Suzuki Swift Hybrid, la prova. Elettrificata, automatica e integrale | VIDEO

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Suzuki Swift Hybrid concentra molte virtù nei suoi 3,85 metri di lunghezza. E’ una compatta del Segmento B, quelle che una volta si chiamavano utilitarie, ma che oggi offrono un grande polivalenza.

L’aggiornamento della quarta generazione spicca per efficienza, sicurezza e piacere di guida.

Scarica ora: Swift Hybrid – Scheda tecnica

Il modello è ibrido dal 2017, prima di molte altre. A conferma della visone di Suzuki, che infatti detiene il 13% del mercato delle elettrificate in Italia, dietro solo a Toyota.

Swift nel suo importante restyling non perde lo stile dinamico, che l’ha contraddistinta sin dall’esordio della prima serie nel 2005, quando il testimonial era un certo Cristiano Ronaldo, allora emergente stella del Manchester United.

Il design si aggiorna: calandra con effetto tridimensionale, nuovi fari a led e cerchi in lega. Abitacolo sempre piacevole, con  un quadro strumenti sportiveggiante come il volante. Resta ottima, per la stazza della vettura, l’abitabilità posteriore. E non banale il bagagliaio, che ha una capienza che parte da 265 litri.

Ma la sostanza vera sta sotto il bel vestito. Il nuovo motore, chiamato K12D è il 1.2 a 4 cilindri aspirato a benzina da 83 cavalli di potenza eroga una coppia massima di 107 Nm a 2.800 giri.

Più elastico (provato da QN Motori su Ignis) e abbinato al sistema ibrido (mild hybrid a 12 Volt) imperniato sull’ISG che funge da alternatore, motorino di avviamento e motore elettrico. Un mild hybrid con batteria da 10Ah, che ha una capacità tripla (di recuperare energia in rilascio e restituirla) rispetto quella della precedente serie (3Ah), occupando lo stesso spazio.

Fornisce coppia aggiuntiva nello scatto o nella progressione ai bassi regimi. In partenza dal semaforo o in un sorpasso a media andatura. Dove il motore a benzina consuma di più.

Suzuki Swift Hybrid, con un pieno può fare 956 km

La marcia su strada è piacevole, molto fluida. Gli “scambi” di potenza non sono percepibili, Suzuki Swift Hybrid dichiara emissioni di CO2 di 88 g/km e consumo di 3,9 litri/100 km. Ovvero 956 km di autonomia con un pieno nel ciclo combinato, essendo il serbatoio da 37 litri.

Pronta nelle riprese, disinvolta nello stretto, Swift Hybrid sfodera un comportamento molto sincero. Precisa nel misto, permette di assestarsi, secondo quanto abbiamo rilevato nel nostro test, su una percorrenza media di 20 km/litro.

Scarica ora: Gamma Swift Equipaggiamenti

Due plus della vettura sono speciali per la categoria. Oltre a essere esclusivamente ibrida Swift è disponibile con cambio automatico CVT (1.200 euro) e a trazione integrale (1.500 euro).

Offrendo di serie su tutte le versioni la guida assistita di secondo livello, con sette sistemi di ausilio, che controllano e intervengono su sterzo, acceleratore e freno, in caso di necessità o pericolo. Vigilano all’anteriore una videocamera, un radar e un sensore laser.

Scarica ora: Listino Suzuki auto

Due gli allestimenti Cool e Top, con un prezzo che parte da 17.290 euro. Ma che dal 1° agosto e con gli incentivi (1.500 euro se si rottama) e lo sconto Suzuki (3.000 euro) beneficia di un bonus che fa scendere il prezzo a 12.790 euro.

L’integrale

Swift con la trazione 4×4 AllGrip merita un lode. La trasmissione a giunto viscoso può trasferire automaticamente la coppia all’asse posteriore nel momento in cui viene rilevata una perdita di aderenza all’asse anteriore.

Beneficia della tecnologia Grip Control che, agendo con l’impianto frenante sulle singole ruote quando queste perdono aderenza, è in grado di mantenere sempre motricità su quelle in presa. Una 4×4 in pieno stile Suzuki, elettrificata e efficiente.

Suzuki Swift Hybrid, la galleria fotografica

 

Ultima modifica: 5 agosto 2020

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