Antigelo auto: a cosa serve

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Quando arriva l’inverno c’è il pericolo di abbassamenti repentini della temperatura, e i motori vanno in sofferenza: l’antigelo auto ci ripara da tutto ciò.

Cos’è e come sceglierlo

L’antigelo è un liquido speciale che protegge il motore da pericolosi e dannosi congelamenti dei liquidi che circolano negli ingranaggi, a cominciare dal radiatore. Ma non solo. Infatti, esistono tre tipi di antigelo, a seconda che sia usato per:

  • liquido dei tergicristalli;
  • carburante;
  • liquido motore.

Il motore è la parte, ovviamente, più delicata in quanto la meccanica dei suoi componenti può essere pericolosamente compromessa se i fluidi che la irrorano non sono allo stato liquido. Inoltre, il processo di congelamento prevede la trasformazione della massa liquida in solida con un aumento della stessa di quasi il 10%, con il pericolo di rottura del radiatore e dei tubi di collegamento.

L’antigelo è composto da sostanze chimiche in grado di:

  • rimanere solubili, quindi non solidificarsi;
  • subire molti cicli di raffreddamento senza perdere le proprietà;
  • proteggere pareti e condotti dell’apparato di refrigerazione del motore;
  • fronteggiare la soglia di congelamento fino a -40 gradi;
  • fluidificarsi per non raggiungere l’ebollizione.

Con riferimento all’ultima proprietà in elenco, infatti, l’antigelo non opera solo contro il freddo, bensì anche contro il caldo, e limitatamente al motore. Infatti si tratta comunque di un liquido che permette di intervenire anche per la refrigerazione del motore in caso di surriscaldamento dovuto alla normale presenza di frizioni meccaniche, o per temperature esterne molto elevate.

Composizione

L’antigelo si presenta come un liquido dall’apparenza gelatinosa, colorato di un blu verdastro, inodore e quasi gradevole alla vista: attenzione, però, perché nasconde le insidie di un prodotto chimico altamente concentrato, la cui manipolazione deve essere effettuata con molta cura.

Il componente chimico principale è il glicole etilenico, il secondo è l’acqua demineralizzata o distillata. Quest’ultima, infatti, deve risultare libera da qualsiasi tipo di sale e dal calcio, in quanto questi fattori sono la causa di fastidiose e dannose incrostazioni.

Da solo il glicole etilenico congela sotto i 12 gradi, ma miscelato con l’acqua demineralizzata può raggiungere i 45 gradi sotto lo zero. Le proporzioni sono le seguenti:

  • 60 percento di glicole etilenico
  • 40 percento di acqua demineralizzata.

Attenzione però alle proprietà tossiche e velenose del glicole etilenico: se molto usurato, quindi ossidato, rilascia sostanze acide pericolose per la salute umana. Ciò costituisce anche un annoso problema di smaltimento, soprattutto per chi opera con il “fai-da-te” per cui si raccomanda di non disperdere il liquido esausto nell’ambiente.

Gli elementi che compongono l’antigelo servono, oltre che a stabilizzare la temperatura, anche a prevenire la corrosione, l’arrugginimento e la calcificazione dei condotti entro cui scorrono i fluidi. Il liquido, infatti, agisce con le sue componenti inibitorie dei processi dannosi compensando con l’aggiusto apporto di fosfati, con funzione alcalina, che impediscono al Ph di trasformare la componente acquosa in sostanze acide, e, al contempo, garantiscono quella “morbidezza” e “oleosità” che protegge le pareti di tubazioni e chiusure gommate.

Come e quanto usarne

Il consiglio che viene ripetuto ogni volta è sempre lo stesso: trattare prodotti chimici può essere pericolo per la salute, quindi rivolgersi sempre ad un’officina specializzata. Ciò non toglie che si può sempre intervenire in proprio per fare delle aggiunte necessarie e in emergenza, prestando molta attenzione all’operatività e alla scelta dei prodotti nelle giuste quantità.

Per fortuna non spetta solo all’automobilista dover miscelare le due componenti del glicole etilenico e dell’acqua demineralizzata, anche se deve conoscere i parametri quantitativi in caso di fabbisogno: esistono in commercio delle confezioni già pronte per ciascuno dei tre tipi di antigelo, quindi la pratica risulta molto semplificata.

In ogni caso è bene sapere che il rabbocco di antigelo, ad esempio, nel radiatore può essere effettuato anche senza averlo prima svuotato in quanto il liquido si comporta come un additivo. Per effettuare questa operazione basta aprire il serbatoio del radiatore e versare il liquido contenuto nella confezione – o quello realizzato con la miscelazione – fino al limite indicato. Prima di effettuare questa operazione nel radiatore, accertarsi se il motore è costruito in alluminio o in ghisa – esiste una differenza di trattamento per ciascuna di queste caratteristiche -.

Per aggiungere l’antigelo nei tergicristalli si effettua la stessa operazione: nei serbatoi/vaschette si versano le quantità indicate dal produttore del liquido che mette a disposizione delle confezioni già concepite a forma di “erogatore”.

Nel caso dell’antigelo per carburante, si vende un tipo speciale conosciuto con il nome di “gasolio alpino”: attenzione però nell’aggiungerlo o sostituirlo in quanto i prodotti in commercio sono tarati per circa 60/70 litri– corrispondenti a un pieno – per cui la quantità da versare deve essere debitamente proporzionata al proprio serbatoio.

Sempre nel caso del carburante, un prodotto dall’effetto “immediato” è un additivo “scongelante” in grado di riportare il gasolio o la benzina – avendo cura di acquistare il prodotto dedicato per ciascuna di queste tipologie – allo stato liquido ottimale.

Quando metterlo

L’occasione per mettere i liquidi antigelo nei tre serbatoi dell’auto – tergicristalli, carburante e motore – è in prossimità dell’inverno, e soprattutto in quelle zone dove le temperature scendono vertiginosamente anche di molti gradi sotto lo zero. Anche nel caso di viaggi in Paesi nordici dove si sa che le temperature sono altamente rigide, o in alta montagna per fare una gita sulla neve, è bene prevenire il pericolo di congelamento dei fluidi interni dell’auto con l’applicazione di questo utile liquido.

Un’altra occasione è quando il liquido antigelo, sempre nelle condizioni sopra esposte, non deve essere solo aggiunto ma addirittura sostituito nel radiatore in quanto c’è il pericolo che abbia perso le sue proprietà e si sia quindi ossidato: il tempo di scadenza varia tra i 2 e i 4 anni, a seconda di come viene utilizzata l’auto in termini di percorrenza e usura.

In questo caso la sostituzione prevede di:

  • svuotare il serbatoio/vaschetta del radiatore staccando il tubicino di canalizzazione posto al di sotto;
  • far colare il liquido in un contenitore di raccolta e smaltimento;
  • ricollegare il tubicino di canalizzazione;
  • versare il liquido antigelo fino alla quantità indicata dal produttore, o adeguatamente miscelata.

Ultima modifica: 6 giugno 2017