e contante non dovesse andare a buon fine, ecco come uscire dall’impaccio senza difficoltà. Ed è bene non cercare di emulare i novelli Lupin che sono riusciti a evitare di pagare conti extra lunghi, perché il mancato pagamento del pedaggio costituisce a tutti gli effetti una violazione del Codice della Strada, con tanto di sanzioni pecuniarie e pene accessorie nei casi più gravi con la decurtazione di punti della patente.

La prima cosa da fare, non appena arrivati alla stazione di uscita occorre comunicare attraverso il pulsante rosso della colonnina automatica, o rivolgendosi al casellante se è presente, la propria condizione di impossibilità a provvedere al pagamento immediato. Non bisogna in alcun modo e per alcun motivo scendere dall’auto o addirittura immaginare che ci sia un problema tecnico nella corsia nella quale ci si trova e per questo innestare la retromarcia e cambiare uscita. E’ una procedura tanto inutile quanto pericolosa e pesantemente sanzionata. E non importa se, dietro la nostra, altre auto si sono incolonnate e mostrano segni di insofferenza rispetto a una procedura che richiederà qualche minuto di attesa. L’operatore provvederà a consegnare una ricevuta di mancato pagamento nella quale sono indicati tutti i dati relativi al veicolo e alla tratta compiuta, con l’importo da pagare entro un certo termine per non incorrere nelle sanzioni previste.

Il pagamento differito

A questo punto è possibile procedere al pagamento differito. Sullo scontrino emesso al casello è indicato il termine di 15 giorni, che è perentorio, se si vogliono evitare oneri aggiuntivi e le sanzioni previste dal Codice della Strada. Per versare il corrispettivo dovuto, sono disponibili vari sistemi, dai tradizionali a quelli più tecnologicamente avanzati e più pratici:

    • Ufficio Postale: sono disseminati ovunque e basta compilare un bollettino bianco, indicando il numero di conto corrente 371500, intestandolo ad Autostrade per l’Italia Spa, riportando i dati di chi procede al pagamento e gli estremi del veicolo assieme al numero della ricevuta di mancato pagamento.
    • Con bonifico bancario, sia allo sportello del vostro istituto di credito, sia attraverso il vostro home banking. L’intestazione del beneficiario è Autostrade per l’Italia spa, presso CARIFI, e il codice Iban da inserire è IT9M0616002800100000000398. Anche in questo caso bisogna indicare nella causale di versamento i dati di chi esegue il bonifico assieme ai dati del veicolo e al numero dello scontrino di mancato pagamento.
    • E’ possibile saldare il debito anche direttamente ai Punto Blu e Punto Blu Express. Sul sito di Autostrade per l’Italia troverete la mappa per individuare quello più vicino a voi. Ed è possibile pagare anche ai caselli autostradali dove sia operativo un addetto.
    • Anche i punti Sisal e Sisal Pay, presenti in molte tabaccherie e bar, accettano il pagamento degli scontrini emessi da autostrade, leggendo il codice a barre che si riferisce a tutti i vostri dati.
    • Infine si può procedere anche attraverso il sito di Autostrade per l’Italia con carta di credito o anche con Paypal.

Saldando il debito entro i 15 giorni stabiliti si evitano oneri aggiuntivi per la riscossione, ma soprattutto si evita che la pratica venga trasmessa alla Polizia Stradale per gli accertamenti successivi.

Cosa succede se non si salda il debito

Trascorso il termine per il pagamento bonario, infatti, Autostrade per l’Italia, passa la pratica a una società di riscossione che provvederà ad aggiungere all’importo iniziale anche gli interessi legali maturati e le spese per le comunicazioni di insolvenza e per il recupero del credito. Non solo: la stessa Autostrade per l’Italia notificherà il mancato pagamento anche agli organi di polizia, perché la questione rientra in una fattispecie precisa indicata nel Codice della Strada come violazione sanzionabile, non solo con una multa che varia dai 419 ai 1682 euro. Il mancato pagamento non solo rientra nell’articolo 176 del Codice della Strada, ma può sfociare nei reati penali dell’insolvenza fraudolenta e della truffa, che comportano ben altre conseguenze per chi ripetutamente e dolosamente omette di versare il pedaggio autostradale.

Con i sistemi di telerilevamento in dotazione a tutte le stazioni autostradali è difficile pensare di farla franca. Le telecamere, collegate a dispositivi che “leggono”, con scarso margine di errore, le targhe dei veicoli, l’accertamento del mancato pagamento avviene con la massima precisione e le pratiche di riscossione sono ormai gestite a livello informatico. Una piccola cifra “risparmiata” può rivelarsi nel giro di poco tempo un danno di proporzioni ben più gravi, con conseguenze anche di carattere penale.

Ultima modifica: 29 agosto 2018