Anniversario Abarth storia di un mito

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Dietro a un marchio famoso c’è sempre un uomo e un sogno. Quest’anno è in programma uno speciale anniversario Abarth: il famoso marchio automobilistico quest’anno soffierà su 70 candeline.

L’origine del mito

Un anniversario molto importante perché l’Abarth come la Fiat, l’Alfa Romeo, la Lancia ha fatto la storia automobilistica del nostro Paese. E tutto grazie al suo fondatore, Carlo Abarth. Ufficialmente la casa automobilistica Abarth è stata fondata a Bologna il 31 marzo del 1949 per opera di Carlo Abarth, ingegnere italo-austriaco, e di Guido Scagliarini, pilota automobilistico. Nasce inizialmente come scuderia sportiva specializzata nella produzione di modelli sportivi di piccola cilindrata, ma poi si trasformerà in qualcosa di unico.

Il suo maggiore successo saranno le marmitte omonime che saranno prodotte e vendute alle maggiori case automobilistiche come la Fiat, la Lancia, l’Alfa Romeo, SIMCA e anche la Porsche. Marmitte particolari in versione nero opaco e terminali cromati. E costose, infatti, il prezzo delle marmitte Abarth era di 4.500 lire contro le 2.000 lire di quelle tradizionali. Ma grazie all’utilizzo di una campagna pubblicitaria efficace e moderna, Carlo Abarth riuscì a fare breccia nel mercato automobilistico.

La figura di Carlo Abarth

La figura del fondatore della casa automobilistica italiana è molto particolare e da sempre è legata al mondo della velocità, moto e auto. Carlo Abarth (nato come Karl Albert Abarth) è stato un imprenditore austriaco naturalizzato italiano nel 1945. Il giovane Abarth nasce a Vienna (Austria) nel 1908 da Dora Taussing e dal sottotenente dell’esercito imperiale asburgico, Karl Abarth. Il padre ha radici italiane: la sua famiglia è infatti di Merano. Alla fine della Grande Guerra, Karl Abarth Senior decise di trasferirsi in Italia per gestire l’hotel di famiglia, lasciando moglie e figlio in Austria.

La passione per la velocità ce l’ha nel sangue e tra qualche piccola partecipazione giovanile a gare di monopattino, all’età di 16 anni, Carlo Abarth decide di entrare a fare parte delle officine della Castagna & C., che tra l’altro collaboravano con la Facoltà di Ingegneria della capitale austriaca. Grazie a quell’esperienza, il giovane Abarth apprese molto del mondo delle gare. Negli Anni ’20 ebbe la sua prima esperienza come pilota di motociclette grazie alla scuderia Motor Thun, poi terminata a causa dell’ostracismo della stessa Motor Thun e delle altre scuderie. Nel 1932 la sua prima grande impresa in sidecar. Sfidò in velocità l’Orient-Express nella tratta Ostenda-Vienna (1.370 chilometri) battendo lo storico treno. Una sfida che appassionò molti all’epoca, riuscendo a catalizzare l’attenzione della stampa internazionale dell’epoca.

La nascita dello ‘Scorpione’

Alla conclusione del secondo conflitto mondiale, decide di raggiungere il padre in Italia dove comincerà a commerciare in tappetti e biciclette fino al 1946. In quell’anno riprenderà i contatti con il figlio di Ferdinand Porsche, che lo chiamerà a fare parte del gruppo di tecnici in Italia del famoso marchio. In quell’occasione Abarth gestirà insieme all’ingegnere Rudolph Hruschka il progetto di un’autovettura da corsa per conto della scuderia italiana Cisitalia dell’industriale Dusio.

Purtroppo gli eccessivi costi per la partecipazione al 360 Gran Prix causarono una grave crisi finanziaria. A quel punto la Cisitalia liquidò il lavoro svolto da Abarth con le 204 Sport costruite sotto la sua direzione e una cassa di ricambi. E sarà proprio quella cassa a far nascere il mito dello ‘Scorpione’, infatti, al suo interno troverà una marmitta ideata da Giovanni Savonuzzi. Una marmitta che diventerà il più importante successo commerciale della nuova Società Abarth & C. appena fondata a Bologna nel 1949. E non solo, il 15 aprile dello stesso anno nascerà la Squadra Sportiva Abarth con le sue 204.

Abarth-FIAT Una storica unione

I successi sportivi delle vetture a firma Abarth non distoglieranno il suo fondatore dalla produzione delle marmitte omonime. Nel solo 1950 riuscirà a vendere più di 1000 esemplari. L’anno successivo la sede sarà trasferita da Bologna a Torino, sede della FIAT. La casa automobilistica torinese accoglierà di buon grado la giovane Abarth a tal punto che nel corso degli anni nascerà una costruttiva alleanza commerciale. La Ferrari di Enzo Ferrari deciderà di montare in tutti i suoi modelli ufficiali le marmitte marchio Abarth. Il loro successo non si fermava, infatti, nel 1956 le vendite superarono i centomila pezzi.

Il legame con la FIAT della famiglia Agnelli nascerà grazie al successo della FIAT 600, che il genio di Carlo Abarth trasformerà con ingegnosi ritocchi nella 750 con cui vincerà molti premi automobilistici. Le ‘abarthizzazioni’ dei modelli FIAT non si ferma con il modello della 600 ma proseguono nel 1958 con la FIAT NUOVA 500, un modello che avrà poi una grandissima scalata. Mentre nel 1961 nascerà la FIAT-ABARTH 850 TC che darà il via al mito. Alla fine degli anni ’60 la FIAT acquisterà diversi marchi automobilistici italiani come la Ferrari (il 50% della proprietà), l’Autobianchi e la Lancia. Alla fine anche Carlo Abarth cederà però la sua creatura. Il 15 ottobre 1971 lo ‘Scorpione’ diventerà della FIAT. Una volta in pensione, farà ritorno nella sua città natale dove si spegnerà nell’ottobre del 1979. Lo Scorpione del logo? Il suo segno zodiacale.

La Nuova 595 Pista per i suoi 70 anni

L’Abarth ha deciso di festeggiarsi inaugurando una serie speciale di modelli come la Nuova 595 Pista. Un’auto di alta tecnologia e talmente super connessa che potrete ricevere e rispondere ai messaggi, telefonare e altro ancora senza dover distogliere lo sguardo dalla strada e le mani dal volante. Il modello ha un motore 1.4 T-jet con una potenza di 160 CV (118 KW) con cambio manuale a 5 marce e una marmitta Scarico Dual Mode Record Monza a 4 terminali che vi farà innamorare. E’ anche un auto ecologica (Euro 6D Temp) tanto che le sue emissioni di CO2 sono di 158 ma con una velocità massima di 216 Km/h. Per quanto riguarda i consumi, la Nuova 595 Pista fa 8,9 litri ogni 100 Km in zone urbane mentre in percorsi extraurbani il consumo sarà di 5,8 litri ogni 100 km. La sua forza? La potrete modificare a vostro gusto come del resto ogni modello Abarth.

Ultima modifica: 21 febbraio 2019