Calcolo pedaggio autostradale: come fare

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Come fare calcolo pedaggio autostrade in Italia

Il pedaggio autostradale è il corrispettivo da pagare alla società concessionaria (incaricata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, fino al 2012 dall’ANAS) per il tragitto di un veicolo da casello a casello. Nella quasi totalità delle autostrade italiane questo pedaggio è obbligatorio, tramite due sistemi: quello più comune, il sistema autostradale chiuso, prevede una tariffa non fissa, ma variabile, da corrispondere al casellante o ai diversi apparecchi automatici (come il Telepass e la cassa automatizzata); nel secondo, il sistema autostradale aperto, ci sono barriere autostradali dove il guidatore paga una somma fissa che dipende solo dalla classe del veicolo.

Nel sistema autostradale chiuso, sono diverse le variabili che portano a definire il quantitativo del pedaggio da pagare. La prima è costituita dalla distanza percorsa dal veicolo, poi il coefficiente della sua classe e un coefficiente – detto tariffa chilometrica – che varia da autostrada ad autostrada.

Contrariamente a quanto si può pensare, infatti, 100 chilometri in autostrada non “costano” lo stesso quantitativo a prescindere dall’autostrada stessa, ma in base, almeno grossolanamente, a quanto è costato costruirla e a quando costa mantenerla. I tratti rettilinei e in pianura costano ovviamente meno di quelli in aree montuose, dove sono presenti numerose gallerie, e anche i viadotti sono infrastrutture il cui costo di realizzazione si riflette nel pedaggio che il guidatore deve pagare. Fanno parte del calcolo anche le rampe di accelerazione e di decelerazione che sono presenti lungo gli svincoli, oltre ai tratti di strada che arrivano fino al casello e che, anche se sono formalmente liberi, spesso sono stati costruiti da chi ha realizzato l’autostrada.

Informazioni sul pagamento

Per quanto riguarda invece la classe dei veicoli, sulle autostrade italiane vige una classificazione che suddivide i diversi mezzi in lettere e in numeri. Nel gruppo A rientrano la maggior parte delle auto e le moto: si tratta degli autoveicoli a due assi con altezza al primo asse sino a 130 cm rispetto al piano stradale. Il gruppo B comprende sempre veicoli a due assi con altezza al primo asso maggiore di 130 centimetri rispetto al piano stradale (oltre ad altre auto, anche i bus, gli autocarri più piccoli, i camper). I gruppi 3, 4 e 5 comprendono autocarri, roulette, autotreni e autoarticolati, cioè i veicoli con 3, 4 e 5 e più assi.

Il pedaggio autostradale funziona sempre in modo che venga pagato dal guidatore solo all’uscita, a prescindere dal fatto che si attraversino tratti in concessione a società diverse. Al casello di ingresso si prende il biglietto che andrà poi riconsegnato al casello di uscita, a meno che non si disponga di un dispositivo Telepass per il rilevamento in automatico dei caselli di entrata e di uscita con addebito sul conto corrente (l’unica regola è rispettare, in prossimità del casello, una velocità massima di 30 chilometri all’ora, senza che ci sia bisogno di fermarsi).

Se per caso si perde il biglietto autostradale, si paga l’intera tratta, cioè dal casello di entrata più lontano. Se però c’è la possibilità di esibire prova che attesti l’effettivo percorso e quindi il casello di ingresso reale, è possibile pagare il pedaggio effettivo, con un’autocertificazione che va inviata alla società del Gruppo Autostrade delegata all’attività del recupero dei crediti da pedaggio, oppure presso un Punto Blu.

Sistema autostradale aperto

Il sistema autostradale aperto, invece, in Italia si applica solo su alcuni tratti, come il primissimo dell’Autostrada del Sole (per chi arriva dallo svincolo di Melegnano), le tangenziali di Milano e Nord e Sud di Torino, l’Autostrada dei Laghi, il tratto Napoli-Pompei-Salerno dell’A3, il tratto Roma-Civitavecchia dell’A12, il tratto Asti-Alba dell’A33, l’A32. In questo caso è anche possibile non essere tenuti a pagare alcun pedaggio, se il tratto percorso non presenta barriere.

Esistono rarissimi casi in cui il pedaggio si paga all’inizio del tragitto, come per la tangenziale di Napoli, l’A3 tra Napoli e Salerno, l’A1 tra Settebagni e Fiano Romano e l’A24 tra Settecamini e Lunghezza.

Le autostrade italiane: quali a pagamento

La gran parte delle autostrade italiane è a pagamento: si calcola infatti che i tratti per i quali sia necessario pagare un pedaggio ammontino a 5.800 chilometri, gestiti da 24 diverse società. La maggior parte dei tratti (più del 50%, cioè 2854,60 chilometri) è gestita da Autostrade per l’Italia S.p.a., il resto è di competenza delle altre 23 società concessionarie, da 20 a 300 chilometri di tratto.

Qui di seguito, ecco la lista delle autostrade italiane a pagamento:

A1: Autostrada del Sole: Milano – Napoli

A3: Autostrada A3: Napoli – Reggio Calabria

A4: Autostrada Serenissima: Torino – Trieste

A5: Autostrada della Valle d’Aosta: Torino – Monte Bianco

A6: La Verdemare: Torino – Savona

A7: Autostrada dei Giovi: Milano – Genova

A8: Autostrada dei Laghi: Milano – Varese

A9: Autostrada dei Laghi: Lainate – Chiasso

A10: Autostrada dei Fiori: Genova – Ventimiglia

A11: Autostrada Firenze-Mare: Firenze – Pisa

A12: Autostrada Azzurra: Genova – San Pietro in Palazzi / Tarquinia – Roma

A13: Autostrada A13: Bologna – Padova

A14: Autostrada Adriatica: Bologna – Taranto

A15: Autostrada della Cisa: Parma – La Spezia

A16: Autostrada dei Due Mari: Napoli – Canosa

A18: Autostrada A18: Messina – Catania / Siracusa – Rosolini

A19: Autostrada A19: Palermo – Catania

A20: Autostrada A20: Messina – Palermo

A21: Autostrada dei Vini: Torino – Brescia

A22: Autostrada del Brennero: Brennero – Modena

A23: Autostrada Alpe-Adria: Palmanova – Tarvisio

A24: Autostrada dei Parchi: Roma – Teramo

A25: Autostrada dei Parchi: Torano – Chieti – Pescara

A26: Autostrada dei Trafori: Voltri – Gravellona Toce

A27: Autostrada d’Alemagna: Mestre – Pian di Vedoia

A28: Autostrada A28: Portogruaro – Conegliano

A29: Autostrada A29: Palermo – Mazara del Vallo

A30: Autostrada A30: Caserta – Salerno

A31: Autostrada della Val d’Astico: Badia Polesine – Piovene Rocchette

A32: Autostrada del Frejus: Torino – Bardonecchia

A33: Autostrada delle Langhe: Asti – Alba / Cherasco – Cuneo

A34: Autostrada A34: Villesse – Gorizia

A35: Autostrada BreBeMi: Brescia – Liscate

A36: Autostrada Pedemontana Lombarda: Cassano Magnago – Lentate sul Seveso

A cui si aggiungono le tangenziali classificate come autostrade e i trafori. Le superstrade, invece, sono tutte gratuite.

Ultima modifica: 30 marzo 2017