Airbag: quando può trasformarsi in un problema

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Non ci sono dubbi sul fatto che l’airbag sia una di quelle invenzioni che ha cambiato il mondo dell’automobile e che questo dispositivo abbia salvato centinaia di vite umane. I primi dispositivi airbag vengono collaudati all’inizio degli anni ’70: anche se la sua invenzione risale addirittura agli anni ’50. John Hetrick fu il primo a depositare il brevetto di questo brevetto che venne testato per la prima volta su alcune Oldsmobile riportando subito grande curiosità.

L’airbag diventa necessario

Per vedere tuttavia l’applicazione pratica dell’airbag bisogna aspettare almeno una ventina d’anni e nuovi brevetti che implementano quella che era l’idea originale. Il funzionamento dell’airbag è in apparenza molto semplice: un sensore posizionato nelle zone predisposte a un urto attiva il dispositivo che fa esplodere una microcarica, negli ultimi anni quasi sempre a base di una reazione chimica, fa esplodere una dose di gas compresso che in pochi centesimi di secondo riempie una sacca di tessuto leggero e resistentissimo.

Una protezione che serve a preservare urti gravi, che anni fa potevano anche risultare letali, all’interno del veicolo. Non solo della testa contro il volante, parlando per chi è alla guida. Ma anche dei passeggeri verso l’esterno dell’abitacolo o dell’ospite della poltrona anteriore sul parabrezza.

Una dotazione di sicurezza

L’airbag è stata davvero un’invenzione straordinaria che ha impiegato diversi anni e molteplici utilizzi per diventare funzionale. Al punto da essere considerata una risorsa di legge con la quale dotare ogni singola vettura in circolazione. Con gli anni gli airbag si sono moltiplicati all’interno di ogni abitacolo e la loro disposizione si è fatta sempre più mirata e strategia trovando collocazione nel cruscotto, nelle poltrone anteriore, nel vano esterno del tetto della macchina. Ma anche gli airbag possono rappresentare un problema, se non addirittura un rischio.

Airbag e cinture

L’uso dell’airbag deve andare di pari passo con quello della cintura di sicurezza: se da una parte il primo limita le conseguenze di un possibile urto frontale, le seconde servono a trattenere l’inerzia del corpo quando questo viene soggetto a un movimento non naturale causato da un urto. Contare sull’airbag quando non si indossano correttamente le cinture di sicurezza non è mai una buona idea. Il rischio è quello di impattare con grande forza contro la sacca e di lesionarsi seriamente il volto. In caso di impatto violento le conseguenze possono essere gravi: dalla frattura del setto nasale al trauma cranico.

Attenzione ai bebè

C’è poi una particolarità importante che riguarda i bambini piccoli, con un’accortezza che viene sempre ricordata a tutte le mamme. Quando a bordo abbiamo un bambino nato da poco, e dunque non ancora in grado di essere assicurato alle cosiddette poltroncine per bambini, l’unica collocazione possibile è l’infant-seat che molti in Italia chiamano ovetto per la sua particolare forma protettiva. L’ovetto di solito deve essere posizionato accanto al guidatore e in senso opposto a quello di marcia. Soprattutto se a bordo c’è solo una persona che sarà ovviamente alla guida del mezzo. In questo caso l’airbag dovrà essere assolutamente disattivato. Un’improvvisa esplosione potrebbe essere letale per il piccolo.

Ulteriore sicurezza

Sotto questo aspetto quasi tutte le case automobilistiche, già da tempo, hanno attivato una serie di contromisure estremamente efficaci e intelligenti. L’airbag del passeggero anteriore può essere disattivato dal software di bordo o, in modo ancora più efficace, con la chiave dell’auto attraverso uno sportellino che di solito è bene indicato accanto al vano portaoggetti. Inserendo e girando la chiave si disattiva l’airbag impedendone l’esplosione anche in caso di incidente e salvaguardando il bebè che sarà comunque al sicuro nel suo ovetto protettivo.

Contromisure pratiche

Quando un airbag entra in funzione non dobbiamo mai dimenticare che si attiva una vera e propria carica esplodente: sono abbastanza frequenti i casi di incidenti nei quali chi si è trovato vicino all’esplosione del pallone dell’airbag abbia subito conseguenze anche abbastanza serie al naso, al volto, agli occhi. Si parla di lesioni di una certa importanza che possono diventare estremamente serie – per esempio – se si indossano degli occhiali. La reazione chimica che provoca l’esplosione, quasi sempre, causa dei vapori molto fastidiosi all’interno dell’abitacolo che possono portare mal di testa, nausea, vomito, a volte anche qualche reazione dermatologica. La potenza dell’esplosione può diventare problematica anche per l’udito.

Ridurre rischi e danni

É del tutto sbagliato il luogo comunque che vuole l’airbag come un dispositivo non solo efficace ma anche incruento. Le lesioni da airbag possono essere come detto molto gravi se si indossano gli occhiali o se si dimentica di allacciare la cintura di sicurezza. Ma le stesse conseguenze ci sono anche se la cintura è mal posizionata, mal regolata o addirittura inefficacia.

L’airbag non può essere considerato un cuscino morbido dove ci si accomoda delicatamente e senza alcuna conseguenza. Di fronte ai primi test il suo stesso inventore, seguendo la dinamica di schianti ricostruiti in laboratorio con quelli che erano i precursori dei crash test dummies disse… “questi dispositivi saranno utili per ridurre i danni”.

Il male minore

L’airbag insomma è il male minore: meglio le orecchie che fischiano o qualche lieve ferita urticante sulle mani per via dell’esplosione chimica che non un trauma cranico, o peggio, la morte. Tutto dipende dalle altre dotazioni di sicurezza a bordo, dalla velocità alla quale si viaggia, dalle circostanze dell’incidente. La casistica è infinita ed è sempre continuamente aggiornata per cercare di perfezionare gli strumenti di sicurezza e ridurre al minimo il rischio di altre vittime sulle strade.

Economico e necessario

L’airbag, soprattutto in questi ultimi anni che hanno visto le dotazioni di sicurezza migliorare e farsi sempre più economiche (i primi airbag arrivavano a costare oltre 5000 dollari, una cifra impensabile per le utilitarie di oggi) è un ottimo compromesso. Se si considera che i crash test vengono effettuati a velocità sostanzialmente ridotte, tra i 50 e i 70 km/h quando i nostri limiti di velocità in autostrada sono quasi del doppio, si può intuire quanto l’uso degli airbag sia non solo indispensabile, ma debba essere anche tutelato da test continui che dimostrino che tutte le dotazioni di sicurezza della nostra auto sono regolarmente in funzione.

Ultima modifica: 16 novembre 2020