Assicurazione auto: cos’è e come funziona

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L’obbligo di stipulare un’assicurazione auto per circolare risale al 1969, ma soltanto un anno e mezzo dopo, nel giugno del 1971, tutti i veicoli che circolavano in Italia furono obbligati a esporre sul parabrezza il tagliando di una polizza che coprisse tutti i danni a persone o cose provocati in un incidente stradale.

E’ sicuramente uno degli effetti del boom economico, quando le famiglie italiane scoprirono che l’auto, almeno una, in famiglia era indispensabile, e disponibilità o meno in cassa, grazie all’esplosione del credito al consumo attraverso le rate, i veicoli in circolazione in quegli anni aumentarono in maniera esponenziale, con tutti i problemi che ne conseguirono.

L’assicurazione auto, o Rc Auto diventa così lo strumento fondamentale per garantire il risarcimento dei danni a terzi in caso di sinistro stradale. Circolare senza una polizza assicurativa può comportare una serie di conseguenze che non si limitano alla semplice e costosa sanzione pecuniaria, ma prevedono il fermo del veicolo.

La formula del bonus-malus per l’assicurazione auto

Nel tempo le formule e le coperture relative alla circolazione di una vettura, di un mezzo aziendale e anche di motocicli si sono modificate, con l’aggiunta di coperture accessorie e con la possibilità di risparmiare in base alla propria condotta di guida.

Ma quel che resta fermo come sistema di calcolo per il premio assicurativo è il “bonus-malus”, una sorta di “ascensore” tra classi di merito dove la prima è la più vantaggiosa ed economica, la quattordicesima è quella di ingresso, ma è anche quella verso cui si “precipita” nel caso di incidenti, perdendo una posizione alla volta, che si riconquista non prima di 5 anni e sempre che non si siano verificati altri sinistri nel frattempo.

Lo stile di guida diventa dunque determinante per calcolare il costo finale di una polizza assicurativa. Ma ci sono anche altri fattori importanti che le compagnie tengono in considerazione per determinare il premio. Hanno un ruolo decisivo anche le varie voci che si aggiungono alla copertura assicurativa standard.

Un’assicurazione auto base deve prevedere massimali fino a 5 milioni di euro per danni a persone e fino a un milione per danni a oggetti. Il massimale altro non è che l’importo massimo che un istituto assicurativo deve garantire in caso di risarcimento a terzi. E’ anche possibile, con un esborso maggiore, prevedere massimali più alti.

Una scelta che viene fatta soprattutto in caso di veicoli aziendali, che percorrono dunque molti chilometri, che sono quindi statisticamente più soggetti a sinistri stradali. Nel caso in cui il massimale indicato nella polizza non sia sufficiente a coprire i danni causati, l’importo in eccedenza sarà a carico del responsabile. L’assicurazione auto rappresenta quindi una tutela del patrimonio personale e aziendale di chi sottoscrive una polizza.

Le esclusioni dall’assicurazione auto

Vediamo però cosa copre l’assicurazione auto in caso di incidente. Sicuramente i danni fisici provocati agli occupanti del veicolo dell’assicurato, ma non quelli subiti da quest’ultimo a meno che non sia stata stipulata una copertura accessoria.

Per risarcire gli occupanti è però necessario che non si verifichino le condizioni previste dalle cosiddette “esclusioni”, particolari clausole che escludono appunto il risarcimento soprattutto quando:

  • chi guida non è in possesso della patente;
  • quando il numero dei passeggeri è superiore a quello omologato;
  • chi guida è in stato di alterazione psico fisica per uso di droghe o alcool.

E’ possibile che la compagnia assicuratrice possa rivalersi sul cliente nel caso abbia dovuto risarcire soggetti terzi pur non avendone il dovere. Dagli anni 70 a oggi i cambiamenti sociali sono stati davvero tanti e la normativa sulla circolazione stradale si è adeguata a questi mutamenti.

Allo stesso modo gli istituti assicurativi si sono adeguati, proponendo all’assicurazione auto base delle garanzie accessorie, per meglio tutelare le persone e il veicolo. Sono ovviamente “accessori” che possono incidere sul premio finale, ma alle volte un maggiore esborso iniziale può tradursi in un vantaggio notevole nel momento di necessità.

Pensiamo soprattutto al furto di un veicolo, o a un evento naturale che possa provocare danni anche ingenti, come per esempio una violenta grandinata.

Le garanzie accessorie

L’assicurazione contro il furto e incendio copre il veicolo, per intero e per le parti asportate in base al valore di mercato che viene dichiarato, secondo tabelle precise, al momento della stipula.

Sono compresi nella polizza anche i tentativi di effrazione, ma non gli oggetti che si trovavano nel veicolo e che sono stati rubati. Una borsa, per esempio, non è una parte del veicolo e non è sotto copertura assicurativa. Nei casi di incendio, l’assicurazione rimborsa il veicolo danneggiato in toto o in parte da fulmini, esplosioni, cortocircuito elettrico e surriscaldamento. Come in caso di furto, bagagli e oggetti non sono ricompresi.

Se si è disposti a pagare un premio più alto per ottenere una garanzia totale quando si è alla guida, è possibile, tra le garanzie accessorie, stipulare una polizza Kasko. E’ una particolare formula che copre anche le colpe del conducente e risarcisce i danni da questi causati. La Kasko totale copre qualunque tipo di danno, mentre la Kasko parziale risarcisce solo in caso di incidente con altri veicoli.

L’assistenza legale

Senza arrivare alle cifre notevoli, nel computo finale, previste dalla Kasko, è possibile aggiungere alla copertura standard, anche la garanzia per infortuni al conducente. Che questi abbia o meno colpe, i danni fisici saranno sempre risarciti. Tra le formule accessorie che sarebbe opportuno aggiungere vi è anche l’assistenza stradale.

L’intervento di un carroattrezzi, a fronte di 30 euro annui circa, può rivelarsi ben più costoso, se la polizza non prevede specificamente la chiamata a carico dell’assicurazione. Così come la tutela legale. Esistono convenzioni specifiche che garantiscono l’assistenza di un avvocato in tutti i passaggi, sia giudiziari, sia peritali, in caso di incidenti controversi.

Sarebbe anche consigliabile, visto il cambiamento climatico che va affermandosi di anno in anno, prevedere nell’assicurazione auto anche una garanzia sui danni da eventi naturali. Alluvioni, grandinate sono ormai più che frequenti e le conseguenze possono essere ben più costose di una manciata di euro in più sul premio assicurativo.

Ultima modifica: 5 novembre 2018