Sicurezza auto, cosa cambia dal 2020

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Il tema della sicurezza stradale diventa di anno in anno sempre più centrale. Nel 2020, infatti, sono ancora troppi gli incidenti automobilistici che, per distrazione o per negligenza, mietono anche parecchie (o meglio troppe!) vittime. Per tale motivo, il legislatore mette vi volta in volta a punto nuovi e più stringenti obblighi per fare in modo che le auto circolanti siano sempre più sicure. Il che, grazie anche alla tecnologia disponibile, è sempre più vero. Come è noti, infatti, si stanno compiendo passi da gigante in materia di automazione dei veicoli e pertanto, a oggi, sono veramente numerosi i dispositivi intelligenti atti a incrementare la sicurezza auto.

Un piano di incentivazione: idea valida?

Prima però di entrare nel dettaglio della questione, occorre fare un po’ di chiarezza circa il parco circolante in Italia. Qualsiasi segmento si guardi – dalle auto ai camion, passando per i van – lo scenario è sconcertante: sono numerosissimi i veicoli d’antan. Il che, tradotto in parole molto semplici, significa che sulle strade italiane – nonostante l’offerta all’avanguardia da parte dei costruttori – oggi circolano parecchi (troppi!) “ferri vecchi”.

Ci si trova quindi davanti a una situazione che ha due risvolti: da un lato la tecnologia ha fatto passi da gigante e pertanto le auto (nuove!) sono avveniristiche e veri e propri concentrati di dispositivi di sicurezza. Dall’altro, le auto che circolano realmente sulle strade sono molto vecchie e di conseguenza insicure (e anche inquinanti). Quello che occorrerebbe, quindi, è un piano di incentivazione allo svecchiamento massiccio, ma evidentemente non è semplice realizzarlo. Detto questo, come si diceva, il legislatore sta cercando di introdurre i dispositivi atti a incrementare la sicurezza auto. Vediamo come.

La frenata assistita aiuta

Con l’inizio del nuovo anno, ci sono importanti novità in tema di sicurezza dei veicoli di nuova immatricolazione. In pratica, con il 2020 entra in vigore l’obbligo, su tutti i veicoli di nuova immatricolazione, la frenata automatica di emergenza, ossia un dispositivo che, in caso di pericolo – per esempio nel caso in cui si presenti improvvisamente un ostacolo – arresta autonomamente l’auto. Si tratta di un provvedimento messo a punto dalla Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (Unece), la quale ha anche stimato che, grazie anche al contributo di questa innovazione tecnologica, dovrebbe diminuire di molto il numero delle vittime sulla strada in tutta l’Unione Europea.

La frenata automatica, infatti, secondo le stime disponibili, ha ridotto di circa il 40 per cento il numero di incidenti che avvengono a bassa velocità. Sì, perché grazie a dei sensori e a un radar, viene monitorata la vicinanza di veicoli e pedoni: se il dispositivo ritiene che si tratti di una vicinanza pericolosa, allora interviene la franata automatica e l’auto frena, in modo da evitare la collisione. Il dispositivo è sicuro e intelligente ma, ripetiamolo, è obbligatorio solo sulle auto nuove di fabbrica. Pertanto, finché sulle strade continueranno a circolare auto Euro 0, sarà difficile mettere a punto in piano di sicurezza auto davvero efficace.

La sicurezza auto passa anche dagli ADAS

Ma non è solo la frenata automatica a essere comparsa sui veicoli di nuova generazione. Con il termine “ADAS”, infatti, si intendono tutti quei sistemi avanzati di assistenza alla guida, gli Advanced Driver Assistance Systems. Rientrano in questa categoria tutte quegli accorgimenti che migliorano la sicurezza dentro e fuori dall’auto, poiché aiutano il conducente a eseguire le manovre, riducendo così automaticamente e drasticamente i rischi di incidente.

Dunque, è facile comprendere che gli ADAS sono la base su cui poggia la guida autonoma: regolano automaticamente la velocità, segnalano al conducente gli ostacoli, riportano in carreggiata la vettura in caso di distrazione da parte di chi guida, e via discorrendo. Quindi, è chiaro che guidare una vettura dotata di questi dispositivi accresce la sicurezza di chi sta fuori e di chi sta dentro all’abitacolo. Ma, ripetiamolo, gli ADAS sono appannaggio solo delle vetture nuove e pertanto, sulle strade, anche in termini di sicurezza si continua a procedere a due velocità: una sicura, l’altra no.

Verso l’obbligo

Per azzerare, o per lo meno ridurre questo gap, sono necessari incentivi e sono necessarie norme che rendano obbligatoria una dotazione “minima” circa la sicurezza. E pertanto, non si dovrebbe accogliere con un plauso la decisione di Bruxelles di rendere gli Adas obbligatori da maggio 2022. In pratica, tutte le nuove vetture dovranno montare di serie gli “assistenti” di cui si diceva, dunque la frenata automatica di emergenza o il mantenimento della corsia.

Per tutte le altre auto, l’obbligo scatterà invece più avanti, sembrerebbe da maggio 2024. Ma davvero una vettura con 20 anni alle spalle, potrà essere adattata alle nuove tecnologie? La risposta, naturalmente, è già chiara. Per accrescere la sicurezza auto, quindi, occorre lavorare su più fronti: da un lato, come è giusto che sia, devono essere i costruttori a non fermare la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni; dall’altro deve aumentare la consapevolezza dei cittadini, capaci – ancora! – di viaggiare senza cinture di sicurezza.

Dall’altro ancora l’indispensabile ruolo delle istituzioni, che dovrebbero portare avanti un discorso a trecentosessanta gradi, che culmini con la messa a punto degli incentivi. Ma è davvero così facile?

I seggiolini anti-abbandono

No, non è facile. E per dirlo basta vedere che cosa sta succedendo con il sacrosanto accorgimento messo a punto contro l’abbandono dei bambini negli abitacoli. Ancora una volta – la notizia è del primo di dicembre – il provvedimento che obbliga le famiglie dei bambini con un’età inferiore a 4 anni a dotare i seggiolini del prezioso dispositivo è slittato. E pertanto, le multe sono rimandate al 6 di marzo.

Nel frattempo, però, sono saliti da 1 a 5 i milioni gli stanziamenti per il 2020 proprio per dare fiato alle famiglie che devono dotarsi di questi dispositivi. Le agevolazioni sotto forma di credito di imposta e dovrebbero servire affinché tutti, ma proprio tutti, tutelino i propri figli da remote, ma quanto mai drammatiche, dimenticanze.

Ultima modifica: 13 gennaio 2020