Cartoni e macchine: i modelli che hanno ispirato Cars

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Chi ama le auto e gli Stati Uniti non può non avere amato incondizionatamente “Cars”, il cartone animato creato dalla Pixar nel 2006 che vanta i due spin off “Cars 2” e “Cars 3” ma anche ma anche altri due lungometraggi della serie Planes che sono stati realizzati dalla stessa squadra artistica. Il concetto di “Cars” era molto simile a tutto quello che la Disney aveva sempre creato, umanizzare i suoi personaggi e renderli quanto più possibilmente vicini al nostro modo di essere tra problemi e sfortune, eccessi ed egoismi. Ogni auto di “Cars” ha un carattere ben preciso ma anche una vivacità che dipende in modo diretto dal suo essere “auto”. Vediamo il successo dell’unione di cartoni e macchine.

Saetta McQueen impara a vincere in provincia

Saetta McQueen, Lightning nel film originale la cui voce era quella del grandissimo attore Owen Wilson (“Una notte al museo”, “Due single a nozze”, “Starsky e Hutch”, ah… da noi è anche il protagonista dello spot dell’analcolico biondo), ha una bella storia. I suoi disegnatori si ritrovarono di fronte all’esigenza di scegliere se dargli la fisionomia di un’auto ben precisa – e in questo modo andare incontro a un incidente diplomatico con alcune delle numerose case automobilistiche che avrebbero voluto metterci il marchio – o creare qualcosa di completamente diverso. Dunque ognuno dei tre disegnatori incaricati di mettere su bozza il modello vincente crearono parti diverse e lo fecero senza parlarsi: da quel lavoro di gruppo (i tre si definirono “le bielle sciolte”) venne fuori qualcosa che al regista John Lasseter piacque enormemente.

“Sembra una macchina Indy che vuole fare la Le Mans” disse Lasseter che impose il colore rosso e delle fiamme più sgargianti sul lato. Quando Wilson vide il film e si mise a lavorare al personaggio trovò alcuni spunti che lo resero quasi irriconoscibile: se da una parte i cartoni assumono gli attori proprio per acquisire la loro popolarità, Wilson si azzerò mettendosi al servizio del vero protagonista, Saetta McQueen. Al punto che i figli non gli credettero: e dovette andare in un talk show in tv per dimostrare di essere davvero lui la voce di Saetta. A oggi il doppiaggio di Owen Wilson viene considerato insieme a quelli di Robin Williams uno dei migliori di sempre in lingua originale. Non tutti però sanno che il nome McQueen non è solo un omaggio al grande attore e pilota americano ma anche a Glenn McQuee, uno dei disegnatori della Pixar mancato pochi mesi prima dell’inizio della lavorazione.

La straordinaria voce di Paul Newman

“Cars” fu anche l’ultimo film cui prese parte il grande Paul Newman: quando la Pixar pensò a una voce per Doc Hudson, la leggenda delle corse che si era ritirato nel silenzio di Radiator Springs e dove McQueen ritrova lo spirito giusto ma soprattutto la sua dignità di auto da corsa, il pensiero andò a Paul Newman. D’altronde l’auto protagonista portava il nome di un’altra leggenda come McQueen, scomparso da tempo e sia Paul Newman che Steve McQueen amavano le auto, la velocità, le corse. Ma Paul Newman, che pochi anni prima aveva realizzato lo straordinario documentario “Dale”, sulla storia del pilota Dale Earnhardt, non stava bene. Fumatore accanito non aveva mai rinunciato alle sigarette e questo lo aveva portato a una forte insufficienza cardiorespiratoria.

Tuttavia in qualche modo la voce di “Cars” gli arrivò tramite il suo agente, e fu lui a chiamare John Lasseter: “Quanto durerà il doppiaggio?” chiese Newman che quando ebbe la garanzia di poter gestire liberamente il lavoro senza affaticarsi accettò. Il lavoro di Newman fu incredibile: un soffio di voce rauca e piena di personalità per raddrizzare Saetta e mettergli spina dorsale. Nessuno sapeva che Newman aveva un cancro ai polmoni che poco più di un anno dopo lo avrebbe ucciso. Terminato il doppiaggio il grande attore si ritirò: Doc Hudson è una delle auto anni ’50 più straordinarie del panorama americano, la Hudson Honet (modello del 1951), un mostro da 170 cavalli la cui versione convertible è ancora oggi una delle cabrio più amate. Anche quell’auto è una leggenda, fa la Fabulous che vinse due campionati con il grande Herb Thomas, poi costretto a ritirarsi da un drammatico incidente.

L’amore di Saetta McQueen è una Porsche 996 blu cobalto

Nella sperduta Radiator Springs Saetta trova anche l’amore: Sally Carrera è una 996 modello nuovo, era uscita da pochi mesi quando i produttori di Cars la inserirono tra i protagonisti: inizialmente doveva essere rosa ma il colore si sarebbe ambientato male con il rosso corsa della macchina di Saetta e si optò per un più cauto blu. Lasseter in persona bocciò l’idea che la macchina avesse le ciglia lunghe, il mascara e il rossetto: “Non voglio che le auto siano delle caricature”. Anche Sally ha una storia molto interessante: arriva a Radiator Springs dopo una delusione: era un avvocato di successo e viveva in California. Ma riuscì a trovare la pace e la serenità grazie a Doc aprendo un modesto Motel.

L’anima italiana di Cars parla emiliano

Due personaggi tra i più amati dal pubblico italiano sono stati senza dubbio Mater, ribattezzato Carl Attrezzi detto anche Cricchetto nella versione italiana: uno scassatissimo e arrugginito Chevrolet. Il rapporto tra Saetta e Cricchetto sarà splendido: inizialmente è il furgone a farsi in quattro per la sconosciuta e diffidente auto da corsa che alla fine gli dovrà praticamente tutto e in lui avrà un amico fedele e inseparabile oltre che un collaboratore vincente. Luigi è una vecchissima 500 degli anni ’50. Nella versione americana Tony Stahlhoub gli dà un accento italiano molto bizzarro mentre nel doppiaggio italiano la voce è quella del comico Marco Della Noce che lo rende assolutamente emiliano. Gommista provetto, fanatico della Ferrari, costituisce insieme a Guido (doppiato da Alex Zanardi) e a Cricchetto uno staff di assoluta affidabilità che Saetta trova nel bel mezzo del nulla, lontano dagli sponsor, dalle luci della ribalta e dai grandi interessi. Guido è una splendida ricostruzione di un carrello Iso degli anni ’50 mentre una delle più divertenti peculiarità di Luigi è la sua targa: 445 108. Basta inserirle in un mappatore per trovarsi di fronte al cancello principale della Ferrari a Maranello.

Ultima modifica: 2 dicembre 2019