Suzuki Ignis, prova su strada del mini SUV: ibrida a quattro ruote motrici

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Suzuki Ignis, tutto in uno. Citycar compatta, a quattro ruote motrici, ibrida e con rialzata da terra. Come i SUV più grandi. Il successo istantaneo avuto sul mercato dalla piccola giapponese si spiega così. E’ un estratto, un concentrato di virtù.

Alta da terra, con il muso affusolato e massiccio, ma con profilo e coda squadrati. Si distingue, riproponendo alcuni stilemi storici del Marchio. Dai montanti “C” della  antesignana Cervo, mai vista in Italia, al tetto sospeso della vecchia Swift, fino alla prese d’aria laterali della prima Vitara. Non è certo sgusciante, ma compatta e muscolosa: alta quasi un 1,60 e lunga solo 3,70 metri. L’altezza minima da terra, 18 centimetri, è quasi da fuoristrada. Ecco l’anima SUV.

Stiamo parlando della versione 1.2 Hybrid iTop AllGrip 4WDDotata del sistema ibrido “semplice” di puro supporto al benzina (non si viaggia mai elettrici) e della trazione integraleL’SHVS (Smart Hybrid Vehicle by Suzuki) è un sistema ibrido compatto e leggero. Composto da un dispositivo ISG (Integrated Starter Generator) che integra un generatore, un motore elettrico che eroga una potenza di circa 3 cavalli  e un pacco batterie agli ioni di litio. Che sostituisce anche l’alternatore e il motorino d’avviamento.

È una tecnologia semplice ed efficiente, studiata appositamente per l’uso su vetture compatte. Sfrutta la coppia del motore elettrico e il sistema di rigenerazione dell’energia in frenata per ridurre consumi ed emissioni. La Suzuki Ignis trova nell’architettura Heartect l’altra sua principale novità. La piattaforma ha permesso di risparmiare 120 kg. Il sistema di trazione integrale dispone di un giunto viscoso. Quando percepisce che le ruote anteriori stanno perdendo aderenza, distribuisce automaticamente la coppia tra avantreno e retrotreno.

L’abitacolo, che gode di un buon passo (243 cm) per la categoria, rimane sui binari della singolarità. La Ignis è omologata per quattro persone, e quattro adulti ospita con disinvoltura, grazie anche alle portiere posteriori che si aprono quasi a 90°. Il divano è scorrevole per 16 centimetri e lo schienale è regolabile. Il bagagliaio con la trazione integrale perde un po’ di capacità, partendo da un minimo di 218 litri, ma è discretamente sfruttabile, con una soglia non troppo alta e un gradino interno nella norma.

In questa configurazione non costa poco, 18.300 euro. Ma ricambia con tanto. Ovvero, con dotazioni tecnologiche di categoria superiore. Di serie: a pagamento trovate solo la vernice metallizzata o bicolore. C’è tutto, e non parliamo di una dote ridotta. Dall’infotainment, completo e di facile consultazione, col satellitare, al climatizzatore automatico. Con alcune “chicche” tipicamente giapponesi. Con un tasto si capovolge lo schermo touch e gli amanti, non pochi, dei supporti magnetici dei decenni scorsi, posso gustarsi DVD, CD, DivX.

E ancora i fari full led, il cruise control, i sedili anteriori riscaldabili, per non parlare della connettività, ormai ritenuta da qualcuno più importante di tante altre funzioni, con Apple CarPlay, Android Auto e Mirror Link.

Oltre alla telecamera posteriore per il parcheggio, ci sono tutti i sistemi fondamentali di assistenza alla guidar. Che Suzuki ha battezzato simpaticamente in italiano. Così il keyless si chiama “chiavintasca”, il Dual Camera Brake Support (DCBS, frenata automatica da 5 km/h in su), prende il nome di “attentofrena”, il  Weaving Alert diventa “restasveglio” e il Lane Departure Warning (da 60 km/h) il “guidadritto” che controlla le corsie. Mentre “accompagnami” aiuta i distratti che non ritrovano l’auto in parcheggi.

Suzuki Ignis su strada

Il peso dichiarato di 960 kg, pochissimi per una trazione integrale, aiuta molto. Fattore decisivo per migliorare consumi, prestazioni e agilità. La Ignis è un’auto reattiva, grazie anche al cambio a cinque marce preciso, non veloce, adatto all’indole della vettura e aiutato dalla spinta elettrica in accelerazione e ripresa.

Ottimi i consumi. Abbiamo registrato una percorrenza media di quasi 18 km/litro. La Ignis offre la sua efficienza meglio quando si mantiene passo tranquillo. L’unico vero neo è il confort. E inoltre la rumorosità, di motore e rotolamento pneumatici, le sospensioni un po’ troppo rigide. E’ comunque in grado di districarsi nel fuoristrada leggero. Lo sterzo non è molto preciso nel misto quando di alza il passo, ma è ottimo in città.

Ultima modifica: 18 dicembre 2018

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