Guida autonoma: via alla sperimentazione anche in Italia

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Anche l’Italia apre letteralmente la strada allo sviluppo dei veicoli a guida autonoma. È stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto chiamato ‘Smart Road’, redatto lo scorso 28 febbraio dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e previsto dalla Legge di Bilancio 2018. Al suo interno si trovano “modalità attuative e strumenti operativi della sperimentazione su strada delle soluzioni di Smart Road e di guida connessa e automatica”.

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AUTO SENZA PILOTA, MA ATTENZIONE ALLA SICUREZZA
Il decreto consente i test sulle strade italiane e ne definisce i limiti. Sarà il Ministero stesso, dopo una fase istruttoria, a dare le dovute autorizzazioni ai richiedenti, siano essi case automobilistiche, enti pubblici e privati di ricerca o istituti universitari. La norma sottolinea però l’importanza del mantenimento di un alto livello di sicurezza, con la presenza obbligatoria nell’abitacolo del cosiddetto “supervisore”, una persona che deve essere sempre in grado di riprendere in mano il controllo del mezzo.

STRADE CONNESSE
Nei 20 articoli del decreto si contempla anche la regolamentazione dello sviluppo di strade e infrastrutture tecnologicamente avanzate, in grado di creare un ambiente connesso e, nelle intenzioni, più sicuro, che possa comunicare con gli utenti a bordo delle auto fornendo informazioni in tempo reale su traffico, incidenti, condizioni atmosferiche e altro. Gli interventi prevedono soprattutto aggiornamenti sulle strutture preesistenti, ma anche costruzioni ex novo, e riguarderanno le tratte autostradali e statali di nuova realizzazione o in fase di manutenzione.

La prima parte di tale sviluppo ha come termine il 2025, entro il quale verranno svolti interventi sulle strade italiane appartenenti alla rete europea TEN-T (Trans European Network – Transport) e su tutti i tratti statali e autostradali. Successivamente le tecnologie e i relativi servizi connessi verranno estesi anche al resto della rete stradale.

Qui il testo del decreto.

Ultima modifica: 23 aprile 2018