Bollo auto, cosa cambia col nuovo codice della strada

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Il bollo auto, o tassa di circolazione che dir si voglia, è un’imposta che sono tenuti a pagare tutti coloro che posseggono autoveicoli e motoveicoli immatricolati nel territorio della Repubblica. L’ente che riscuote l’imposta di circolazione è la Regione in cui risiede l’automobilista/contribuente.

Per l’anno 2019 la normativa non prevede grosse novità, a parte alcune dettate per le auto storiche.

L’ammontare del bollo auto continua in effetti ad essere calcolato tenendo conto dei chilowatt di potenza del motore e della classe ambientale cui appartiene il veicolo. Nessuna novità neanche dal punto di vista delle scadenze e del modo in cui si può ottemperare al pagamento di questa impopolare gabella motoristica.

Quando pagare

Si diceva della scadenza: il bollo auto va corrisposto entro il mese successivo alla data di esaurimento della validità del bollo precedente, pena un aumento dell’importo per il ritardato pagamento.

Per solito il bollo auto scade ad aprile, in agosto o a dicembre. Per le motociclette, invece, le date di scadenza più usuali sono a gennaio e a luglio.

Se per esempio la scadenza è prevista per il 31 dicembre, fate in tempo a pagare fino al 31 gennaio. Ma non più tardi, perché altrimenti scattano le sanzioni.

Come si calcola il bollo

Come si accennava sopra, il bollo auto si calcola tenendo conto della potenza del mezzo, espressa in cavalli o chilowatt.

Conoscere l’importo che siete tenuti a pagare non è complicato: basta infatti consultare la carta di circolazione. Lì sopra si può verificare qual è la potenza in chilowatt della vostra vettura.

Ma nel caso i chilowatt non fossero indicati, li si può ottenere dividendo i cavalli vapore per il coefficiente 1,35962.

La classe ambientale del veicolo

Ma per quantificare l’importo del bollo auto bisogna sapere anche qual è la classe ambientale della macchina. A classe ambientale migliore corrispondono infatti parametri di calcolo più convenienti.

Tanto per chiarire, se una macchina Euro 0 ha una potenza fino a 100 chilowatt, pagherà tre euro per chilowatt; se invece eccede i 100, pagherà 4 euro e 50 centesimi; una Euro 1, invece, pagherà rispettivamente 2,90 euro e 4,35; una Euro 2 ne pagherà 2,80 e 4,20, e così via…

Come si vede, al migliorare della classe ambientale, cioè al diminuire della capacità inquinante della vettura, diminuisce anche l’importo di quanto dovuto per il bollo auto.

Quando si avvicinano le scadenze per il pagamento della imposta di circolazione, la cosa più semplice da fare per sapere con rapidità quanto si deve pagare è consultare il sito apposito dell’Agenzia delle Entrate. Per solito è sufficiente inserire il proprio numero di targa, dopodiché in pochi istanti si ottiene l’importo esatto della cifra che deve essere versata nelle casse della nostra Regione.

Tutto quello che abbiamo ricordato fin qui non è una grossa novità, quanto meno per gli automobilisti più attenti. Ma è possibile che anche ai più coscienziosi sia sfuggita una novità piuttosto “sconvolgente” del nuovo codice della strada: e cioè il fatto che se non si paga il bollo auto per tre anni di fila si può perdere la macchina.

La radiazione della macchina

Vediamo di che si tratta. Molto in sintesi, se l’automobilista non paga la tassa di circolazione per tre anni di seguito e ignora i reiterati avvisi della Regione, si applica la radiazione d’ufficio: se accade questo, lo sfortunato automobilista può dire addio alla propria amata quattro ruote. In Puglia è già successo.

Detto altrimenti: se non paghi il bollo auto, ti arriva l’avviso, e se fai finta di non aver ricevuto l’avviso, dopo 30 giorni arrivano i carabinieri. I quali carabinieri provvederanno al ritiro della carta di circolazione e della targa del veicolo, e quindi alla cancellazione dal Registro nazionale dei veicoli circolanti.

Tutto questo è il risultato dell’articolo 96 del nuovo codice della strada, che, aggiornato al 2019, recita così: “Adempimenti conseguenti al mancato pagamento della tassa automobilistica. 1. Ferme restando le procedure di recupero degli importi dovuti per le tasse automobilistiche, l’ente impositore, anche per il tramite del soggetto cui è affidata la riscossione, qualora accerti il mancato pagamento delle stesse per almeno tre anni consecutivi, notifica al proprietario l’avviso dell’avvio del procedimento e, in assenza di giustificato motivo, ove non sia dimostrato l’effettuato pagamento entro trenta giorni dalla data di tale notifica, chiede all’ufficio competente del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e del personale la cancellazione d’ufficio dall’archivio nazionale dei veicoli e dal P.R.A. Il predetto ufficio provvede al ritiro delle targhe e della carta di circolazione tramite gli organi di polizia”.

È forse opportuno rammentare che le sanzioni per il bollo auto non corrisposto variano tenendo conto dei giorni di ritardo. Tanto per chiarire: entro 14 giorni la soprattassa è pari allo 0,1 per cento per ogni giorno di ritardo; dal 15 esimo al 30 esimo è pari all’uno virgola 5 per cento; dal 31 esimo al 90 esimo è pari al 1,67 per cento… E così via.

Come si evince dall’articolo 96 cds, dopo tre anni di fila senza pagare il bollo auto e una volta notificato l’atto di avvio del procedimento, l’automobilista ha trenta giorni per mettersi in pari. Se non lo fa, perde la macchina.

Se hai ricevuto la notifica, che devi fare?

Se non hai potuto o voluto pagare il bollo auto per tre anni consecutivi (o te ne sei dimenticato) e ti è stata recapitata la temutissima la raccomandata che minaccia la radiazione del tuo veicolo, come puoi evitare che si arrivi effettivamente alla cancellazione della tua auto dai registri e al ritiro della targa?

Niente paura: nella (si spera) garbata missiva inviata dalla tua Regione troverai le indicazioni su come evitare questa spiacevolissima ordalia.

Più precisamente, dovrai fare una di queste cose: dimostrare di aver pagato almeno un bollo precedente alla data della notifica; oppure, nel caso, dimostrare di rientrare in una delle categorie esenti dall’obbligo della corresponsione del bollo auto; oppure, e infine, dimostrare di aver venduto il mezzo o averne perduto il possesso (ad esempio, perché ti è stato rubato).

 

Ultima modifica: 26 marzo 2019