Self Drive, il futuro è dietro l’angolo. A che livello siamo?

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Self drive, quali sono le prospettive a breve termine? Il sistema Pop.Up, presentato a Ginevra, ha scatenato la fantasia degli automobilisti. Il progetto di Italdesign e Airbus ruota attorno a una capsula modulare (che contiene due persone), capace di agganciarsi a una piccola vettura a guida autonoma o a un grande drone a decollo verticale che la trasporta nei cieli. In attesa che sia il volo a risolvere i problemi del traffico urbano, è bene riflettere sul concetto di guida autonoma.

Se ne parla spesso a sproposito, mentre le case automobilistiche fanno a gara nella corsa verso il futuro per garantire ausili alla guida sempre più efficaci.

I SEI LIVELLI DEL SELF DRIVE

Il grande pubblico degli automobilisti è disorientato da tanto fervore tecnologico: ecco perché proviamo a spiegare i diversi grandi dell’automazione, che sono stati codificati dalla Society of Automotive Engineers.

Il livello zero è quello che lascia tutto nelle mani del conducente: si tratta delle auto nate prima del Duemila che non utilizzano ausili elettronici per la guida.

Salendo a livello 1, ecco il cruise control, cioè la capacità della vettura di mantenere una velocità costante preimpostata. Queste automobili hanno spesso anche una serie di alert che avvertono il guidatore del cambio di carreggiata o del sopraggiungere di altri veicoli nella zona dell’angolo morto.

Il livello 2 prevede una parziale automazione. Entrano in gioco la frenata assistita, la frenata autonoma anti-collisione, il mantenimento della corsia e quello della distanza dal veicolo che precede. Si tratta di tecnologie oggi molto diffuse su ogni tipo di auto, comprese quelle dei segmenti più bassi.

Solo al livello 3 l’Autopilota è in grado, su indicazione del conducente, di cambiare corsia e operare sorpassi. Basta mettere la freccia e l’auto fa tutto da sola.

L’alta automazione arriva con il livello 4. Oggi utilizzabile solo in strade e zone controllate. Qui un sistema di sensori e telecamere esonera il pilota da ogni incombenza. Ma in qualsiasi momento chi guida può riprendere il controllo del mezzo.

Ultimo gradino l’automazione totale. Qui il conducente non è più necessario e l’auto si muove da sola fronteggiando ogni situazione, anche le più estreme. Il tutto nel contesto di città predisposte al dialogo con i sistemi elettronici dell’auto.

I tempi di questa grande rivoluzione tecnologica non sono facili da prevedere. Ma la data del 2020 è indicata dai costruttori come la porta del futuro per il Self Drive. Non resta che aspettare che la nostra auto venga a prenderci sotto casa.

Ultima modifica: 3 aprile 2017