Sensori di parcheggio: 5 modi per usarli utilmente

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Una volta si doveva procedere a sensazione: ai più esperti automobilisti bastava poco per capire se quel determinato parcheggio era adatto e in linea con le dimensioni della propria auto, mentre per i principianti era un terno al lotto. Si impostava la manovra, si procedeva a piccoli passi, si sterzava un po’, si guardava nello specchietto e… si attendeva, a volte, di appoggiare il proprio paraurti su quello dell’auto parcheggiata dietro. I più intraprendenti, abbracciavano letteralmente il sedile passeggero, quello a fianco del conducente, per cercare di capire – visivamente, ma senza grosso successo – se c’era ancora la possibilità di procedere con la retro marcia, o se si era arrivati al capolinea. C’erano poi gli insicuri, quelli che, in piena manovra, scendevano dall’auto ogni tre per due per verificare lo stato del parcheggio. Tempi oramai andati: oggi ci sono i sensori di parcheggio.

Per molti, ma non per tutti 

La maggior parte delle auto di nuova produzione sono dotate di sensori di parcheggio. Le più basiche li hanno solo dietro e dunque controllano e sorvegliano l’area di manovra posteriore, le full optional hanno invece sensori di parcheggio ovunque, anche davanti. Il che, naturalmente, rende tutto ancora più facile.

Ma la manovra diventa un gioco da ragazzi se ci sono altri due dispostivi a supportare il conducente alla prese con il parcheggio: trattasi della telecamera – con un piccolo display il conducente vede esattamente che cosa sta succedendo dietro di lui – e l’assistenza al parcheggio. In pratica, soprattutto nei modelli più evoluti, l’auto si parcheggia da sola. Addio sudate, addio imprecazioni. Ma un’auto dotata di sensori di parcheggio, è un’auto sempre facile da parcheggiare o è comunque meglio seguire alcune regole? Noi ve ne suggeriamo 5.

Le 5 regole per il parcheggio easy 

Come si è detto, parcheggiare un’auto dotata di sensori di parcheggio è certamente più semplice rispetto a un’auto che ne è sprovvista. Tuttavia, anche il driver deve fare la sua parte.

La prima regola, quindi, anche se si ha a disposizione un’auto con sensori di parcheggio è: non affidarsi solo alla tecnologia, ma collaborare fattivamente affinché il parcheggio vada a buon fine. La seconda regola è una conseguenza della prima: i sensori, infatti, iniziano a suonare preventivamente. In realtà, prima di arrendersi, si può ancora retrocedere; i sensori sono cautelativi. La terza regola: non distrarsi, sorvegliare l’area di manovra: i sensori potrebbero non segnalare il pedone incauto che passa dietro dall’auto che sta facendo la manovra. Quarta regola: ai primi segnali “strani”, far verificare i sensori: potrebbero non essere in perfetta forma. Infine, la quinta regola: ogni tanto provare a parcheggiare senza sensori, per provare l’ebrezza di cui sopra.

Ultima modifica: 15 maggio 2020