Auto con targa estera: come immatricolarla

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Se avete deciso di immatricolare un’auto con targa estera, il consiglio spassionato è: non fatelo. Sì, perché se è vero che fino a “ieri” l’escamotage della targa immatricolata all’estero portava interessanti benefici, oggi, con il decreto sicurezza varato dal Ministro dell’Interno Salvini, il rischio concreto è quello di portare a casa non soltanto una sanzione importante, ma anche di vedersi confiscato il mezzo.

Se questa premessa però non è bastata a farvi passare la voglia di provarci, vi consigliamo di chiedere a qualcuno addentro alla questione. Qui non possiamo fare altro che ribadire e ricordare tutti che si tratta di un grave illecito.

Perché è un illecito

Per anni sono in molti ad avere agito (quasi) indisturbati: per non pagare le tasse e le assicurazioni dovute, si è diffusa la moda di acquistare – con canali particolari – automobili recanti una targa estera. Soprattutto in quelle regioni dove i premi assicurativi sono molto alti, oppure in quelle regioni quasi di confine, la moda stava diventando una prassi. Anche perché, va detto, i controlli non erano particolarmente frequenti. Addirittura, erano in molti a vantare l’illecito alla luce del sole, probabilmente non consapevoli fino in fondo di quello che stavano rischiando. Ma a dicembre 2018 la pacchia è finita: il Decreto sicurezza ha infatti previsto un giro di vite su questi comportamenti e pertanto ha modificato anche il codice della strada.

Oggi, chi decidesse di continuare con questa prassi, rischia non soltanto una ammenda amministrativa che può arrivare a quasi tremila euro, ma rischia anche il fermo del mezzo. Oltretutto, è obbligatorio, a quel punto, ri-targare la vettura. Quindi un altro esborso sarà dovuto per dare il via alla pratica – questa volta italiana – di immatricolazione della vettura. A conti fatti, non ne vale proprio la pena.

Chi può circolare con targa estera

Il Decreto sicurezza contempla alcune eccezioni: in pratica, se si ha un documento (firmato e sottoscritto dall’intestatario della vettura) che attesti che il veicolo si sta usando in Italia per un breve periodo di tempo, si può circolare. Ma l’intestatario deve essere un’azienda che non ha sede in Italia. In pratica, rientrano le automobili in leasing, le automobili aziendali, i veicoli a noleggio (non di lungo termine, però).

Anche le automobili concesse in comodato d’uso a una persona residente in Italia possono essere targate con una targa estera. Ma dal documento di cui sopra, deve essere chiaro, chiarissimo, che sia in atto un rapporto di lavoro tra i due soggetti.

Ultima modifica: 28 gennaio 2019