Volvo XC60 Recharge, prova su strada. Ibrida plug-in di classe e potenza

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Cavallo di battaglia, XC60 è la la Volvo più venduta a livello globale, incalzata dalla più compatta, e anche elettrica XC40. Ma domina ancora, forte di un pacchetto che piace. Sintesi felice del prestigio del Marchio, dell’apprezzamento trasversale del mercato per i Suv e sempre attraente grazie ad aggiornamenti di forma e sostanza.

Le nuove versioni Recharge, le ibride plug-in top di gamma, regalano parecchia verve. LaT6, una trazione integrale che beneficia di 30 cavalli in più dal sistema elettrificato, grazie a un motore elettrico più prestante da 145 kW, arrivando a quota 350. Ma soprattutto gode, è il caso di dirlo, di un incremento della capacità della batteria: da 11,6kWh a 18,8kWh. Un plus che permette viaggi più lunghi.

In particolare l’allestimento Inscription con prezzo a partire da 64.650 euro, sciorina il lato prestigioso. Con poderosi cerchi da 21 pollici, sospensioni pneumatiche con telaio a controllo attivo Four-C, il pacchetto Lounge, che comprende uno spettacolare impianto audio Premium Sound Bowers & Wilkins da 15 altoparlanti. Lista lunga, per quasi diciassettemila euro di accessori a pagamento. Cifra alta, ma va abbinata a una qualità generale impeccabile e piacevole alla vista.


Rinnovati griglia, paraurti anteriori, livree della carrozzeria e cerchi in lega. In abitacolo spicca un tessuto, a richiesta, realizzato senza l’impiego di pelli di origine animale. E’ il Tailored Wool Blend, composto dal 30% lana dal 70% poliestere riciclato. Piacevole al tatto e accogliente nelle sedute. Indovinato.

Appena seduti l’aria è di casa (vedi la prova di QN Motori di XC60 Diesel)  sistema multimediale basato su Android Automotive, con il pacchetto di servizi che ne consegue, come Google Maps, Google Play con app dedicate.

Funziona tutto in modo semplice con l’integrazione diretta con i dispositivi abilitati a Google Assistant. Il display verticale da 12,3 pollici si configura e si utilizza con disinvoltura dopo un breve apprendistato. L’aggiornamento generale riguarda anche i sistemi di assistenza dalla guida, precisi, non invadenti: il solito, apprezzato correttore di bozze.

Volvo XC60 Recharge

Recharge: potente e capiente (di elettroni)

La T6 è pronta  nello scatto da fermo: un battito di ciglia in meno rispetto alla versione più potente. Soprattutto in ripresa esibisce un cambio di passo quasi da elettrica pura. L’ibrido ricaricabile spinge parecchio e offre un assetto, non certo seduto, ma che coccola. Grazie alle sospensioni pneumatiche, impostabili su Comfort, Sport e Advanced. Intuibili la caratteristiche delle prime due, la terza, da utilizzare solo su fondi uniformi e pianeggianti, è votata alla massima aderenza e alla riduzione del rollio: perfetta per i lunghi tragitti.

Apprezzabile la batteria con un aumento dell’80% della capacità, che aumenta la percorrenza media in elettrico. Fino a 90 km a zero emissioni secondo la Casa, più realisticamente oltre 60 km senza nessuna remora o timore. Occorre mettere in conto quasi dieci ore per una carica completa da presa domestica, quella più adatta alle plug-in.


Aiuta molto nei primi 150/200 km , che diventano più  buon mercato se si sfrutta la prolusione ibrida. Una volta terminata la batteria, si torna sulla terra. E percorrenze che non arrivano ai 10 km/litro in autostrada può essere poco simpatico. Il precetto da osservare è sempre lo stesso: rabboccare di elettricità il più spesso possibile. Solo in tal modo XC60 T6 Recharge può essere davvero funzionale e piacevole. Il segreto sta proprio nel nome della versione.

Volvo XC60 Recharge

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Ultima modifica: 20 aprile 2022

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