Rinasce la Piazzola Ascari al Parco Valentino di Torino con la Lancia D50

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Rinasce Piazzola Ascari, omaggio a uno dei più brandi piloti di sempre. Due volte campione del mondo di Formula Uno.

L’Associazione Artes ha realizzato il progetto di ripristino della piazzola di partenza in marmo bianco in ricordo del grande campione Alberto Ascari (morto a Monza il 26 maggio 1955), posata il 6 dicembre 1955 nello stesso punto in cui il pilota era scattato per il VII Gran Premio del Valentino di Torino, disputato e vinto il 27 marzo 1955 al volante della Lancia D50 di Formula 1.

Rinasce la Piazzola Ascari al Parco Valentino di Torino con la Lancia D50 - 4

Alberto Ascari è stato l’ultimo pilota italiano Campione del Mondo di Formula 1, iridato nel 1952 e 1953 legando il suo nome alla Lancia e alla Ferrari.

Dopo le prime esperienze motociclistiche negli anni ’30, debuttò sulle quattro ruote alla Mille Miglia del 1940 sulla Auto Avio Costruzioni 815, la prima auto costruita da Enzo Ferrari.

Anche ASI ha partecipato alla cerimonia di inaugurazione della rinata “Piazzola Ascari”, avvenuta questa mattina (mercoledì 26 maggio) di fronte al Castello del Valentino.

Il presidente Alberto Scuro ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria di momenti importanti per la storia dell’automobilismo e della città: “Questa piazzola di partenza – ha detto Scuro – trasforma le tracce della storia in memoria condivisa, identità da tutelare e conservare. Ci dobbiamo impegnare nella valorizzazione degli aspetti architettonici, archivistici e collezionistici legati alla tradizione motoristica della città, con l’ulteriore obiettivo di sostenere e promuovere il turismo e le attività economiche connesse.”

Un vero bene culturale

La rinata “Piazzola Ascari” è a tutti gli effetti un bene culturale, così come lo sono i veicoli storici, perché frutto di un atto creativo ed opera dell’ingegno, per il suo peso nella storia dell’uomo, perché ha influenzato le arti figurative e per il suo protagonismo nello sport.
“Beni culturali – ha concluso il presidente Scuro – che abbiamo il dovere di tramandare ai posteri, preservandoli, conservandoli e restaurandoli.”

 

 

Ultima modifica: 26 maggio 2021

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