La guida autonoma senza di piani di mobilità ad hoc potrebbe essere un problema

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La prevedibile ampia diffusione nelle metropoli del futuro dei veicoli a guida autonomia (AV), sia vetture private sia mezzi pubblici, dovrebbe portare indubbi vantaggi per la mobilità di disabili e anziani. E creare per i pendolari nuove opportunità di sfruttare il tempo necessario per gli spostamenti casa-ufficio. Ma potrebbe anche comportare problemi a livello di traffico. Un rischio decisamente probabile. Soprattuttose l’autorizzazione alla circolazione nelle città di auto e bus senza pilota non dovesse essere anticipata dall’adozione di piani urbani di viabilità e trasporto studiati ad hoc.

E’ questa una delle considerazioni più importanti evidenziate dallo studio “Reshaping Urban Mobility with Autonomous Vehicles. Lessons from the City of Boston“. Realizzata da The Boston Consulting Group in collaborazione con il World Economic Forum.

Il lavoro combina i risultati di sofisticate simulazioni e di sondaggi. Che hanno interessato le attitudini comportamentali dei possibili utilizzatori, di interviste presso amministrazioni locali e aziende. Con i dati sperimentali raccolti a Boston, dove dal 4 gennaio 2017 i veicoli di di NuTonomy-Lift, Optimus Ride e Aptiv hanno già percorso oltre 2.400 km in modalità guida autonoma.

Ombre e luci

Nella capitale del Massachusetts la circolazione di auto e shuttle AV ha provocato ‘downtown‘ un aumento dei tempi di percorrenza medi del 5,5%. Si tratta, chiarisce il report, di un fenomeno facilmente gestibile con alcuni provvedimenti di tipo amministrativo.

Tra i provvedimenti suggeriti nella relazione, da segnalare l’adozione di corsie preferenziali per i veicoli a guida autonoma. Che permetterebbe un taglio dei tempi medi di viaggio del 8,3%. Per realizzarle si potrebbero utilizzare spazi oggi destinati ai posteggi, lasciati liberi dalla diffusione di massa delle auto a guida autonoma. A Boston si libererebbero il 48% dei parcheggi attuali. Viene suggerita, anche, l’istituzione di aree dedicate per il carico/scarico dei passeggeri.

Lo studio evidenzia una propensione da parte dei cittadini a preferire i mezzi a guida autonoma, con servizio a domicilio, rispetto all’impiego di tradizionali linee di bus/metropolitane. E’ prevedibile, quindi, una tendenza all’aumento dei veicoli AV in circolazione. Che potrebbe essere controbilanciata con l’adozione per car sharing e shuttles senza pilota di tariffe differenziate, in base al numero dei passeggeri a bordo. Misura che da sola potrebbe contribuire a far migliorare i tempi di percorrenza attuali del 15,5%.

I vantaggi ci sono, ma bisogna creare i presupposti

Nel complesso, comunque, i vantaggi già oggi riscontrati a Boston sono notevoli. A fronte di spostamenti più lenti nelle aree centrali, si registra un miglioramento delle tempistiche medie nell’area metropolitana del 4,3%. Valore che sale a 12,1% se si considerano alcune zone della cintura esterna, come quella di Allston-Brighton.

Ultima modifica: 5 settembre 2018