Azzerare il chilometraggio auto: truffe nelle vendite

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La compravendita di auto usate, anche tra privati, è una prassi molto comune e che, tra l’altro, con l’avvento dei nuovi mezzi di comunicazione – in primis social – si sta diffondendo ancora di più. Se, infatti, andando indietro nel tempo l’unico modo per pubblicizzare al prossimo la volontà di vendere la propria auto era demandata ai cartelli “vendesi” poggiati sui finestrini, oppure alle inserzioni su alcuni magazine dedicati, oggi le informazioni girano in ben altra maniera e in ben altra velocità. Basti pensare al tam tam possibile grazie ai social – primo tra tutti Facebook – e comunque ai vari portali a cui chiunque può appoggiarsi per vendere la qualunque, auto comprese. Sebbene si tratti di mezzi senza dubbio comodi, sappiamo oramai molto bene anche la capacità di fare da cassa di risonanza insita nel web: un’inserzione pubblicitaria circa la vendita della propria auto verrà letta dagli amici, dagli amici degli amici, dagli amici degli amici degli amici, fino a essere totalmente fuori controllo. E se da un lato questo è un bene – aumentano così in maniera esponenziale le possibilità di concludere l’affare -dall’altro si perde totalmente traccia di una serie di questioni. Per esempio, a furia di condivisioni, sarà pressoché impossibile stabilire chi è a vedere la vettura.

Naturalmente, quando la questione compravendita non viene mediata da un terzo super partes, il rischio è sempre che una delle due parti coinvolte voglia fare il furbo, per lucrare, per guadagnare di più, per fare l’affare o, semplicemente, per disonestà intrinseca. Un tempo il principale luogo di acquisto di auto usate era il concessionario, oggi le auto usate si vendono ovunque, sul web, per strada, sui social. Ma è ancora possibile azzerare il chilometraggio auto, o per lo meno portarlo indietro? Vediamo.

Azzerare il chilometraggio auto: una pratica odiosa

Certo, va detto, la maggior parte delle compravendita di auto tra privati va a buon fine, con la soddisfazione di ambo le parti, che sono felici di aver trovato un accordo, senza dover spendere dei soldi per pagare la provvigione e il servizio della parte terza di cui si diceva. Ma quando si compra un’auto usata, la prudenza non è mai troppa, perchè il rischio che si tratti di una “fregatura” può essere dietro l’angolo. Per fortuna, però, almeno per quanto riguarda l’azzeramento del chilometraggio auto, la legge parla chiaro: scalare i chilometri percorsi per far apparire un’auto più giovane è una frode a tutti gli effetti, e come tale viene punita.

Dunque, se state pensando di vendere la vostra auto facendo i furbi, perchè state pensando di fare qualche sconto sul chilometraggio auto realmente percorso, il consiglio è di abbandonare assolutamente l’idea. Se, invece, siete colui che deve comprare un’auto usata e temete di incorrere in questa odiosa pratica, state sereni: è oramai pressoché impossibile azzerare il chilometraggio o, semplicemente, scontarlo di un po’. Certo un tempo era possibile e di casi ce ne sono stati tanti, alcuni addirittura possibili con la complicità del concessionario. Ma ora le cose si sono complicate, anche grazie alla revisione. Vediamo nel dettaglio.

La revisione non lascia scampo

Ad aver dato un cambio di marcia reale all’odiosa questione dell’azzeramento dei chilometraggio auto è stata la revisione: in pratica, da quando è stata formalizzata e non è più un atto sulla fiducia, per colui che l’effettua è praticamente impossibile “barare”. Sì, perchè tra i tanti aspetti che la revisione deve adempiere e verificare, vi è pure quello del controllo del chilometraggio auto. Il quale, nero su bianco, verrà impresso sul certificato di revisione e pertanto, anche al netto delle migliori strumentazioni, delle migliori tecnologie, sarà di fatto impossibile portare indietro il contachilometri.

Giacché siamo in tema, ricordiamo che la revisione deve essere effettuata per la prima volta a distanza di quattro anni dall’immatricolazione. Dopo di che si procede con cadenza biennale: ogni due anni, quindi, il chilometraggio effettuato verrà verificato e segnato sugli appositi documenti. Indietro, quindi, non si torna e non si può tornare.

Un giro di vite che riporta all’onestà 

La revisione, dunque, non deve essere vista come un atto dovuto, come l’ennesimo balzello burocratico a cui adempiere o come una ulteriore spesa che va a gravare sulle tasche degli automobilisti. La revisione, soprattutto con il nuovo assetto, diventa infatti un momento importante di verifica delle condizioni dei veicoli, una verifica che, in ultima analisi, è volta alla sicurezza stradale.

Ecco perchè il legislatore è stato parzialmente stringente nel redigerne la normativa relativa: l’intento, è chiaro, è riportare tutti all’onestà. E con tutti si intendono anche coloro che la revisione la effettuano: gli ispettori, infatti, hanno addirittura delle responsabilità penali, non solo civili. E’ chiaro che, quindi, portare a termine una revisione secondo tutti i crismi è diventato interesse comune, a beneficio della sicurezza della collettività.

Usato sì, ma sicuro

Dunque, sebbene per il chilometraggio auto reale non dovrebbero esserci troppi problemi, quando si tratta di acquisto di auto usate è sempre meglio stare in guardia da tutto e da tutti: sono in ballo comunque somme di denaro non banali e pertanto la prudenza non è mai troppa. Pertanto, poiché anche il discorso del chilometraggio auto è strettamente legato alla revisione, prima di incorrere in un acquisto incauto è bene farsi fornire da colui che vi sta vendendo l’auto tutta la documentazione utile a capire che quell’auto ha espletato tutte le revisioni e che risulta in ordine.

Un altro aspetto da non tralasciare è quello dei bolli – sono stati pagati? – nonché le possibile ipoteche o pignoramenti che potrebbero gravare. Meglio quindi verificare tutto e anche di più. In caso di dubbio, meglio appoggiarsi a un’agenzia capace di gestire la burocrazia: si spenderà qualche euro in più, ma si dormiranno sonni tranquilli.

Ultima modifica: 15 luglio 2019