Uber patteggia, 245 milioni a Waymo per furto di segreti industriali

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Si è messa la parola fine alla causa intentata da Waymo a Uber per furto di segreti industriali. Il colosso del ride sharing patteggia e paga 245 milioni di dollari all’azienda controllata di Google per il self-driving. Una cifra decisamente inferiore alla prima richiesta da 2,6 miliardi e anche alla successiva di 1 miliardo.

Il procedimento in tribunale era cominciato a San Francisco la settimana scorsa. Si è arrivati presto a un accordo, con Waymo che era scesa a 500 milioni per il patteggiamento e Uber che ha strappato un sì a 245 milione. La causa è stata intentata la scorsa estate, quando Waymo ha accusato Uber di utilizzare la sua tecnologia nello sviluppo della guida autonoma.

La figura centrale della vicenda è Anthony Levandowski. Prima di lasciare Google avrebbe infatti scaricato 14 mila file e in seguito fondato la compagnia di camion autonomi Otto. Questa è stata in seguito acquisita da Uber e da qui parte la causa di Waymo sul furto di tecnologia. In particolare si parlava di Lidar e Radar, ma il patteggiamento è arrivato proprio a ridosso della testimonianza di Levandowski.

I 245 milioni di dollari ricevuto da Waymo sono pagati in quote di Uber. Rappresentano lo 0,32% delle azioni della società che ha una attuale valutazione di 72 miliardi di dollari.

Ultima modifica: 12 febbraio 2018