Blocco traffico a Milano: cos’è e come funziona

1617 0
1617 0

 

Blocco traffico Milano: cos’è?

Il blocco traffico a Milano è solo uno dei tanti avviati in tutte le città d’Italia e non hanno delle date precise, variano di paese in paese. Il motivo è che ogni posto deve dar conto alle cosiddette polveri sottili. E queste sono alimentate principalmente dalla circolazione di moto e auto.

Quindi ogni centro urbano deve controllare che il livello di nano particelle sia contenuto in un determinato limite. Qualora ciò non accada bisogna procedere con lo stop alla circolazione delle vetture. Si tratta dunque di un fattore puramente soggettivo.

Ci sono centri in cui il traffico è più intenso ed altri in cui lo è di meno. Quel che conta è che quando il limite viene violato nell’immediato le amministrazioni comunali devono sospendere la circolazione automobilistica.

Il limite riguarda il PM10 ed è di 70 microgrammi per metro cubo. Il blocco traffico a Milano è di ben 7 giorni in cui le nano particelle risultassero più del valore di riferimento stabilito dalla legge. I decreti però non riguardano mai solo moto ed auto. Oltre alle vetture infatti ad innalzare il livello di nano particelle contribuisce il riscaldamento domestico.

Con il termine PM10 s’intende una parte di particolato formato da fumo polvere e gocce di aerosol. A generarlo l’usura dei freni, dell’asfalto, i processi di combustione, l’uso del motore diesel. L’Agenzia Europea dell’ambiente tuttavia tende a segnalare che sono le abitazioni a produrre una quantità eccessiva di PM10. L’uso di biomasse legnose per alimentare il calore domestico, in effetti, contribuisce allo generarsi di particolato.

Dunque viene regolamentato in maniera straordinaria anche questi per legge.

Blocco traffico Milano: come funziona?

Nello specifico il veto quali vetture ferma in garage durante la giornata del blocco traffico a Milano? Innanzitutto il provvedimento riguarda una fascia oraria ben precisa che va dalle 7:30 alle 19:30. Si tratta di un lasso temporale di 12 ore in cui ad alcune vetture è impedita la circolazione. Non tutte infatti sono bloccate dalla delibera in quanto il loro apporto viene considerato poco inquinante.

Dunque si procede per classi Euro determinate. Per quanto riguarda le vetture che sono alimentate a benzina lo stop è stato sancito solo per gli Euro 0 anche detti Pre Euro1. Il discorso cambia radicalmente quando sono coinvolte le vetture a diesel. Il divieto qui si estende infatti a più classi. Non solo dunque le Pre Euro 1 ma anche Euro 1, Euro 2 fino ad arrivare alla classe Euro 3. Anche i veicoli atti al trasporto commerciale sono stati regolamentati da questo provvedimento. Nello specifico sono banditi solo i veicoli di trasporto commerciale Euro 3 diesel qualora non provvisti di filtro antiparticolato. Non ci sono, per il momento, veti relativi alle moto. L’amministrazione milanese risulta essere dunque meno severa di quella capitalina.

Nel caso milanese vi è un protocollo regionale sulla qualità dell’aria che stabilisce queste disposizioni. Documento che tra l’altro dispone delle norme anche relative al riscaldamento domestico. Imprese e abitazioni non possono superare i 19°C. Inoltre i cittadini in casa dovranno solo adoperare impianti non inferiori alla classe 4, alimentati da sostanze biomasse legnose.

Marco Granelli, assessore all’Ambiente e alla Mobilità, ha dichiarato che tutto ciò potrebbe non bastare. Questo protocollo firmato dai maggiori comuni lombardi è un buon inizio ma bisognerà andare verso un miglioramento costante. Non a caso spesso capita che il divieto si allarghi a seconda della risposta dell’ambiente alle misure previste.

Cosa sapere

Secondo L’Oms le polveri sottili causano fino a due milioni di decessi all’anno nel mondo. Solo negli Stati Uniti d’America le morti generate da malattie sviluppatesi per l’eccessiva esposizione a particolato sono più di 50 mila. In Italia il limite da non superare, come già detto, risulta essere 10 microgrammi per metro cubo. Il punto è che secondo gli esperti della rivista Lancet Oncology, con solo 5 microgrammi per metro cubo di queste nano particelle, il rischio di contrarre il cancro aumenta del 18%. Se poi nell’aria si concentrano appunto 10 microgrammi di questa sostanza, il pericolo arriva al 24% di probabilità.

Anche l’Agenzia internazionale per la ricerca sul Cancro (o in breve IARC) si è esposta a riguardo. L’inquinamento ambientale è stato posto all’interno del gruppo 1. Si tratta di una categoria con cui vengono misurate tutte le cause principali della malattia, a seconda di quante probabilità abbiano nel far nascere, nell’individuo, malattie come il tumore. Il fatto che il particolati sia stato inserito nella tabella numero 1 significa che è tra i maggiori responsabili dell’insorgere del cancro all’interno di un organismo.

Le giornate di stop automobilistico dunque sono un modo con cui le principali città, e non solo, cercano di rallentare l’accumulo di inquinanti nell’aria. L’Agenzia milanese per la mobilità e l’ambiente meglio nota come Amat ha studiato il suolo milanese durante queste giornate di stop. La ricerca era orientata a stabilire se effettivamente ci fosse un miglioramento delle condizioni atmosferiche oppure no.

Il risultato è che per quanto riguarda il PM10 bisogna attendere due giorni ma alla fine cala del 18% e ciò è un buon segno. Dovrebbe stimolare cittadini e amministrazioni comunali a diminuire ulteriormente la circolazione automobilistica. I risultati sono ancora più sostanziosi quando si parla di NO2 ossia Biossido di Azoto.

Già dal primo giorno il calo è drastico. Le percentuali si aggirano sui 25% di Biossido di meno. Già dal secondo giorno la presenza della sostanza cala di un altro 40%. E se ciò non bastasse a convincere i cittadini ad accettare di buon grado le giornate di stop automobilistico, ci pensano le amministrazioni ad essere più coercitive. Sono previste delle sanzioni davvero dure per chi sceglie di circolare con vetture inquinanti negli orari di stop.

La multa da dover poi saldare parte da un minimo di 163 euro ad un massimo di 658 euro. Dunque non è solo la salute ad essere esposta a pericoli ma anche il portafogli. E non solo. Potrebbe essere applicato perfino la sospensione della patente. Nello specifico può essere ritirata dai 15 fino ai 30 giorni.

 

Ultima modifica: 29 marzo 2017