Incidente Uber: ecco il primo rapporto preliminare dello scontro

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La National Transportation Safety Board ha diffuso il rapporto preliminare sull’incidente che ha visto coinvolta una vettura a guida autonoma di Uber un paio di mesi fa. Nello scontro, in Arizona, ha perso la vita la 49enne Elaine Herzberg. La donna ha attraversato la strada, spingendo la sua bicicletta, proprio mentre sopraggiungeva la Volvo XC90 di Uber. L’impatto è stato fatale.

Le indagini preliminari hanno sottolineato come i sistemi della vettura avessero individuato l’ostacolo umano. I radar e i sensori di Uber hanno rilevato la donna sei secondi prima dell’impatto. Il sistema di frenata di emergenza della vettura era però disabilitato. Uber ha infatti sottolineato come questa sia la prassi quando l’auto è totalmente sotto il controllo del computer. Si vuole evitare che il veicolo abbia comportamenti potenzialmente irregolari.

L’oggetto è stato individuato sei secondi prima dell’impatto, come specificato dal rapporto. Inizialmente è stato classificato come oggetto non identificato, poi come veicolo e infine come bicicletta. A 1,3 secondi dall’impatto, il sistema ha determinato che sarebbe stata necessaria l’entrata in funzione della frenata d’emergenza.

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Il supervisore umano era in quel momento distratto, si legge nel rapporto. Ha messo le mani sul volante meno di un secondo prima dell’impatto e ha frenato poco meno di un secondo dopo lo scontro. Sebbene sia da condannare l’atteggiamento non attento del guidatore, la NTSB ha comunque determinato che la donna ha delle responsabilità.

Non ha guardato in direzione della vettura che stava sopraggiungendo, intanto. Inoltre ha attraversato in una zona d’ombra nella quale era poco visibile. I suoi esami tossicologici, eseguiti dopo l’incidente, hanno rilevato metanfetamina e marijuana nel suo corpo. Le indagini delle autorità proseguiranno fino alla compilazione di un rapporto completo sull’incidente.

Ultima modifica: 28 maggio 2018