Cambio a cloche, esiste ancora?

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La definizione di cambio a cloche è stata confusa e fraintesa nel corso degli anni: in realtà il cambio a cloche è un qualsiasi comando a mano che di solito si trova collegato al motore ma la cui leva è posizionata a fianco al posto di guida, quasi sempre sul pavimento. Insomma, un comando non molto diverso da quello che usiamo tutti i giorni. L’equivoco risiede nel fatto che le case francesi definivano cambio a cloche il cosiddetto cambio al volante, quello che aveva i comandi attaccati allo sterzo, o addirittura sul cruscotto, e collegato direttamente al motore.

Cambio a cloche o cambio volante?

Una confusione più che legittima, anche perché le auto che hanno deciso di utilizzare questo genere di comando sono state diverse nel mondo, non solo francesi ma anche americane e italiane. Basta dare un’occhiata ai vecchi telefilm anni ’80 e si vedranno molti pesanti modelli mettersi in modo dopo che una leva a fianco al cambio viene abbassata.

Negli Stati Uniti la stragrande maggioranza dei modelli che utilizzavano questa soluzione era perché non volevano sacrificare la possibilità di un terzo posto sul sedile anteriore che non era composto con due-tre poltrone ma con un unico divano lungo, senza interruzioni e senza strumenti che fossero cambio o freno a mano.

Per cui sia il cambio che il freno a mano venivano collocati quanto più possibile raggruppati vicino allo sterzo. Moltissime le case francesi che utilizzarono questo strumento e che ne fecero quasi un marchio di fabbrica. Peugeot, Citroen (con la Dyane e la Due Cavalli) ma soprattutto la Renault: la R4 fu prodotta e distribuita per anni anche in Italia con un cambio al centro del cruscotto che era direttamente collegato al motore: il pomolo si muoveva in cinque posizioni diverse, a sinistra e a destra, avanti e indietro dalla prima alla retromarcia.

Cambi a cloche italiani

Non sono stati pochi anche i modelli italiani che hanno utilizzato questo sistema: la Giulietta 1300 TI che era stata prodotta proprio per il mercato americano e che come i classici americani aveva predisposto un lungo sedile anteriore senza cambio né freno a mano. Ma anche le due edizioni della prima serie della Fiat 1500 e 1800, una delle ammiraglie della casa torinese che fin dai primi anni ’60 cercò di imporre sul mercato questa berlina molto aggressiva e dal motore sportivo.

Oggi il cambio a cloche così come lo si intendeva negli anni ’60 non esiste più: tuttavia molti sostengono che il cambio al volante sia stato l’antenato del cambio sequenziale. In mezzo ci sono una cinquantina d’anni di esperimenti, brevetti e l’immenso apporto dell’elettronica ma tutto sommato non è sbagliato. Il concetto è sempre quello: concentrare i comandi di guida in poco spazio tenere quanto più possibile le mani sul volante.

Ultima modifica: 12 settembre 2019