Come capire su quali strisce puoi parcheggiare la macchina

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Strisce bianche, gialle, blu: le strade sono diventate un caleidoscopio di segnali a terra che rischiano di costare cari se si parcheggia nella zona sbagliata e nel momento sbagliato. Di fatto le strisce colorate servono a indicare a chi è riservato il parcheggio perché non è detto, nemmeno entrando in zone cittadine dove il parcheggio è consentito un po’ ovunque, che la macchina si possa lasciare dappertutto.

La sanzione per divieto di sosta varia di Comune in Comune: se non si sono commesse infrazioni più gravi, occupando abusivamente parcheggi riservati a disabili, forze dell’ordine o personale specifico, si va da un minimo di 25€ con pagamento in misura ridotta prima della contestazione inviata a casa, per arrivare anche a 80-90 euro considerando sanzioni, spese amministrative ed eventuali more.

Strisce parcheggio a terra e segnali verticali

Tutto sommato vale la pena prestare un minimo di attenzione. L’elenco di tipologie di parcheggio è lunghissimo ed è in costante e continua evoluzione. Meglio semplificare. L’auto si può lasciare, dove non ci sono indicazioni diverse, sulle strisce bianche o dove non ci sono strisce a terra. Ma attenzione alla segnaletica verticale: se siamo convinti di poter lasciare la macchina anche se non ci sono strisce bianche a terra ma non ci siamo accorti che il mercoledì mattina c’è il lavaggio strade, fatalmente al mattino del mercoledì arriverà una multa.

Stesso discorso per le strisce bianche: qui infatti potrebbe essere imposto oltre a un divieto per il lavaggio strade o per qualche occupazione di suolo pubblico (mercato) anche l’obbligo del disco orario. Disco orario che consente la sosta gratuita per una-due ore senza che venga imposto alcun pedaggio. Ma allo scadere dell’orario o si aggiorna il disco o si rischia la multa.

Strisce parcheggio bianche, gialle e blu: dove si può parcheggiare o meno

In città le aree senza strisce parcheggio a terra sono rarissime: ma in queste in teoria si può parcheggiare a meno che non sia vietato dalle comuni norme del codice della strada. A ridosso di una sosta dei mezzi pubblici, davanti a un passo carrabile, in curva. Pochi sanno che è vietato parcheggiare davanti a un qualsiasi ufficio pubblico: scuola, cinema, banca, ospedale, teatro. È una questione di sicurezza: l’auto parcheggiata per molte ore potrebbe far scattare un allarme terrorismo e comunque sarebbe d’ostacolo in caso di evacuazione.

Negli ultimi anni sono aumentate le strisce gialle: ogni città è stata divisa in settori e quartieri e al loro interno il parcheggio è riservato ai residenti. Le auto vengono contrassegnate con un codice di appartenenza e un permesso: ogni auto deve rispettare il proprio settore. I permessi sono siglati con la targa e non possono essere né venduti né prestati. I residenti all’interno della loro area a strisce gialle non pagano nulla.

Le strisce blu rappresentano un’area di parcheggio pubblico: può essere regolato dal disco orario o a pagamento, quasi sempre per un certo numero di ore al giorno, solitamente dalle 8 alle 20, e per ogni ora di sosta bisogna pagare. I sistemi sono molti: i vecchi gratta e sosta, i talloncini dai parchimetri, gli abbonamenti. Finiti i termini del pagamento può scattare la sanzione: con le multe siglate a tamburo battente dagli ausiliari del traffico queste soste non pagate sono diventate la prima fonte di guadagno per i Comuni in quanto a multe e sanzioni.

Ultima modifica: 9 luglio 2019