Auto da gara: quali sono le caratteristiche

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Alcune a prima vista potrebbero sembrare anche comuni vetture di serie e l’impressione non è del tutto sbagliata, perché molte delle auto da gara devono discendere proprio dalle produzioni in serie.

Per apprezzare le differenze serve invece mettersi alla guida, accendere il motore e dare un colpo di acceleratore per avviare. Basteranno poche centinaia di metri per capire che non si è al volante di una comune auto da strada o da off road. Se parliamo poi delle monoposto, tutto cambia: sono auto da gara particolarissime.

Ma per capire cosa fa di una normale vettura, un bolide da concorso, bisogna addentrarsi nelle specifiche meccaniche, elettroniche, negli elementi che elevano gli standard di sicurezza, nell’aerodinamica, e perché no, finanche nell’estetica. Su quest’ultimo capitolo, i pareri possono anche essere discordanti.

Un appassionato di Tuning non troverà nulla di strano in un’auto carrozzata magari con alettoni, colorazioni, decorazioni e accessori che le auto di serie non prevedono. Ma questo è un altro discorso. Certamente più specifico è il tema delle prestazioni che si ottengono in base alle modifiche tecniche e meccaniche necessarie a ogni tipo di gara.

Un’auto da pista non avrà le stesse sospensioni di un’auto da rally, così come una monoposto da Formula E, il campionato destinato alle monoposto elettriche, non potrà mai sviluppare la resistenza di un’auto da endurance.

Auto da gara diverse per ogni tipo di competizione

Per comprendere appieno i diversi allestimenti e le diverse motorizzazioni, bisogna quindi conoscere le varie specialità. E per competizioni automobilistiche, si intendono quelle riconosciute dalla FIA, Fédération Internationale de l’Automobile, come riconosciuta dall’ONU, con sede a Parigi, che riunisce 150 Automobile Club nazionali di 150 paesi nel mondo.

E’ in sostanza l’organismo che organizza le gare automobilistiche e ne stabilisce quindi i regolamenti, procedendo anche all’omologazione delle auto da gara. I campionati mondiali riconosciuti sono la Formula 1; il Rally; l’Endurance; il Turismo. A questi si aggiungono serie minori come la Formula 3000, la GP2, la Formula 3 e la Formula E.

E c’è una distinzione di fondo tra le competizioni Formula e le altre. Il termine Formula indica proprio un regolamento sulla struttura delle auto da gara, che per la finalità di una competizione su circuito chiuso non dovrebbero avere grandi limitazioni, se non di peso e cilindrata. Almeno così è stato all’inizio, poi i regolamenti sulle caratteristiche sono diventati sempre più rigidi, anche per una questione di sicurezza.

Il fascino delle auto da Formula 1

Prendiamo a esempio le vetture da Formula 1: devono avere un motore posteriore centrale, una scocca resistente e leggera in compositi di fibra di carbonio e la massa complessiva, pilota incluso, non deve essere inferiore ai 640 chilogrammi. Il motore è un aspirato V8 a benzina verde, simile a quella utilizzata dalle vetture comuni ma dosata in maniera differente.

L’olio lubrificante del motore ha una viscosità simile all’acqua. La velocità massima non deve superare i 400 chilometri orari, ma in verità mai nessuna monoposto è riuscita a raggiungere e superare quel limite.

Gli pneumatici sono un altro elemento fondamentale per le auto da gara di Formula 1 e sono di diverse tipologie, dall’iper morbido alle mescole più dure, a quelle da bagnato. Spesso sono determinanti nella strategia della gara.

Rally e turismo: vetture di serie che diventano auto da gara

Le auto usate nel Rally sono invece quelle che più si avvicinano alle vetture comuni. Si avvicinano, perché condividono la necessità dell’immatricolazione, dovendo percorrere anche strade aperte al traffico. Oltre all’immatricolazione, come auto da gara non hanno altro in comune con i veicoli di serie. Motori potenziati fino a raggiungere i 300 cavalli, che raggiungono anche i diecimila giri al minuto.

Hanno per lo più un cambio sequenziale meccanico a innesti frontali a sei marce. Ripresa e accelerazione sono estremamente rapide. Montano pneumatici da 18 su sterrato o da 15 su strada e hanno un assetto studiato per dare il massimo delle prestazioni sui percorsi più impervi.

Anche le auto che corrono nel campionato del mondo turismo non si discostano, almeno a prima vista, dalle auto che vediamo su strada. E infatti sono auto di serie, prodotte almeno in 2500 unità all’anno e devono ottenere l’omologazione per quattro posti. Non possono superare i 2000 centimetri cubici di cilindrata, anche se dal 2012 le auto da gara che corrono nel turismo se turbo, non possono superare i 1600 centimetri cubici.

Su queste speciali vetture il regolamento Fia non prevede sistemi di assistenza alla guida come ESP e ABS e non devono essere a trazione integrale. O anteriore o posteriore, comunque su uno dei due assali. Le auto del campionato Endurance, che nel 2012 ha sostituito la famosa coppa Le Mans, non sono vetture normali.

Si avvicinano più a quelle da Formula 1, ma sono in gran parte Sport Prototipo, con soluzioni che al di fuori di una pista sembrerebbero impossibili da gestire. Possono superare addirittura i mille cavalli con motori V6 aspirati o turbo.

La massa complessiva va dai 650 agli 850 chilogrammi e superano i 200 chilometri orari. Sono auto che devono reggere gare di lunga durata, anche se le 24 ore di Le Mans sono ormai un ricordo. Resta però la resistenza di queste vetture anche a prestazioni molto elevate.

Novità della Formula E

L’ultimo gruppo di auto da gara riguarda la nuova Formula E. All’apparenza si tratta di vetture molto simili alle monoposto che corrono in Formula 1. Ma stare in un circuito dove corrono queste vetture è cosa ben diversa.

Vi mancherà il rombo potente dei motori. Le auto da Formula E sono infatti elettriche e silenziosissime, superano i 5 metri di lunghezza hanno un peso minimo di 900 chilogrammi, oltre un terzo dei quali impegnato dalle batterie. Per il resto il telaio è in fibra di carbonio, come nella Formula 1 e non possono superare i 280 chilometri orari di velocità massima e come in Formula 1 devono montare il dispositivo di protezione Halo, con gli indicatori di stato a led.

E’ dal 2014 che le monoposto elettriche sfrecciano in silenzio su circuiti anche nuovi, come quello di Roma inaugurato per la prima volta lo scorso anno. Una novità assoluta che svilupperà sistemi che finiranno immancabilmente sulle auto di serie.

Ultima modifica: 19 dicembre 2018