Assicurazioni danni e vandalismo, cosa bisogna sapere

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La polizza assicurativa è un obbligo a norma di legge nel nostro paese ormai da diversi anni. Non si può circolare sulle strade del nostro paese con un qualunque mezzo immatricolato, si tratti di uno scooter come di una minicar, senza una copertura assicurativa minima che è la cosiddetta RC: responsabilità civile.

Come cambiano le assicurazioni

Nel corso degli ultimi anni quasi tutte le compagnie assicurative hanno avviato una grande campagna di rinnovamento organizzativo e commerciale. L’esigenza è quella di andare sempre più incontro a una clientela che si evolve e che ha bisogno di maggiore velocità ed elasticità. E che guarda con sempre maggiore interesse a un risparmio reale e concreto. Le agenzie sul territorio a poco a poco si sono ridimensionate e la stragrande maggioranza delle compagnie guarda a una copertura low-cost, da gestire attraverso portali on line e call center. Ma il ruolo delle assicurazioni, per contro, non cambia. Se da una parte sono un obbligo al quale non ci si può sottrarre, dall’altra una buona assicurazione a un costo ragionevole diventa una fonte di preoccupazione in meno di fronte a qualsiasi emergenza.

Le coperture e le opzioni

La RC, responsabilità civile è un obbligo, e viene regolamentato secondo un valore virtuoso che dipende da ogni singolo automobilista e dalla sua condotta di guida con il meccanismo bonus-malus. Meno incidenti si provocano e di anno in anno la polizza si fa sempre più leggera grazie a una classe di merito sempre migliore. Ma tutte le altre opzioni riguardano invece le eventualità di fronte alle quali il contraente decide di cautelarsi.

La clausola più richiesta sul mercato è quella della copertura per furto, nel caso il nostro mezzo ci venga rubato. Alla polizza furto di solito è sempre abbinato quella per i danni da incendio. Un’eventualità molto meno probabile. Ci sono poi le coperture ancora più dettagliate: dai danni atmosferici (grandinate, alluvioni, fenomeni meteorologici di particolare violenza) a quelli vandalici, ai cosiddetti ‘rischi sociali’ che nel corso degli ultimi anni hanno raccolto un particolare interesse.

I rischi sociali

Dietro i rischi sociali si raccolgono tutti quelli eventi, purtroppo non più così rari, che rischiano di vedere danneggiata la nostra proprietà. Se la nostra auto è parcheggiata nei pressi di una piazza dove si terrà una protesta pubblica, la vettura sarà protetta in caso di scontri e danneggiamenti. Basta ricordare quello che è accaduto durante il G8 di Genova, con centinaia di auto date alle fiamme dai manifestanti, o anche più recentemente in altre situazioni di forte tensioni legate ad eventi politici o sportivi per capire quanto questo rischio sia non più così aleatorio.

I danni vandalici

Diverso è invece il discorso che riguarda i cosiddetti danni vandalici. Le polizze in questo caso sono aperte a molteplici possibilità e dipende da quelle che sono le politiche commerciali di ogni singola compagnia. Occorre essere bene informati per capire quello che realmente stiamo acquistando e quanto la polizza che abbiamo deciso di acquistare ci tuteli.

Danno vandalico è sicuramente l’asportazione di parti della nostra vettura: borchie, copriruota, tergicristalli, specchietti esterni, antenna radio. Così come i famigerati segni di chiave che solcano la carrozzeria: piuttosto che la forzatura della portiera in un tentativo di furto che magari non va a buon fine, ma lascerà danni importanti sul nostro veicolo.

Ogni compagnia ha la sua politica e il proprio approccio: quello che viene garantito dalla polizza di alcune assicurazioni, potrebbe essere ignorato da altre. Di qui la necessità di essere informati e di avere la garanzia che quello che acquistiamo sia quello che davvero ci serve e ci tutela.

…e il danno da parcheggio?

I segni che ci vengono lasciati sulla macchina da chi, in modo sempre incivile, fa un danno senza lasciare nemmeno un bigliettino di scuse, non sono sempre considerati atti vandalici. Ci sono compagnie che, con una logica commerciale più inclusiva, cercano di accorpare le due casistiche di atti vandalici e danni da parcheggio mentre altre distinguono in modo assolutamente chiaro queste due componenti.

Il segno di una chiave sulla portiera, uno specchietto asportato è un atto vandalico. Una strisciata nei presso del parafango o del paraurti è considerato ‘danno da parcheggio’ e potrebbe non essere coperto dalla nostra tipologia di polizza.

L’atto vandalico in senso stretto

In senso molto letterale la polizza contro gli atti vandalici copre qualsiasi danneggiamento materiale: purché sia stato riportato dall’auto in seguito a eventi vandalici di natura generica. É  una polizza nata specificatamente per chi vive nelle grandi città dove il danneggiamento, la sicurezza e i problemi legati alla microcriminalità sono all’ordine del giorno.

Non è escluso che questa polizza possa essere abbinata ai cosiddetti eventi sociopolitici: ma le due cose sono distinte e non vanno confuse.

Come cambia il prezzo della polizza

Se la nostra auto viene danneggiata, se non addirittura data alle fiamme da alcuni manifestanti o durante scontri tra tifoserie per una partita di calcio, non sarà considerata ‘atto vandalico’. Il costo, soprattutto con il crescente peso della liberalizzazione dei prezzi e di listini sempre più ampi ed elastici varia da diversi fattori. Dove viviamo (in provincia e in campagna il prezzo sarà più basso rispetto a chi vive in una metropoli), che tipo di lavoro facciamo (un giornalista in trasferta ha un fattore di rischio superiore a quello di un impiegato pubblico). Oltre ovviamente al valore della vettura che vogliamo assicurare. Se la nostra auto resta parcheggiata sempre e comunque in strada la polizza sarà più cara rispetto a vetture che godono di un ricovero protetto in un box o in un garage.

Ultima modifica: 19 novembre 2020