Renault Zoe, prova della piccola auto elettrica da 370 km di autonomia

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Non è un caso che Zoe sia l’elettrica più venduta in Italia. La compatta a emissoni zero di Renault sta facendo passi da gigante in tema di affidabilità e autonomia.

La terza generazione può percorrere con una ricarica fino a 370 km e si propone come elettrica evoluta, capace di scavalcare i confini della città per affrontare anche le lunghe distanze.

Ho testato Zoe su un percorso di 320 chilometri da Bologna a Pineto degli Abruzzi. La prima impressione di guida è molto favorevole. Se si abbandona la modalità Eco, quella più risparmiosa (perfetta per la città) l’auto corre agile e leggera, con un buon isolamento acustico, che riduce al minino i rumori.

L’interno è molto confortevole, anche per cinque persone. Il driver display informa puntualmente sullo stato della ricarica e l’autonomia in chilometri. Il touch, disposto in verticale, ha la grandezza di un I-Pad.

Con la coppia subito disponibile grazie al motore elettrico, le riprese sono fulminanti e sul passo Zoe tocca i 140 orari con grande naturalezza. Ovvio che i consumi dalla guida cittadina all’autostrada si riducano in modo importante.

Senza frenate e decelerazioni continue, si passa da 370 chilometri di autonomia a 270. Come per ogni viaggio in elettrico è necessario pianificare le soste prima della partenza, accertandosi che le stazioni di servizio Enel + siano funzionanti.

L’auto fornisce già indicazioni molto attendibili nel suo touch. Molto importante è che le colonnine siano a ricarica rapida perché grazie alla presa Combo, Zoe può rigenerare più in fretta la batteria.

Prevedo tre soste, molto prudenti, per avere l’auto sempre carica oltre la metà del livello. Il primo è all’Ikea di Rimini, il secondo e il terzo ai Mc Donald di Ancona e San Bendetto.

Per ricaricare la batteria della metà e portarla al pieno di elettroni servono almeno quaranta minuti. Giusto il tempo di un veloce pranzo o di una passeggiata al supermercato dei mobili.

La terza sosta si rende necessaria soltanto perché dopo San Benedetto del Tronto non ci sono stazioni di ricarica Enel e voglio garantirmi la copertura anche per il ritorno.

Accessoriata con telecamera per le manovre di parcheggio, fari intelligenti e ausili alla guida di primo livello, Zoe si rivela una comoda e ospitale compagna di viaggio, che non fa rimpiangere il comfort di vetture di alta gamma.

Sulla via del ritorno il pesante traffico autostradale mi induce a risalire l’Italia lungo la statale Adriatica. È in questa fase che utilizzo con grande profitto la modalità di guida B-mode. Il freno motore aumenta di intensità, togliendo davvero poco alla brillantezza dell’auto.

In compenso a ogni decelerazione o veleggiamento senza il piede sull’acceleratore, Zoe ricarica la batteria in modo importante e ben visualizzato dal display di guida. Il risultato è che i consumi ritornano ad essere di livello cittadino e l’astina blu della ricarica sembra improvvisamente congelata. Finito il viaggio, mi restano 240 chilometri di autonomia.

Giuseppe Tassi

Renault Zoe, la galleria fotografica

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Ultima modifica: 7 settembre 2020

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