Apecar: la storia e l’evoluzione del modello auto

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E’ l’immediato dopo Guerra quando il primo modello di Apecar entra in produzione. In questi 70 anni di storia, sono moltissimi gli accadimenti e le evoluzioni che lo hanno visto protagonista. E ancora oggi, il tre ruote di casa Piaggio continua a dare soddisfazioni al costruttore. Merito, innanzitutto, della sua versatilità.

In principio era la Vespa

Siamo nel periodo immediatamente post bellico, e siamo in uno scenario in cui la mitica Vespa inizia a diffondersi a macchia d’olio, non solo in Italia, tanto che nel 1948 ne escono dalla linea produttiva quasi 20mila esemplari.

Ma la Vespa non basta: perfetta per il trasporto delle persone (addirittura intere famiglie si muovono sulla piccola moto), non si presta però minimamente al trasporto merci, delegato quindi solo agli autocarri di grosse dimensioni. Dunque serve qualcosa di intermedio, un mezzo che non sia troppo impegnativo, ma che sia in grado di compiere mission ben precise: è questa l’intuizione di Enrico Piaggio e di Corradino D’Ascanio che, ispirandosi alla Vespa, nel 1948 iniziano a commercializzare Apecar.

Va detto che family feeling con la Vespa non è evidentissimo, ma la moto con il portacarichi da subito riscontra gli stessi consensi suscitati qualche anno prima dallo sccoter. D’altro canto, è moderno, comodo e, non secondario, costa poco: con meno di 200mila Lire, l’affare è fatto. Un altro vantaggio insito da sempre in Ape sono i consumi: con un motore da 125 cc, il primo modello non pesa certo sulle tasche di chi lo sceglie.

Il target di Apecar

E la domanda sorge spontanea: chi sono, al suo esordio, i clienti di Piaggio che decidono di optare per la moto furgone? Non sorprenderà scoprire che il target di riferimento fin da subito è quello dei piccoli commercianti, che vedono in Ape la soluzione a tutti i loro problemi: tale veicolo contribuisce infatti ad accelerare le vendite e le consegne – sono emblematici gli Ape Piaggio carichi di bottiglie di acqua minerale (ancora oggi in circolazione) – e dunque avvicina cliente e fornitore.

Ma, diciamolo fin da ora, ricondurre a quello che in un secondo momento diventerà ApeCar solo i piccoli commercianti sarebbe estremamente riduttivo, perché grazie alla sua versatilità, da subito Ape diventa la soluzione ai problemi di tanti.

Oggi, per esempio, basta un giro sull’Isola di Ischia per vedere con quale efficienza, da anni, l’Ape Car è diventato il mezzo ideale per scarrozzare milioni i turisti. Ma, come si diceva, gli utilizzi di Ape sono pressoché infiniti. Anche perché, negli anni, il costruttore lo ha man mano modificato, attualizzandolo, e portandolo sempre al passo con i tempi.

Le evoluzioni di Apecar

Il successivo step messo a punto dal costruttore fu l’incremento di potenza, cilindrata e portata: nel ’52 Ape passa da 125 a 150cc e la portata di soli 200 chili diventa un ricordo. Proprio per permettere il trasporto di una maggiore quantità di merce, negli anni successivi lo chassis viene realizzato in acciaio: nasce così Ape C, un piccolo autocarro che riesce a trasportare un carico di 350 chili.

Da lì è un crescendo: Ape subisce una serie di modifiche in corso, e si presenta man mano maggiorato, con cabina completa di porte, proiettore anteriore montato sullo scudo della cabina anziché sul parafango, in versione 5 ruote (con portata di 700 kg). Cresce ancora la cilindrata del motore a due tempi (si arriva a 190cc), la trasmissione diventa diretta e non più a catena, viene dotato di ammortizzatori ad acqua.

Nel 1968, con il modello Ape MPV, l’Ape monta un volante e non più un manubrio di tipo scooteristico. Esattamente un anno dopo, Piaggio compie una scelta per alcuni versi eclatante: torna “indietro” e lancia Apino, il primo modello della gamma Ape appartenente alla categoria ciclomotori (tanto che ha una cilindrata di solo 50 cc). Un altro successo, tanto che Apino resterà a listino per parecchio tempo.

La rivoluzione con Apecar

Nel 1971 il costruttore fa però un passo in avanti e va a disturbare quello che è il mondo degli autocarri leggeri. Lancia infatti Ape Car, caratterizzato da una nuova scocca di maggiori dimensioni per la cabina, che diventa quindi più grande e confortevole.

Alla guida, naturalmente, viene riproposto il volante. Il motore – sempre a 2 tempi – è installato su una struttura a slitta e ha una cilindrata da 220cc.

Inutile dire che l’Ape Car fa il pieno di consensi: una vera rivoluzione in strada, rivoluzione che proseguirà una decina di anni dopo (sia,o nell’82), con la creatura di Giugiaro, ossia l’Ape TM: nuove sospensioni (indipendenti a bracci oscillanti), tamburi freno in lega leggera, ruote da 12 pollici e, naturalmente, un design completamente rinnovo, che prevede un abitacolo sempre più comodo e confortevole.

Due anni dopo sarà la volta del gasolio – la motorizzazione alimentata a diesel 422cc con cambio a 5 rapporti è il più piccolo Diesel a iniezione diretta del mondo – e due anni dopo ancora è la volta della versione Max, che può trasportare fino a 9 quintali di merce.

Ma non è finita. Perché ci sono ancora due momenti chiave nella storia di Ape: Ape Cross (sia,o nel 1994) che, con i suoi colori e con il roll-bar, si rivolge ai giovani che lo utilizzano come veicolo alternativo alle “due ruote” e, nel 2007, il ritorno della la versione Calessino, un tributo alla storia di Ape che si propone per gli spostamenti in ambiti esclusivi (l’esempio di Ischia, per intenderci).

Oggi Ape è un veicolo compatto, maneggevole, dai parchi consumi. Ed è disponibile (in Europea), nelle versioni 50 cc benzina, Ape Classic 435 Diesel e nella serie speciale Calessino 200 cc.

Inutile dire che le motorizzazioni sono stata man mano attualizzate e che oggi rispondono alle normative Europee in termini di emissioni. Gli allestimenti sono svariati e fanno di Ape un veicolo ancora più versatile, tanto da essere il protagonista di numerose situazioni, tra cui alcune molto trendy: esclusivi aperitivi e street food, mezzo originale e alternativo per la vendita on the road di abbigliamento, trasporto persone in zone esclusive, e tanto altro ancora.

Un mezzo con una lunga storia che ha saputo riscoprirsi e reinventarsi, rimanendo ancora oggi uno dei mezzi più popolari e originali di tutti i tempi.

Ultima modifica: 17 ottobre 2018