Canzoni per grandi piloti: Lucio Dalla e la sua opera discografica

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Come tutte le grandi passioni, anche l’automobilismo ha sollecitato la creatività di molti artisti: pittori, scultori ma anche musicisti che hanno consegnato all’immenso patrimonio della discografia diverse canzoni delle quali solo poche possono essere considerate davvero note. Tra le canzoni per grandi piloti più amate, vi sono le famose opere di Lucio Dalla e della sua opera discografica.

Canzoni per grandi piloti: Tazio Nuvolari

Lucio Dalla era un grande appassionato di sport e di automobilismo in genere. Quando era già famoso ma non aveva ancora conosciuto l’immenso successo commerciale che sarebbe arrivato con gli anni ’90, il cantautore bolognese decise di dedicare un intero album all’auto il cui brano di punta era “Tazio Nuvolari”. Il disco si intitolava “Automobili” ed era molto ambizioso: Dalla aveva pensato solo sei canzoni per grandi piloti, tutte di piuttosto impegnative e apparentemente poco radiofoniche e nemmeno troppo orecchiabili.

“Intervista con l’Avvocato” era dedicata a Gianni Agnelli, “L’Ingorgo” era un manifesto bizzarro, un vero e proprio esercizio letterario e musicale, “Mille miglia” – una delle grandi passioni di Dalla che sognava di prendervi parte con un’auto d’epoca – era una lunga suite divisa in due parti.

“Nuvolari” era un omaggio al più grande pilota italiano di sempre: è una canzone che viaggia tra fusion e jazz con ampie parti lente e riflessive. “Nuvolari ha cinquanta chili d’ossa, tre più tre per lui fa sempre sette” canta Dalla raccontando le imprese del grandissimo Tazio. L’album, un concept che ottenne un discreto successo fra le canzoni per grandi piloti, diventerà parte di uno spettacolo teatrale e televisivo più ampio cui collaborerà anche Gianni Morandi.

Ayrton, il capolavoro

Tuttavia il vero capolavoro dedicato a un pilota Dalla lo incide venti anni più tardi quando apre il suo album “Canzoni”, uno dei suoi album sicuramente più riusciti. Dalla amava profondamente Ayrton Senna, fu uno dei primi a leggere la sua biografia, aderì al programma della sua Fondazione e quando gli venne in mente di scrivere una canzone su di lui, si accordò con Paolo Montevecchi che aveva scritto uno struggente brano dal titolo “Il circo” per riadattarlo e produrlo da capo. Inserì il rombo del motore, un battito cardiaco alla fine della canzone che prelude a un lungo e straordinario assolo di chitarra di Ricky Portera.

Dalla fece semplicemente l’interprete e non volle prendersi in alcun modo il merito della canzone i cui diritti spettano ancora al suo autore ma si dice che sia stato lui ad apportare alcune modifiche al testo che volle in prima persona accentuando la tragica conclusione, “mi hai detto chiudi gli occhi e riposa, e io ora chiudo gli occhi…” La chiamò Ayrton: prima di pubblicarla chiese ai genitori del pilota il permesso. Si dice che la madre una volta ascoltata la canzone abbia pianto e dato immediatamente il suo benestare.

Ultima modifica: 10 ottobre 2019