A cosa serve una moto a guida autonoma?

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La guida autonoma tocca anche il mondo delle motociclette, ma decisamente molto più in sordina rispetto a quello delle quattro ruote. Da un paio d’anni, infatti, senza troppa pubblicità, BMW è al lavoro nello sviluppo di una tecnologia di guida senza conducente per le sue motociclette. In questi giorni l’azienda ha pubblicato un video dei primi risultati. Nel filmato è possibile vedere una BMW R1200 GS modificata che gira in pista senza pilota in sella.

La BMW R1200 GS a guida autonoma in azione:

Ma a cosa serve una moto a guida autonoma?

Come si può notare dalle immagini la moto del test non è in grado di partire da sola. Ha infatti bisogno di qualcuno che le dia l’equilibrio iniziale e la prima accelerata. Una volta in movimento la R1200 GS inizia a gestire in autonomia tutte le manovre: acceleratore, frizione, freni e marce si attivano e disattivano da soli in base alla lettura dell’ambiente circostante fatta dai vari sensori installati sulla motocicletta.
Risulta però difficile pensare a una vera utilità per gli utenti: quale centauro rinuncerebbe al piacere di guidare la propria moto? E sarebbe davvero così comodo viaggiare in sella a braccia conserte mentre la due ruote fa tutto?

La spiegazione a questi dubbi la fornisce direttamente BMW: l’idea non è creare una moto autonoma per il semplice gusto di farlo o per scimmiottare il mondo dell’auto. Il team di ricerca utilizza queste tecnologie applicate alla motocicletta per capire meglio ogni tipo di dinamica di guida, anche in condizioni particolarmente difficili, in modo da ottimizzare o sviluppare migliori misure di sicurezza attive per le moto di prossima generazione.

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“Il prototipo”, dice Stefan Hans, uno dei membri della squadra di ingegneri che si occupa della R1200 GS autonoma, “ci aiuta ad ampliare le nostre conoscenze sulle dinamiche del veicolo, così da poter classificare il comportamento del pilota e determinare prontamente l’arrivo o meno di una situazione pericolosa, avvisando chi guida o intervenendo direttamente”.

La moto autonoma, dunque, rimane al momento (almeno per BMW) uno strumento di ricerca per migliorare la sicurezza di chi guida.

Ultima modifica: 12 settembre 2018