Guida autonoma, nel mondo sempre più città testano la sicurezza

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Vi proponiamo l’interessante articolo di Autoproprotec.

Rilassatevi e godetevi il viaggio. Tra qualche anno un assistente vocale vi ripeterà questa frase ogni volta che salirete su un’auto. Niente più mani sul volante o pedali da schiacciare: è l’era della guida autonoma. L’idea di utilizzare un veicolo controllato da un’intelligenza artificiale e capace di connettersi con gli oggetti che la circondano si sta diffondendo rapidamente. E in questa corsa verso il futuro della mobilità, sempre più città nel mondo hanno iniziato i test per la sperimentazione su strada. Le prime versioni commerciali di veicoli di livello 4 (alta automazione) – per il livello 5 (guida interamente autonoma) i tempi sono molto più lunghi – potrebbero arrivare già nel 2020. Ma, secondo diversi analisti, prima di assistere a una crescita esponenziale del mercato bisognerà attendere il 2025. E questo perché nel frattempo, occorrerà compiere un upgrade tecnologico delle infrastrutture esistenti. Con la creazione di “smart roads”: strade e segnaletiche dotate di sensori intelligenti capaci di interfacciarsi con quelli dei veicoli e in grado di supportare la connessione 5G.

Test di self driving nel mondo
Secondo una classifica realizzata da Bloomberg philanthropies insieme con l’Aspen institute le città nel mondo in cui si stanno testando auto a guida autonoma sono un centinaio. Il maggior numero di questi centri si trovano nei Paesi del Nord America (45), seguito dall’Europa (31),  dalla Cina (10) e dall’Australia (5). L’elenco, in continuo aggiornamento, comprende sia le città in cui sono partiti o stanno per partire i programmi pilota sia quelle dove si sono avviati gli iter normativi prima di passare alla pianificazione dei test.

Nel primo caso si tratta di 67 centri, tra cui Washington, Miami, Singapore, Berlino, Parigi, Londra, Dubai e Sidney. Solo per citarne alcune, in cui un veicolo con self driving si muove, all’interno di una determinata area, affrontando il traffico, incrociando attraversamenti stradali e imparando a riconoscere limiti di velocità e semafori.

Cosa sta avvenendo in Italia

E in Italia? Da qualche mese anche nel nostro Paese è possibile collaudare automobili senza pilota. E a poterne fare richiesta sono università, enti pubblici e privati di ricerca e costruttori. Pioniere nella sperimentazione della guida autonoma è Milano, a cui si sono aggiunte da qualche settimana anche Torino e L’Aquila. Questi primi test rientrano in un più ampio progetto voluto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e inserito nell’ultima Legge di bilancio: l’obiettivo è la creazione di “smart roads”, ovvero strade connesse dotate di sistemi che rendono possibile la guida autonoma in condizioni di sicurezza.

In questa prima fase, che secondo le stime del ministero dovrebbe concludersi nel 2025, a essere interessate da un upgrade tecnologico saranno le infrastrutture appartenenti alla rete europea Ten-T (Trans european network – Transport) e tutta la rete autostradale e statale di nuova realizzazione o oggetto di manutenzione straordinaria. Mentre entro il 2030 saranno attivati ulteriori servizi, quali: deviazione dei flussi in caso d’incidenti, intervento sulle velocità medie per evitare congestioni, suggerimento di traiettorie e corsie, gestione dinamica degli accessi, nonché gestione dei parcheggi e del rifornimento.

L’aggiornamento digitale avrà come filo conduttore la sperimentazione della connessione 5G. Sullo sviluppo delle reti di quinta generazione, l’Unione europea ha annunciato che è pronta a investire 200 milioni di euro. E tra i progetti beneficiari c’è anche la guida autonoma, oltre ai programmi che coinvolgono salute, energia e media. La road map sul 5G, tracciata da Bruxelles, è divisa in due tappe. Entro il 2020, l’obiettivo è riuscire ad avere servizi in commercio in almeno una grande città di tutti i Paesi membri dell’Ue. Per poi arrivare al 2025 con l’estensione a tutte le aree urbane e alle più importanti infrastrutture di trasporto.

Il mercato delle auto a guida autonoma

La diffusione dei sistemi Adas (Advanced driver assistance systems), a bordo delle vetture di nuova immatricolazione, sta cambiando radicalmente il concetto di guida. Infatti, sulle strade oggi si possono incrociare auto con un livello 3 di autonomia (automazione condizionata). Si tratta di veicoli in grado di guidare da soli gestendo accelerazione, frenate e direzione. In questo caso il pilota è uno spettatore pronto a riprendere il controllo in ogni momento, specie laddove ci sono situazioni problematiche o nei tratti in cui la guida autonoma non è consentita o è troppo pericolosa. Il cambiamento però è nell’aria e il salto per raggiungere il livello 4 è a portata di mano.

In termini di mercato l’anno del boom, secondo la società di ricerca AT Kearney, è previsto per il 2030. In quell’anno per gli analisti, il mercato delle auto senza pilota potrebbe valere 95 miliardi di dollari. Un valore destinato a salire fino a 282 miliardi, se si considerano anche lo sviluppo delle apparecchiature collegate e delle infrastrutture tecnologiche necessarie. AT Kearney si spinge però anche oltre. Infatti, il 2030 costituirebbe l’anno trampolino verso l’accelerazione vere e propria. Nei cinque anni a seguire, con l’arrivo sulle strade anche di modelli dotati di Cruise Av – veicoli completamente sprovvisti di volante, pedali e qualsiasi altro controllo manuale e a totale controllo autonomo – il valore raddoppierebbe a 560 miliardi di dollari. E le self driving car arriverebbero a rappresentare il 17% dell’intero mercato dell’auto mondiale.

Dino Collazzo

Ultima modifica: 25 maggio 2018