Auto ad aria compressa: funzionamento e prezzo

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Rappresentano allo stato attuale un vero e proprio miraggio del futuro automobilistico, le auto ad aria compressa non inquinano e non consumano carburante.

Auto ad aria compressa

 

L’idea che l’aria compressa possa generare movimento su di un’auto non è impossibile e i numerosi progetti, ancora allo stato di prototipi o quasi ne sono un esempio. Ma la realtà che questo sistema di alimentazione possa diventare di utilizzo comune è ancora lontana.

Il sistema è fondamentalmente semplice in sé: l’aria, una volta compressa, aumenta di pressione e quindi di forza, il che in senso stretto genera movimento in uscita da un motore. Il tutto si traduce in un utilizzo di carburante (inteso in senso tradizionale) pari a zero e di conseguenza con emissioni inquinanti pari a zero: aria entra aria esce.

L’idea di per sé è qualcosa di fortemente innovativo e potrebbe risolvere nel giro di pochi anni uno dei flagelli dei tempi moderni, cioè il pessimo stato di salute dell’aria. Nello stesso tempo i costi di gestione sono pari quasi a zero, pochi centesimi di spesa permetterebbero di percorrere centinaia di chilometri.

Ma questo sistema ha incontrato nelle sue prime versioni problemi enormi. Uno su tutti quello relativo al volume dell’aria.

Grazie ad un classico principio pneumatico quando l’aria viene immessa all’interno di un serbatoio a tenuta stagna e viene compressa aumenta il suo volume e, non trovando vie di sfiato, aumenta la sua pressione.

A guardare un po’ la questione da vicino è quasi lo stesso principio di un autoclave nello schema classico di installazione di un impianto idrico: il volume d’aria presente all’interno del polmone viene compresso quando il motore pompa acqua a pressione al suo interno. Non trovando vie di sfiato l’aria aumenta di pressione e spinge l’acqua con forza non appena ne viene richiesto l’utilizzo da un qualsiasi rubinetto.

Elementi di difficoltà da considerare nel caso di un motore ad aria compressa sono: le perdite che possono capitare e la quantità volumetrica di aria necessaria per permettere alla forza generata di spostare un veicolo e farlo per un numero considerevole di chilometri, tutto questo potendo contare su una potenza adeguata.

La questione così esposta diventa spinosa e a questo scopo è utile citare il progetto Eolo del 2001 nato dalla penna dell’ingegnere CyrilGuyNègre, un’auto che prometteva una velocità massima discreta e che avrebbe dovuto percorre 100 km con una spesa in termini pratici di 70 centesimi di euro. Il progetto non vide mai la luce anzi, al momento della prova ufficiale, l’auto percorse un solo chilometro in tutto per poi spegnersi inesorabilmente e definitivamente.

Si deve attendere qualche anno prima di poter vedere qualche altro modello ad aria compressa vedere la luce e poter funzionare in maniera discreta.

Alcuni esempi in questo senso di auto ad aria compressa sono:

  • Air City: auto francese del 2012 ad aria compressa dalle dimensioni esterne abbastanza contenute e 3 posti a disposizione. Permette una velocità massima di 110 km/h, emissioni zero e costi di gestioni intorno a 1,00 euro per 100 km;
  • Airone: piccola auto scoperta che predilige il suo utilizzo in zone balneari; 2 i posti disponibili e 2 le versioni, coperta e scoperta. Anche in questo caso le dimensioni sono compatte.
  • Engine Air: progetto che vede la firma di un italiano trapiantato in Australia, Angelo Di Pietro; si tratta di un’auto dotata di un solo cilindro e di un pistone roteante, alimentata ad aria compressa, dall’estetica piccola e sportiva. Promette costi di gestione ridottissimi a emissioni zero.

Ma ciascuna di queste auto non ha ancora visto l’ombra della possibilità di una produzione seriale, nonostante si possa pensare a questa soluzione come uno degli scenari futuri del settore auto, sempre meno affidato ai tradizionali carburanti di derivazione petrolifera.

Auto ibride ad aria compressa

 

Viste le evidenti difficoltà che allo stato attuale potrebbe incontrare la produzione seriale di auto alimentate ad aria compressa, una delle possibilità , quantomeno di transizione, potrebbe essere rappresentata dalle auto ibride.

Una soluzione già ampiamente in commercio nelle versioni elettrico / benzina, potrebbe affacciarsi all’orizzonte nella versione benzina / aria compressa. Un esempio pratico è il sistema ‘Full Hybrid’ che il gruppo Peugeot Citroen vuole rendere disponibile al più presto per le utilitarie di casa: C3 e Peugeot 208.

Il sistema di funzionamento si rifà al modello ibrido elettrico / benzina, solo che la potenza aggiuntiva si otterrà tramite aria compressa contenuta dentro serbatoi di accumulo gestiti da una pompa. In sostanza un compressore d’aria come quello per il fai da te in versione automobilistica.

Tutto questo si tradurrà in un risparmio notevole sul carburante: i numeri ipotizzati sono di un utilizzo di soli 2,5 litri per una percorrenza di 100 km e, nello stesso tempo, un ridotto volume delle emissioni gassose inquinanti allo scarico.

Il progetto Peugeot Citroen vuole proporre qualcosa di veramente innovativo. I due modelli previsti come Full Hybrid permetteranno infatti 3 possibilità di alimentazione: totalmente ad aria (anche se l’autonomia è ancora da rivedere e correggere), solo benzina e in combinazione benzina / aria compressa.

Auto ad aria compressa prezzo

 

Il problema vero restano i costi; un impianto del genere montato su di un’auto, seppur prodotta in serie, ha ancora costi elevati che porterebbero ad un prezzo di acquisto elevato: si parla infatti di 20.000,00 euro circa per entrare in possesso di uno dei due modelli citati sopra.

Si potrebbe ipotizzare che una produzione su larga scala, magari proposta anche da altre case automobilistiche potrebbe far diventare presto questa tipologia di auto alla portata di tutti e non solo qualcosa di sperimentale.

Per quello che riguarda le auto strettamente alimentate ad aria compressa, i modelli citati nei paragrafi precedenti presentano prezzi di acquisto tutto sommato bassi.

Il modello francese Air City propone un prezzo di acquisto di 8.000,00 euro, mentre il modello Airone propone la soluzione scoperta al costo di 3.500,00 euro e la versione con tettuccio a 5.500,00 euro.

Costi bassi per delle auto destinate allo stato attuale ad utilizzi ancora lontani da quelli tradizionali e questo lascia ipotizzare un futuro concreto ancora lontano per questa tipologia di auto.

Così come è stato per l’elettrico il giusto si è visto un po’ nel mezzo e la realizzazione di modelli ibridi ad aria forse riuscirà a fare da ponte di passaggio e transitare verso un futuro a zero emissioni.

Ultima modifica: 29 dicembre 2017