Come capire quando il motore è surriscaldato

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Vedere del fumo uscire all’improvviso dal vano motore non è mai un buon segnale. Se si verifica con ogni probabilità siamo incappati nel fastidiosissimo surriscaldamento del motore che molto spesso prelude a guai seri. C’è però anche la possibilità di intervenire un attimo prima che accada l’irreparabile come la fusione del propulsore. Vediamo insieme come capire se il motore è surriscaldato, le relative motivazioni e cosa fare nel caso ci succeda.

Surriscaldamento del motore: come riconoscerlo 

Il corretto funzionamento di un’automobile passa attraverso una serie di meccanismi che devono essere sempre in perfetta efficienza. Le automobili moderne ci aiutano a tenere sempre sotto controllo la situazione grazie ai dispositivi elettronici che segnalano le criticità. Un innegabile progresso che ha però anche un aspetto positivo. Affidandoci a spie e sensori abbiamo perso progressivamente quello che un tempo si chiamava “orecchio” al motore.

Uno dei primi segnali che qualcosa non vada può arrivarci proprio dal numero di giri, dalla rotondità del suono del propulsore. Prima di una rottura c’è sempre una fase più o meno lunga di allerta che può prevenire problemi gravi. Va chiarito preliminarmente che ogni automobile ha un sistema deputato proprio al raffreddamento del motore. È dunque evidente che la causa primaria di temperature che si elevano pericolosamente risiede spesso nell’impianto di raffreddamento che può essere colpito da un malfunzionamento improvviso.

Tra le casistiche più frequenti ci sono le rotture dei condotti del circuito del liquido che refrigera la power unit della nostra macchina. Incidono chiaramente anche le condizioni specifiche del nostro viaggio: lunghi percorsi in salita o carichi pesanti rappresentano fattori scatenanti di accrescimenti patologici della temperatura. Per capire come riconoscere il surriscaldamento del motore abbiamo dunque alcune possibilità. La prima è tenere d’occhio la spia rossa della temperatura dell’acqua che si accende nel cruscotto degli indicatori. In tal caso occorre fermarsi immediatamente e verificare il livello idrico, addizionarlo nell’immediato e raggiungere la prima officina. Con molta probabilità scopriremo che c’è stata una rottura dei tubi.

Ma come dicevamo è importante anche non affidarsi soltanto alla tecnologia. Se notiamo una perdita di potenza apparentemente inspiegabile può essere il segnale che il nostro motore sta accusando problemi e può andare incontro al surriscaldamento, fino alla nefasta fumata grigia dal vano. In tal caso non insistiamo nella marcia e non lasciamoci prendere dall’ansia di arrivare a destinazione comunque. Meglio far rifiatare il veicolo, aprire il vano e dare un’occhiata al livello dell’acqua nel radiatore.

Anche le spie elettroniche possono rompersi e corriamo il rischio di restare a piedi. Utile anche spegnere tutto ciò che non è strettamente necessario come l’aria condizionata, i device, l’autoradio. Consultiamo telefonicamente il nostro meccanico di fiducia o comunque un tecnico, ripartendo soltanto se ci assicureranno di poterlo fare. Rimettersi in marcia in condizioni precarie può essere rischioso innanzitutto, ma anche molto costoso: un motore in fumo può costringerci a dire addio alla nostra amata automobile.

Ultima modifica: 2 novembre 2020