Booster, quali sono i migliori modelli

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Tutti ci sono passati prima o poi: batteria a terra e macchina immobile. Può essere stata una distrazione o una dimenticanza, ad esempio le luci o peggio ancora la luce di cortesia all’interno dell’abitacolo che, abbandonata in servizio per alcune ore basta e avanza per atterrare la carica della batteria. Ma può anche semplicemente capitare che la batteria abbia esaurito la sua funzione che garantisce di solito per un paio d’anni. Oggi non ci sono più vecchie batterie che andavano alimentate con l’acqua distillata e magari anche ricaricate in garage. Sono tutte usa e getta: anche se l’utilizzo è praticamente garantita.

Batterie e Booster

Le batterie soffrono gli sbalzi di temperatura e quando crollano vanno cambiate: c’è tuttavia il modo di arrivare per lo meno a casa, o dal più vicino elettrauto senza dover ricorrere al carro attrezzi o al servizio a domicilio, si chiama Booster. Il termine arriva dall’inglese ed è difficilmente interpretabile in lingua italiana. Booster significa dare pressione, dare maggiore energia. Si usa non solo per i mezzi meccanici o elettrici ma anche per le persone, in particolare per gli atleti.

Il booster è un distributore di energia che collegato alla batteria aggiunge spunto e consente di riaccendere il motore: poi con qualche minuto alto di giri e un po’ di chilometri la batteria riacquisterà un minimo di carica indotta, tanto quanto basta per riportare l’auto a casa. Il costo di un buon booster va da un minimo di 50-60€ a un massimo di 120€ circa. La differenza è data dall’amperaggio. Più alto è il numero di Ampere che il booster sarà in grado di fornire più alto sarà il prezzo.

Booster per tutti i costi e le necessità

Uno dei più venduti è il Noco: il GeniusBoost ha diverse gamme di prodotto e di prezzo fino addirittura ai 4000 ampere (quasi 400€ il suo costo) , il top di gamma, indicato per mezzi pesanti come camion, camper o mezzi speciali e da lavoro. Un modello da 1000 ampere è più che sufficiente per la macchina di casa. Il Booster si collega con i morsetti alla batteria della nostra auto ed evita il cosiddetto ‘crossover’, il collegamento tra batterie di due mezzi.

Purtroppo con i motori di nuova generazione questo stratagemma è sempre meno funzionale. Altro marchio piuttosto apprezzato è il Suaoki, molto pratico e leggero, con un indicatore digitale che segnala anche il residuo di potenza: offre anche delle porte USB per ricaricare in sicurezza telefonino o computer.

Ultima modifica: 22 ottobre 2019