Viper, l’addio della supercar più muscolosa

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Viper, addio a un supercar evocativa quanto esagerata. Una delle auto americane più rappresentative. Dopo 25 anni di produzione la fabbrica di Conner Avenue a Detroit ha chiuso le linee di produzione di questo modello. Lo scorso 31 agosto la Home of Viper ha terminato la storia nata nel 1992.

Viper, l'addio delle supercar più muscolosa
Viper prima serie (1992)

Con il 2017 è finita la storia della Dodge, poi SRT Viper. Che da ora in poi sarà un boccone prelibato per i collezionisti. Il Gruppo FCA ha deciso di non continuare con una delle supersportive americane più particolari. Che 25 anni fa nacque quando era ancora Chrysler a comandare e difatti il V10 di 8 litri era derivato da quelli dei pick-up. E poi preparato da Lamborghini (allora proprietà di Chrysler) per aumentare leggerezza e efficienza. La Dodge Viper col suo motorone da 400 cavalli  664 Nm di coppia esordì nel 1991 coma pace car nella 500 miglia di Indianapolis.

L’evoluzione della Viper

Voluta da due top manager quali  Lee Iacocca e Bob Lutz, la Viper, costruita intorno al suo enorme propulsore, è sempre stata un’auto scorbutica. Difficile da gestire. Molto emozionale, ma adatta a piloti esperti, gli unici in grado di portarla al limite. Realizzata in tre serie: dal 1992 al 2002, dal 2003 al 2010 e dal 2010 al 2017. Il V10 è arrivato sino a 8.4 litri di cilindrata, 650 cavalli e 814 Nm di coppia.

Poi la fine. Ma non prima del canto del cigno. Come potete vedere nel video qui sotto. Con la Viper che ha fissato il tempo sul giro al Nurburgring in 7’01″3. Una prestazione da vera supercar. Immortale, al passo con i migliori prodotti delle concorrenza mondiale. Ci togliamo il cappello davanti ad un’auto non certo priva di difetti, ma che ha saputo emozionare.

Ultima modifica: 2 gennaio 2018

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