Urus, nella fabbrica dei grandi sogni Lamborghini | VIDEO

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Bello, fascinoso, veloce come una supercar ma con un occhio alla famiglia. Urus è davvero un prodotto rivoluzionario per il marchio Lamborghini. Accanto ad Huracan e Aventador arriva un’auto così innovativa da inaugurare uno speciale segmento di vendita: una supercar travestita da Suv, con tanto di porte posteriori, bagagliaio ampio e seggiolini aggiuntivi per i bimbi.

Urus, nella fabbrica dei grandi sogni Lamborghini 1

Una vettura da usare ogni giorno e non confinata nel limbo dei circuiti o nella passerella di fine settimana. Urus è già prenotabile dai pochi fortunati che lo avranno al prezzo di 206mila euro Iva compresa e a marzo cominceranno a circolare sule strade i primi esemplari.

La terza creatura nella gamma del Toro ha un obiettivo ambizioso: quello di duplicare i volumi di vendita attuali (3500 unità) entro il 2019. E questo sogno diventa realizzabile grazie alla nuova grande fabbrica di Sant’Agata Bolognese.

Una strutura modernissima che somiglia più a una clinica che a una linea di montaggio. Su quest’area di 80 mila metri è sorta in soli 12 mesi Manifattura Lamborghini: un nome che è già un programma. Qui si fondono il meglio delle risorse umane e le tecnologie. Il lavoro minuzioso dei robot e quello manuale di controllo-qualità e di personalizzazione. Questa fabbrica 4.0 ad alta automazione guarda al futuro. Ma ha forti connotati umani e ha consentito a Lamborghini di fare 500 nuove assuzioni. Che diventeranno 700 con l’aggiunta di 200 addetti alla verniciatura.

Made in Italy, made in Bologna

Urus poteva nascere e crescere solo nella fabbrica dei sogni. Seguendo il disegno ambizioso di un’azienda che coltivava questo progetto fin dal 2012. Ovvero quando il primo concept venne svelato a Sant’Agata a una platea di giornalisti specializzati. Lamborghini ha voluto e preteso di giocarsi questa ambiziosa scommessa in casa propria nella italianissima e bolognesissima Sant’Agata. E questo è un successo capace di trasformare il futturo del marchio del Toro. Di spalancare orizzonti nuovi, di rendere possibile l’impossibile, come dice il motto caro a Stefano Domenicali.

Giuseppe Tassi

Stefano Domenicali

Ultima modifica: 11 dicembre 2017

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