Buche asfalto: a chi rivolgersi per la riparazione

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Sempre di più, specialmente nella nostra penisola, il mantello stradale si ritrova ad essere dissestato e a non essere più in grado di garantire l’ottima viabilità e l’ottimo stato della propria superficie che, in realtà, dovrebbe avere. Difatti, esso è esposto alle intemperie, caratterizzate da basse ed alte temperature e a vetture che vi scorrono continuamente al di sopra, chi ad una maggiore velocità e chi meno. Tutto ciò comporta ad un repentino deterioramento, che finisce col recare danno sia agli automobilisti che ai loro mezzi, lasciandoli totalmente esausti per il dover sopportare, giorno dopo giorno, una situazione tanto ingestibile e sempre più intollerabile.

Uno dei primi rimedi è rivolgersi ai proprietari stradali, che secondo il Codice Civile possono essere comunali o regionali. Molto spesso anche privati. Bisognerà inviare una denuncia per raccomandata, seguendo un determinato form di compilazione, ed indirizzarlo alla Polizia Municipale, al Prefetto e al presidente della propria provincia entro, e non oltre, trenta giorni dalla visione dell’irregolarità o dall’avvenimento di un incidente, causato da una buca.

La denuncia dovrà essere accompagnata dalle prove che attestino lo stato di degrado del percorso, con tanto di foto a testimonianza, e si dovrà richiederne un repentino intervento, con l’intento di evitare ulteriori o possibili incidenti, oppure di continuare a rappresentare un pericolo per gli automobilisti. In questo lasso di tempo si dovrà ricevere una risposta e sarà responsabilità dei proprietari il dover contattare gli enti incaricati, che dovranno occuparsi delle riparazioni, anche se tendenzialmente i primi evitano di occuparsi repentinamente del disagio, soprattutto per scuse economiche. Le istituzioni di competenza poi dovranno, anzitutto, recarsi sul luogo con tecnici esperti per verificare le condizioni della strada, dopodiché, valutando ciò che ha a disposizione, l’ente dovrà organizzare una squadra affidandole l’azione di riparazione. Disparati sono gli organismi sui quali i proprietari possono fare affidamento e moltissimi sono quelli che stanno iniziando ad offrire trattamenti meno inquinanti, rivolti anche al riciclaggio dell’asfalto già presente.

Come effettuare le riparazioni

Si può utilizzare l’asfalto a freddo oppure un metodo di ultima produzione, iniziato a circolare quest’anno per permettere all’ambiente di subire un minor livello di inquinamento e di non accumulare materiali scartati. Viene definito “Rigenerante” e consiste nel surriscaldare l’asfalto già presente in strada, ad una temperatura che supera i centocinquanta gradi, per poi essere lavorato con un rastrello e riadattato, fino a coprire tutte le buche presenti.

Ultima modifica: 3 gennaio 2019