Cambio automatico: quale è quello che funziona meglio

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La storia del cambio automatico non è recentissima. Fu brevettato per la prima volta in Italia nel 1931, precisamente a Città della Pieve, ma si afferma soprattutto negli Stati Uniti negli anni 50.

In Europa questo nuovo sistema di selezione automatica del rapporto di trasmissione ha fatto fatica a diffondersi. Non piaceva e non convinceva soprattutto perché inizialmente peggiorava i consumi di carburante. Non è poi adatto alle auto di media e piccola cilindrata, ma solo su quelle più potenti, che in Italia, in particolare non hanno una grande diffusione. Oggi però la questione è cambiata.

Il primo cambio automatico fu un’idea italiana

I primi modelli diffusi nel dopoguerra furono montati sulle vetture prodotte da General Motors, da Chrysler e da Ford, che utilizzava quelli messi a punto da Borg-Warner. Era un sistema meccanico idraulico e aveva due rapporti soltanto. Non era quindi capace di trasmettere molta coppia, per cui si studiarono modelli che avessero almeno tre rapporti.

La tecnologia comincia a intervenire anche sul risparmio energetico soltanto a partire dagli anni 80, quando comparve la quinta marcia. Siamo ancora lontani però dagli apporti innovativi che si sono sviluppati in seguito, fino ad arrivare ai modelli di oggi.

Il cambio automatico di ultima concezione non solo assicura consumi di carburanti pari a quelli rilevati nei modelli di auto che montano cambi manuali, ma garantisce anche elevate prestazioni in termini di potenza. E queste sono le ragioni per le quali negli ultimi decenni la diffusione del cambio automatico è stata inarrestabile anche nella più refrattaria Europa.

I vantaggi del cambio automatico

Superata infatti l’iniziale diffidenza, chi si è trovato alla guida di un’auto provvista di questo sistema per il controllo delle marce ha scoperto quello che è sicuramente il vantaggio principale rispetto al cambio manuale. Il comfort di guida è infatti notevole. L’assenza del pedale di frizione, consente infatti di tenere a riposo il piede sinistro. Il piede destro invece dovrà solo frenare e accelerare.

Nei lunghi viaggi, considerando anche la presenza di dispositivi che regolano e stabilizzano la velocità e che controllano la frenata, i momenti di stress per un guidatore sono davvero ridotti al minimo. Guidare un’auto con cambio automatico è estremamente facile anche in caso di manovre.

La leva è sempre presente, ma può essere spostata non per selezionare le marce, ovviamente, ma per assumere alcune posizioni. La “P” sta per Parking, parcheggio e serve al blocco dell’albero di trasmissione. Per motivi di sicurezza la chiave dal blocco accensione può essere estratta solo quando la leva è in “P”. E’ necessario poi portare la leva in “D”, Drive, per muoversi e lasciare che il cambio selezioni le marce. “N” indica folle e “R” retromarcia.

I modelli più avanzati presentano anche le lettere “L” per low, dove i cambi sono a variazione continua, e “S” per una guida sportiva con cambi di marcia più repentini. Il passaggio nelle varie posizioni deve avvenire sempre quando l’auto è ferma.

Cambio automatico a convertitore di coppia

I modelli in commercio montati sulle auto destinate alla guida turistica sono essenzialmente quattro e il più diffuso è sicuramente il cambio a rotismi epicicloidali. Prevede un convertitore di coppia, il rapporto di trasmissione definito da un sistema di freni e di frizioni, e l’attuatore. In questo tipo c’è un convertitore idraulico che trasferisce la coppia motrice.

Questo convertitore è posto tra il motore e il cambio e genera una differenza di pressione di olio, grazie a delle valvole, per effettuare il cambio di marcia. Quando l’elettronica non imperversava ancora nelle auto, il sistema era del tutto meccanico. Oggi proprio l’elettronica ha reso questo tipo di cambio meno complesso e soprattutto più efficiente e meno costoso, portandolo a essere sicuramente il più apprezzabile nella categoria.

Le auto più sportive in caso di cambio automatico montano un modello robotizzato per avere passaggi di marcia più repentini. E’ decisamente un semiautomatico perché la selezione e gli innesti sono sicuramente controllati dall’elettronica, ma i rapporti conservano la modalità meccanica. Questo sistema non esclude quindi il guidatore dalle scelte. Toccherà quindi a quest’ultimo a decidere la marcia più adeguata, utilizzando la leva o i paddle posizionati dietro al volante.

Per chi volesse un cambio automatico che privilegi il risparmio di carburante, meglio orientarsi sul cambio a variazione continua. Una cinghia è posta intorno una coppia di pulegge che si muovono in base ai giri del motore. L’azione riesce così a cambiare il diametro della cinghia. E’ un sistema studiato per far funzionare il motore mantenendo sempre costante il regime di coppia massima. Tutto questo consente di risparmiare sull’impiego di carburante, ma ne risente la vivacità dell’auto.

Il cambio automatico più avanzato

L’ultima soluzione di cambio automatico prevede due frizioni e appunto si definisce cambio automatico a doppia frizione. E’ anche l’ultimo ritrovato tecnologico destinato alle auto perfette per i lunghi viaggi. E’ anche il più costoso del genere.

Montando due frizioni, prevede che una sia destinata a gestire i rapporti pari e l’altra quelli dispari. Questa suddivisione consente di ridurre al minimo i tempi di cambio, ottenendo passaggi di marcia estremamente rapidi poiché le due frizioni sono collegate da due alberi di trasmissione che si muovono in contemporanea. Il meccanismo permette così di ingranare due rapporti per volta, ma inviando la coppia di trasmissione solo al rapporto selezionato.

La velocità del cambio automatico a doppia frizione è decisamente superiore anche a quello manuale ed è particolarmente apprezzabile soprattutto quando si decide di viaggiare a ritmo lento. Il comfort di guida è ineguagliabile.

Come per ogni scelta che riguardi un’auto, molto dipende per ognuno dal gusto, dalle esigenze, dal budget e anche da una questione più squisitamente estetica. In assoluto il miglior cambio automatico è senza dubbio quello a doppia frizione. Anche gli altri tipi, tuttavia, possono rispondere adeguatamente alle esigenze di ogni automobilista che decida di abbandonare senza diffidenza il cambio manuale.

Di sicuro ogni modello sarà in grado di assicurare il meglio delle prestazioni se si decide di adeguare il proprio stile di guida alla presenza di un cambio automatico. Anche questo aspetto sarà da considerare, soprattutto si ci si avvicina a un cambio automatico per la prima volta.

Ultima modifica: 24 settembre 2018