Bollo moto d’epoca: tutte le informazioni utili

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Il bollo, ovvero la tassa di possesso per chi possiede un veicolo, è un tributo dovuto che deriva dal possesso stesso del mezzo. Tale tributo deve essere pagato presso gli uffici della regione in cui si ha la residenza, tanto che l’importo dovuto non è sempre uguale. L’importo dipende da due fattori:

  • la potenza della moto espressa in kW
  • la classe di omologazione in cui la moto rientra, se Euro 0, Euro 1, Euro 2, Euro 3 oppure Euro 4 e così via.

La tassa è sempre dovuta, anche quando le moto in questione non vengono utilizzate e la ragione deriva proprio dal fatto che essa sia una tassa di possesso e non di utilizzo. Dunque le moto d’epoca devono pagare?

Le moto d’epoca sono un’eccezione

Se la moto è ferma, ma non rientra tra quelle d’epoca, occorre pagare il bollo. Per le moto d’epoca è prevista l’esenzione totale dal pagamento del bollo moto, a patto che i veicoli siano stati immatricolati almeno 30 anni fa.

Se le moto in questione hanno un’età compresa tra 20 e 29, è prevista una riduzione del 50 per cento sull’importo del bollo, con riconoscimento di storicità del veicolo, da almeno uno degli appositi registri: ASI, Storico FMI, Storico Lancia, Italiano Alfa Romeo e Italiano FIAT. Per le moto si parla di FMI.

Serve un certificato

Per il riconoscimento della storicità della moto e per il conseguente esonero del pagamento del bollo, occorre entrare in possesso di un certificato cosiddetto “di rilevanza storica”. Questo documento attesta il valore storico della moto e pertanto permette di esonerare il veicolo dal pagamento del bollo.

Ma è tutto gratis? No, per essere esonerati dal pagamento del bollo, è necessario pagare una quota annuale per l’iscrizione al relativo registro e le spese per il rilascio del certificato.

Inoltre, anche la carta di circolazione deve essere aggiornata dalla motorizzazione civile, poiché la storicità della moto d’epoca deve essere certificata.

Ultima modifica: 23 luglio 2020