Bollo moto: come calcolarlo e quali sono le sanzioni

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Bollo moto: ogni quanto si paga

 

Sia che il motociclo venga utilizzato o meno, rispetto al contratto assicurativo (che può essere anche evitato se il veicolo è conservato in luogo privato, non circolante e non parcheggiato in strada), il bollo deve essere in ogni caso pagato e la mancata osservazione viene in tempi brevi accertata e sanzionata a livello amministrativo con interesse e talvolta può arrivare al fermo amministrativo vero e proprio.

Intanto bisogna distinguere tra motociclo, veicolo di cilindrata superiore ai 50 cc e ciclomotore, veicolo di cilindrata inferiore ai 50 cc. I motocicli sono provvisti di una targa diversa da quella che bisogna installare per legge sui ciclomotori.

Differenze ci sono anche per quello che riguarda il bollo in senso stretto, per i ciclomotori si tratta di una cifra unica, per i motocicli, data la vastità di differenze, si applica un ragionamento simile a quello delle automobili e vengono prese in considerazione la potenza in Kw della moto moltiplicata per uno specifico coefficiente regionale diverso da regione a regione.

Per le automobili fa fede il mese di immatricolazione della moto, quindi la scadenza del bollo sarà ogni anno sempre nello stesso mese. Per le moto esistono due scadenze annuali nei mesi di febbraio ed agosto, quindi all’atto dell’immatricolazione viene sostenuto il costo parziale del bollo fino alla più vicina delle due scadenze annuali previste.

Come calcolare il bollo moto

 

Il calcolo dell’importo da pagare come bollo per la nostra moto prende in considerazione due parametri fondamentali che sono: la potenza in Kw della moto e il coefficiente specifico della regione a cui si appartiene (e dove è stata immatricolata la moto).  Per il resto si tratta di un’operazione abbastanza semplice. Facciamo un esempio chiarificatore del meccanismo di calcolo: Mario possiede una moto con una potenza di 75 Kw e risiede in Sicilia, dove è stata immatricolata la sua moto. Considerato un coefficiente regionale pari a 1,0148 per ogni Kw x 75 Kw di potenza = 76,11 euro Importo del bollo che Mario pagherà per la sua moto.

Dipende dalle regioni

Questo meccanismo si mette in pratica nella maggior parte delle regioni italiane, esistono però regioni che fanno eccezione come ad esempio le Marche, dove fino ad 11 Kw di potenza si paga una quota fissa pari a 20,63 euro a cui poi sommare la parte eccedente gli 11 Kw di potenza attraverso il calcolo di cui sopra.

Ogni regione poi, per le moto con una potenza fino agli 11 Kw stabilisce una quota fissa da pagare come bollo che è diversa, appunto da regione a regione. Ovviamente sia il sito internet della Agenzia delle Entrate che quello dell’ACI sono fonti perfette a cui rivolgersi per ottenere un importo corretto ed un relativo corretto calcolo dello stesso.

Anche la tecnologia può dare una ulteriore mano in questo senso e numerose sono le app per smartphone capaci di calcolare l’importo del bollo moto attingendo direttamente dai database ufficiali Aci.

Auto d’epoca

Discorso a parte merita il bollo per moto d’epoca, dove ogni regione ha ad oggi un regime differente. Bisogna distinguere tra moto con più di 30 anni e moto che hanno tra 20 e 30 anni che figurano nei registri storici. Alcune regioni prevedono delle tariffe molto agevolate per le moto tra i 20 ed i 30 anni, alcune come ad esempio la Sicilia esentano dal pagamento del bollo le moto con più di 30 anni, alcune come la Basilicata prevedono un prezzo pieno per le moto tra i 20 ed i 30 anni anche se iscritte nei registri storici.

Quali sono le sanzioni se non si paga

 

Ponendo come condizione essenziale il fatto che il bollo moto va pagato entro l’ultimo giorno del mese in cui è prevista la scadenza (come già espresso sopra si tratta dei mesi si febbraio e agosto), anche un solo giorno di ritardo mette in moto il meccanismo delle sanzioni.

Diverse e variegate sono le metodologie di pagamento del bollo moto che possono andare dalla compilazione dell’apposito bollettino con pagamento postale, ai servizi offerti da lottomatica per il pagamento del bollo stesso. Le agenzie autorizzate ACI sono adibite anche al pagamento del bollo così come numerose e sempre più crescenti applicazioni o servizi online che servono ad agevolare il pagamento.

Si parlava poc’anzi di ritardi nei pagamenti ma è necessario fare chiarezza sulla questione, perché è chiaro che bisogna distinguere tra vari tipologie di ritardo come anche di mancato pagamento.

Innanzitutto bisogna passare l’evidenziatore su due concetti fondamentali riguardo il ritardo di pagamento: la sanzione pura e semplice e la quota di interessi, ed in base ad essi distinguere le varie casistiche.

Sanzione o quota di interessi

In linea generale si può affermare che se il pagamento avviene tra il 15° ed il 30° giorno successivi alla scadenza del bollo, viene applicata una sanzione pari all’1,50% dell’importo totale a cui sommare lo 0,2% di interessi su base annua per ogni giorno di ritardo. Chi paga con un ritardo che va dal 31° giorno al 90° giorno dopo la scadenza subirà una sanzione dell’1,67% sempre accompagnata da interessi dello 0,2% su base annua per ogni giorno di ritardo. Un ritardo che va dal 91° giorno fino ai 12 mesi è soggetto ad una sanzione del 3,75% dell’importo a cui sommare sempre lo 0,2% come quota interessi. Superati i 12 mesi di ritardo l’affare si complica notevolmente perché la sanzione diventa del 30% dell’importo totale da pagare a cui sommare gli interessi dell’1% su base annua da calcolare per ogni giorno di ritardo.

La cosa che risulta evidente è che prima si paga meglio è, quello è abbastanza chiaro. Ma non sono da sottovalutare altri fattori ad esempio il fatto che superato un ritardo di 12 mesi sarà l’Agenzia delle Entrate a spedire direttamente a casa la cartella da pagare, compresa di interessi e spese varie ed in quel caso passati 30 giorni dalla notifica può innescarsi il provvedimento di fermo amministrativo che non permetterà più di circolare con la propria moto.

Decenni fa era pratica abbastanza comune non pagare il bollo, sia auto che moto e molti riuscivano in maniera relativamente facile a farla franca, complice una burocrazia meno tecnologica. Oggi le cose sono notevolmente cambiate e basta un solo click ed inserendo il numero di targa difficilmente si può sfuggire al proprio dovere.

Ultima modifica: 26 aprile 2017