Carenatura: significato e tipologie

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La carenatura è una componente fondamentale nei veicoli. Scopriamo qual è il suo utilizzo e quali sono le tipologie più comuni.

Carenatura significato

La carenatura è un mantello rigido che ricopre, interamente o in parte, auto e motociclette. Il termine è stato preso in prestito dal settore aeronautico, poiché si tratta del nome con cui viene identificato il rivestimento degli aeroplani. La sua funzione è sia quella di proteggere il pilota dagli agenti atmosferici sia di limitare la resistenza aerodinamica del mezzo. Si iniziò ad usare intorno agli anni venti, soprattutto nell’ambito delle competizioni sportive. Si scoprì infatti che il giusto rivestimento permetteva di ottenere prestazioni migliori.

Tipi di carenature

Esistono diversi tipi di carenature, che generano differenze legate alla dissipazione del calore e alla sensibilità al vento. Vediamo le più comuni!

Verso la fine degli anni quaranta si iniziò ad usare la carenatura a siluro, conosciuta anche come streamliner. La nascita di questo rivestimento, che di fatto consiste in una carrozzeria poiché avvolge interamente tanto il pilota quanto la moto, è motivata dalla volontà di raggiungere nuovi record di velocità su pista.

Tipiche delle corse motociclistiche degli anni sessanta sono invece le carenature a campana. Erano caratterizzate da una protezione frontale avvolgente non solo il pilota e il veicolo, ma anche la ruota. La scarsa maneggevolezza legata a questo rivestimento era compensata dalle alte velocità sui rettilinei.

Decisamente più moderna ed utilizzata è la carenatura integrale, dotata di una protezione che si estende,. Questa, lascia la ruota anteriore scoperta, dalla parte frontale della moto e del pilota fino alla quella laterale per, e talvolta oltre, la lunghezza del motore. Trova il suo maggior utilizzo nelle moto ad uso turistico o sportivo.

Fino agli anni settanta, nelle gare di Endurance e di Gran Fondo, si utilizzava invece la semicarena. Frontalmente come quella integrale, ai lati disponeva di due corte appendici, le quali potevano essere adiacenti o unite al serbatoio.

Il cupolone non ha invece grandi proprietà aerodinamiche, ma è stato concepito per proteggere i piloti dalle condizioni meteo. Viene utilizzato ad esempio nelle moto delle forze dell’ordine. La protezione ricade nella parte frontale alta del mezzo e del pilota in posizione eretta. La ruota anteriore viene lasciata scoperta, mentre due appendici laterali si estendono a copertura del manubrio.

Più adatto per l’uso in pista è infine il cupolino, in cui, a differenza del cupolone, la protezione frontale è solo parziale.

Ultima modifica: 5 gennaio 2018