Carta di qualificazione del conducente: quando serve

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Partiamo dalla cosa più semplice, e dunque che cos’è la carta qualificazione del conducente e quali automobilisti riguarda. La carta di qualificazione del conducente, spesso abbreviata in CQC, è un documento personale per l’abilitazione professionale alla guida che si aggiunge alla patente. Senza la patente non si può ottenere la carta qualificazione del conducente così come la CQC non ha alcuna validità se non viene presentata a un controllo delle forze dell’ordine insieme alla patente cui è abbinata. La CQC riguarda solo gli autisti di professione e dunque chi ha già ottenuto una patente di categoria C, CE, D e DE.

Chi è sottoposto alla Carta Qualificazione del Conducente e chi ne è esentato

La necessità di una carta che diventasse anche certificazione professionale degli autisti è nata nel 2003 quando le normative dell’Unione Europa sono cambiate profondamente: il trattato di Schengen che di fatto ha abbattuto i confini e le barriere commerciali tra i paesi dell’UE, ha anche allargato il raggio d’azione delle compagnie che si occupano di trasporto su gomma. Servivano norme comuni e una chiave di lettura uniforme per sanzionare comportamenti pericolosi e per dare un’abilitazione che fosse valida in Svezia come in Italia se un autista di un mezzo pesante lavorava costantemente su questa tratta.

Concetti che hanno introdotto la necessità non solo di una uniformità tra le norme del trasporto di molti paesi in connessione tra loro ma anche di un’abilitazione professionale e di una formazione professionale costante e continua per tutti quei conducenti adibiti al trasporto di merci e passeggeri: e dunque conducenti di autobus, pullman gran turismo e mezzi pesanti da carico.

La Carta di Qualificazione è diventata norma in Italia con il decreto legge 285 del 2005 andando a modificare il vecchio regolamento del 1985 e le sue successive modifiche. La carta vale e deve essere riconosciuta in tutti i paesi dell’Unione e coinvolge gli autisti e conducenti che effettuano trasporti su strada all’interno della Comunità Europea su mezzi che riguardano le patenti professionali.

Esistono anche delle deroghe, non molte per la verità: la carta non è richiesta ai conducenti di mezzi che non superino i 45 km/h o di mezzi delle forze dell’ordine, delle forze armate, dei pompieri, mezzi impegnati in azioni di salvataggio o di emergenza o utilizzati da chi guida un veicolo non utilizzato non a fine commerciale: un esempio sono i bus che trasportano per esempio le società sportive che hanno un proprio mezzo. Al conducente in questo caso basta la relativa patente.

Un’altra deroga interessante è concessa a chi utilizza il mezzo per trasportare cose che gli sono necessarie professionalmente se la sua professione non è il trasporto di cose: è il caso di chi guida van o furgoni della ristorazione ambulante. Esentati i mezzi per le lezioni di guida (ci sono anche i mezzi pesanti, camion o pullman che vengono utilizzati in questo senso).

La Carta di Qualificazione del conducente prevede aggiornamento e formazione professionale

La norma nata nel 2003 poi diventata legge nel 2005 è stata ulteriormente perfezionata in seguito. Dal 10 settembre 2008 per il trasporto delle persone e dal 10 settembre 2009 per il trasporto delle cose, tutti i conducenti professionali devono essere in possesso della carta qualificazione del conducente sulla base del tipo di trasporto che effettuano. Come detto in precedenza la Carta non va soltanto acquisita, ma va anche mantenuta attraverso una serie di attività di formazione professionale che viene verificata con quiz e test specifici decisamente più impegnativi di quelli banalmente svolti per il conseguimento della patente.

I temi sono molto più complessi: ci sono test sulla fisica, sulla dinamica, domande che riguardano il motore, la sicurezza, il primo soccorso, tutti argomenti – solo per citare quelli più significativi – previste dalle ore di formazione che sono specificate in modo più ampio dal decreto che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha pubblicato il 20 settembre 2013 e che stabilisce anche il numero di ore di lezione e formazione e gli argomenti oggetto degli esami.

Come si consegue la Carta Qualificazione del Conducente e in che modo si differenzia dal CAP

Come la patente anche la qualificazione CQC ha una sua scadenza: una volta conseguita la carta non si può ignorare la necessità di dovere effettuare la relativa formazione. Il rischio che a fronte di un controllo la carta non venga considerata più valida comporta il fatto che al conducente possa essere impedito di esercitare la propria professione. In sintesi, è un po’ come se al titolare di un’azienda o di un esercizio commerciale togliessero la licenza. Le sanzioni amministrative in questo senso sono davvero ingenti sia per chi guida con un documento CQC non adeguato, scaduto o non rinnovato, sia per chi guida con il CQC di altri conducenti.

Un’altra cosa interessante da sottolineare è che chi esercita il trasporto pubblico delle persone non può esercitare il trasporto pubblico delle cose: il documento viene dunque rilasciato solo per una tipologia di trasporto. Il CQC va così ad affiancarsi al Certificato di Abilitazione professionale (CAP) che è dedicato a taxi e autovetture adibite al servizio di noleggio con conducente. In questo caso il CAP si abbina a una patente di tipo KB. Entrambi i documenti hanno una validità di cinque anni: bisogna prestare attenzione al fatto che la scadenza, dunque, è doppia, patente e certificato.

Chi guida per professione deve ricordarsi che vanno sempre rinnovati entrambi sia la carta, o certificato, che la patente. Se uno dei due scade l’altro non è più valido. Con la differenza che se scade il certificato ma non la patente potrò guidare il mio mezzo personale e non professionale; se invece mi scade la patente non potrò ovviamente guidare alcun mezzo. Come il CAP anche la CQC viene rilasciata dall’Ufficio Provinciale della Motorizzazione Civile che la rilascia su presentazione di domanda che deve essere avvallata e certificata. Alla domanda segue un esame fisico e psicoattitudinale prima del test. La Carta diventa importante almeno quanto la patente per chi fa della guida di un mezzo il proprio mestiere: se a un automobilista vengono decurtati punti dalla patente in caso di sanzioni di qualsiasi tipo, anche se notificato sul verbale di una videocamera o di un dispositivo elettronico, gli autisti che sono certificati con CAP e CQC si vedranno decurtare i punti proprio sulla loro certificazione.

Ultima modifica: 17 giugno 2019