Skoda Fabia, la prova. Salto di qualità e stile per la quarta generazione | VIDEO

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Skoda Fabia cambia tutto e si candida, per forme e contenuti, tra le prime della sua affollata classe. Le auto del Segmento B, che un tempo chiamavamo utilitarie, rappresentano il 22% del mercato italiano. Le “piccole” ormai sono diventate compatte e mantengono il 22% delle preferenze: quasi una su quattro.

Skoda Fabia, prova su strada

La quarta generazione di Fabia, dopo 22 anni e 4,5 milioni di unità prodotte, offre un menù completamente rinnovato. Calando un tris: prezzo ragionevole, molti contenuti e motorizzazioni tradizionali che consumano poco.

Già ordinabile, arriverà in concessionaria a metà novembre, con prezzi da 16.900 euro per l’allestimento Ambition 65 cv e cambio manuale, fino a 22.100 euro per Fabia Style da 110 cavalli con cambio DSG.

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Lo stile, evoluto e soprattutto ben proporzionato alla superiore lunghezza (4,11 metri, 11 centimetri in più).  Cresciuta e più longilinea, con i fari full led di serie – belli i gruppi ottici anteriori sviluppati in larghezza, che rendono più importante il frontale – è un progetto tutto nuovo.

Nasce sulla piattaforma MQB-A0 del Gruppo Volkswagen: nessun legame con la passata generazione. Si evince dagli esterni, levigati anche nella pratica, grazie al coefficiente di penetrazione aerodinamica di 0,28, record per la categoria, e dagli interni.

L’abitacolo, che gode di 94 millimetri in più di passo, tutti a favore di un’abitabilità da compatta (quasi da Golf) si presenta con una plancia digitale da “grande”, strumentazione con display da 10,3 pollici (di base analogica) e infotainment “sospeso” da 9,3 (di serie da 8 pollici) con navigatore.

Design inedito, che come per la carrozzeria richiama quello di Octavia: pregevole sintesi di pragmatismo e tecnologia accessibile. Compresa nella dotazione standard su tutti gli allestimenti la compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto.

Accoglie bene, anche con materiali al tatto e la possibilità di avere un inserto in tessuto morbido, tocco di lusso che non stona affatto, proprio a metà plancia.

Il tutto con la presenza, sempre apprezzata, delle soluzioni “simply clever”: sulla ex piccola Fabia arrivano gli ombrelli nelle portiere anteriori, ma c’è anche in bagagliaio sorprendente. Capienza da 380 litri, eccezionale per una segmento B (+50 litri rispetto a Fabia III) fino a 1.180 litri.

Nel nostro contatto, nei pressi di Verona, abbiamo apprezzato, oltre alla disponibilità di numerosi punti di fissaggio e di reti, il piano di carico ad altezza variabile come per le wagon, che rende Fabia realmente polivalente e adatta a essere anche una prima automobile.

Elemento non banale per la categoria, ci sono le bocchette climatizzazione posteriori di serie sull’allestimento Style, che offre anche la tinta bicolore di serie.

Skoda Fabia è un “punto zero”, dove tutto ricomincia, anche per i propulsori. Niente versione a metano (che resta, fino alla prossima generazione, su Octavia, Karoq e Scala) e solo motori benzina. Niente motori ibridi per mantenere un listino accessibile a molti nonostante la quantità e la qualità del pacchetto complessivo.

Skoda Fabia, come va su strada

Solo benzina da 1 litro tre cilindri, nella nuova serie EVO. Aspirati da 65 e 80 cavalli (93 Nm di coppia) dedicati ai neo-patentati. E turbo da 95 cv (175 Nm) e 110 cv (200 Nm), quest’ultimo l’unico con la possibilità di avere il cambio a doppia frizione DSG a sette rapporti.

Nella nostra prova ovviamente ha spiccato la maggiore elasticità dei tre cilindri turbocompressi. Pronto il 110 cavalli, ma anche il 95 cv – la ben accessoriata Style con questa potenza costa 19.800 euro – è più che sufficiente per viaggiare con disinvoltura.

Fabia punta molto sull’efficienza generale, agevolata dal fondo scocca carenato, dalle prese di raffreddamento a comando elettronico e da un peso (1.116 kg) che aumenta di 35 kg rispetto alla precedente serie, più piccola e soprattutto meno dotata di accessori, anche di assistenza alla guida (tra gli ADAS di serie il mantenimento attivo corsia di marcia e la frenata automatica) che sulla bilancia hanno impatto.

Consumi bassi e comfort

Senza ibrido, per scelta di tutto il Gruppo VW sulle piccole, Fabia è andata benone. Al termine del nostro test, su percorso misto, collinare e urbano, nei dintorni del Lago di Garda, il trip computer della versione da 95 cavalli ci ha indicato un consumo di 5,3 km/litro dopo un centinaio di chilometri. D’accordo, a passo tranquillo ma si tratta di una percorrenza di 18,9 km/litro.

Ottenuti in un contesto di comfort notevole, soprattutto per la silenziosità a bordo: ottimo viatico anche per i tragitti autostradali. Le sospensioni fanno un ottimo lavoro, votate alla comodità e all’assorbimento, ma Fabia non è una vettura “molle”. Precisa di sterzo, se la cava sul misto. Le vibrazioni del tre cilindri sono percepibili all’accensione e allo spegnimento, ma in marcia non disturba mai, sempre più che dignitoso dai 2.000 giri in su. 

Skoda Fabia, prova su strada: la galleria fotografica

Ultima modifica: 1 ottobre 2021

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