Stellantis, Tavares «Auto elettriche imposizione politica, escludono il ceto medio»

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Carlos Tavares, CEO del Gruppo Stellantis, che comprende quattordici Marchi, Da Maserati a Opel, da Alfa Romeo a Peugeot e dieci altri, lancia un altro affondo sulla elettrificazione forzata imposta dal legislatore.

Non le ha mandate a dire. Il manager ad alcuni media, Corriere della Sera, Les Echos, Handelsblatt, El Mundo, ha rilasciato una intervista che farà discutere.

Ribadendo che l’auto elettrica al momento è fuori portata per troppi automobilisti europei. La punta dell’iceberg di prodotti dal prezzo troppo elevato.

«Il rischio c’è, se non riduciamo i nostri costi. Ma sono anche le nuove tecnologie a far salire i prezzi, in particolare le tecnologie elettriche, che sono del 50% più costose di quelle dei motori termici».

Tavares ha aggiunto

«Bisognerebbe che gli incentivi fossero mantenuti almeno fino al 2025. Ma non credo che i governi potranno continuare a sovvenzionare la vendita di veicoli elettrici ai livelli attuali, non è sostenibile dal punto di vista del bilancio. Quindi torniamo al rischio sociale. È la brutalità del cambiamento che lo crea. Se gli Stati riescono ad accompagnare questa transizione con delle sovvenzioni per cinque anni, forse ce la caveremo. Altrimenti si fanno prendere più rischi sociali all’insieme della cittadinanza».

La imposizione politica delle auto elettriche

«Rispettiamo le leggi e quindi combatteremo per essere i migliori con i fattori che ci vengono dati, o imposti. Ma l’elettrificazione è una tecnologia scelta dai politici, non dall’industria. C’erano modi più economici e veloci di ridurre le emissioni. Il metodo prescelto non permette ai costruttori auto di essere creativi per trovare idee diverse. È una scelta politica».

Riguardo la produzione in’Italia

«Un anno fa, ho notato che in Italia il costo di produzione di un’auto era significativamente più alto, a volte doppio, rispetto alle fabbriche di altri Paesi europei, nonostante un costo del lavoro più basso. Questo ha a che fare con l’organizzazione della produzione, che va migliorata. Se applichiamo all’Italia le buone pratiche che esistono nel nostro gruppo, l’Italia stessa avrà un buon potenziale. Un problema particolare che la riguarda è il prezzo fuori misura, eccessivo, dell’energia».

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Ultima modifica: 20 gennaio 2022