Guida autonoma: i conducenti sono pericolosamente confusi

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Di guida autonoma se ne parla molto. Ma le tecnologie attualmente in circolazione sono ben lontane dall’essere completamente autosufficienti. Eppure sembra che la maggior parte dei guidatori abbia una percezione errata e che consideri gli attuali sistemi di assistenza alla guida come dei copiloti autonomi.

Thatcham Research, organismo britannico che si occupa di sicurezza automobilistica, ha condotto una ricerca assieme all’Euro NCAP per verificare, appunto, la percezione che hanno gli automobilisti riguardo alle tecnologie di assistenza alla guida. Ne è risultato che il 71% delle persone che guidano un’automobile (percentuale a livello globale. Il 53% nel solo Regno Unito) è convinto che sia già possibile al giorno d’oggi acquistare un’auto completamente autonoma. Ma non è così: per motivi tecnici e anche legali, il conducente deve avere ancora il controllo del mezzo, nonostante abbia a disposizione funzioni avanzate come il mantenimento di corsia o il freno di emergenza.

Questa confusione, secondo Thatcham Research e Euro NCAP, deriva da un certo modo di fare marketing da parte delle aziende automobilistiche, che utilizzano termini come “semi autonomo” o “self-drive” in modo fuorviante.

Matthew Avery, uno dei responsabili di Thathcam, ha affermato che “alcune case automobilistiche stanno commercializzando veicoli convincendo i conducenti di poter rinunciare al controllo. I costruttori vogliono ottenere un vantaggio commerciale facendo riferimento alle capacità di ‘self-drive’ o ‘semi-autonomous’, alimentando però confusione nei consumatori”.

Una confusione che può sfociare in comportamenti sbagliati da parte dei guidatori, che si sentono così più liberi e meno concentrati.

Ultima modifica: 18 ottobre 2018