Autovelox: se vigili o apparecchio non si vedono niente multa

587 0
587 0

Se l’autovelox è poco visibile la multa rischia di essere annullata. È questa l’estrema sintesi di una recente sentenza della Corte di Cassazione – e precisamente la sesta sezione civile nella sentenza n. 6407 pubblicata lo scorso 5 marzo – che ha rigettato il ricorso di un comune italiano contro la decisione del Tribunale nella vicenda che ha visto protagonista un automobilista multato da un autovelox poco visibile.

LA VICENDA CHE HA PORTATO ALLA SENTENZA

Tutto è partito dalla richiesta di un automobilista pizzicato da un autovelox mentre viaggiava a 83 km/h in una strada in cui il limite era 50 km/h. Nel ricorso si legge che il luogo dove era stato posto il dispositivo per misurare la velocità rendeva nulla la sanzione in quanto la postazione di controllo elettronico della velocità non era visibile, essendo collocata dopo una lunga fila di alberi e che, inoltre, la segnaletica non era stata posizionata con congruo anticipo.

LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA DELLA CORTE

La Corte di Cassazione ha deciso, quindi, di dare ragione all’automobilista perché, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente, il dispositivo che registra la velocità deve essere chiaramente visibile agli automobilisti e il suo posizionamento deve essere anche ampiamente anticipato con un cartello visibile e chiaro posto a una giusta distanza dall’autovelox.

COSA CAMBIA CON LA SENTENZA

La sentenza della Cassazione aggiunge una postilla interessante alla normativa sull’utilizzo degli autovelox. Secondo quanto stabilito, infatti, per essere considerata regolare a tutti gli effetti, la rilevazione della velocità deve avvenire alla presenza ben visibile della pattuglia che la effettua o del dispositivo che registra la velocità. In particolare, secondo il dispositivo della sentenza: “’le postazioni di controllo (…) per il rilevamento della velocità devono essere (…) ben visibili e la necessaria visibilità della postazione di controllo per il rilevamento della velocità quale condizione di legittimità dell’accertamento, con la conseguente nullità della sanzione in difetto di detto requisito, è stata da ultimo affermata anche da questa Corte”. Una presa di posizione chiara in un argomento che è stato sempre molto controverso.

Ultima modifica: 12 marzo 2019