Renault Turbo, una storia che dura da 40 anni. Dalla F1 alla strada

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Per Renault, il motorsport in generale – e la Formula 1 in particolare – rappresentano un laboratorio e una vetrina del suo know-how tecnologico. Oltre alla passione della sfida sportiva e al gusto della vittoria, il mondo delle gare offre un’incredibile opportunità di sviluppare tecnologie d’avanguardia di cui in seguito potranno avvalersi, direttamente o indirettamente, i veicoli di serie.

1979 – Formula 1 RS 10

Renault Turbo, la storia

Dal 1977, l’impegno in Formula 1 ha fatto di Renault un protagonista di questa disciplina, riconosciuto non solo per i titoli conseguiti, ma anche per le innovazioni che hanno portato al successo le sue monoposto e le auto motorizzate dall’azienda. A cominciare dal famoso motore V6 turbo di Renault RS01 che è stato un’assoluta rivoluzione per quei tempi. Superato il momento della novità, i primi guasti e le discussioni, il successo non si fa attendere. Il 1° luglio 1979 segna una svolta nella storia del turbo: Jean-Pierre Jabouille si impone con la sua RS 10 al Gran Premio di Francia sul circuito di Digione e offre a Renault la sua prima vittoria nel Campionato del Mondo di Formula 1.

René Arnoux, attestatosi terzo in gara, completa il successo della giovane scuderia, dopo un’epica battaglia con Gilles Villeneuve (Ferrari 312T). Renault ha così rivoluzionato lo sport automobilistico: per la prima volta un motore turbo 1.5 litri si impone davanti ai classici aspirati 3.0 litri che concorrono nella regina delle categorie. Questa vittoria al Gran Premio di Francia del 1979 sarà la prima di una lunga serie per Renault che ad oggi annovera ben 177 vittorie e 507 piazzamenti sul podio nella categoria (telai e motori).

Renault Turbo, 40 anni di storia 1

L’eredità di questa grande innovazione che ha rivoluzionato la Formula 1 persiste tuttora, come dimostra il ritorno dei motori V6 turbo ibridi nella disciplina dal 2014: un segno di riconoscimento della visione di Renault. Raccogliendo la sfida della nuova normativa, Renault pone tutta la propria esperienza di costruttore di motori per la F1 al servizio dell’innovazione tecnologica. Un grande vantaggio per i suoi modelli di serie, da 40 anni a questa parte.

La sovralimentazione, un principio brevettato da Louis Renault

Migliorare il rendimento del motore ottimizzando la quantità d’aria che riempie i cilindri non è un’idea nuova. Il principio della sovralimentazione, che in seguito ha dato origine al turbocompressore, è stato ideato già nel 1902 da Louis Renault, che ha depositato un brevetto d’invenzione sui mezzi per “aumentare la pressione di aspirazione dei gas nei cilindri [tramite] un ventilatore o un piccolo compressore”.

Dopo la seconda guerra mondiale, il compressore e soprattutto il turbocompressore, la cui affidabilità era stata migliorata, vengono utilizzati abitualmente nei grossi motori Diesel delle locomotive e degli automezzi pesanti. 

È agli inizi degli anni Settanta che il turbocompressore appare per la prima volta nei motori  Renault.

Nel 1972 sarà un’Alpine A110 gruppo 5 a essere dotata di motore turbo. Nonostante il tempo di risposta enorme, quello stesso anno Jean-Luc Thérier la porterà alla vittoria nel rally Critérium des Cévennes.

Ma è su pista che si comincia a fare sul serio nel 1975 con il prototipo di endurance A441T, che sarà seguìto dalla linea delle A442, A442B e A443 con in palio la vittoria del team Jean-Pierre Jaussaud/Didier Pironi nella 24 Ore di Le Mans del 1978.

Renault fa allora l’audace scommessa che nessuno aveva mai tentato: vincere in Formula 1 con un motore turbo da 1500 cm3 contro i soliti motori aspirati da 3.0 litri. 

Oggi il turbocompressore viene utilizzato nella maggior parte dei modelli di serie della gamma  Renault, con una tendenza al downsizing e al rightsizing: l’introduzione del turbocompressore consente di diminuire o mantenere la cilindrata del motore aumentando nel contempo la sua potenza e limitando i consumi di carburante e lo scarico di emissioni inquinanti. 

Auto da corsa mitiche 

L’adozione delle tecnologie della F1 da parte dei veicoli di serie è incarnata da una selezione di auto di Renault Classic. Questa occasione consente a Renault di celebrare il 40° anniversario della sua prima vittoria rivoluzionaria in Formula 1, esponendo la RS 10 del 1979 circondata da una selezione di auto da corsa mitiche e di veicoli di serie emblematici. Questi illustrano il successo della tecnologia turbo nelle gare e mostrano come, già nel 1980, Renault abbia introdotto nella sua gamma la competenza tecnica acquisita nelle gare sul turbocompressore.    

RENAULT F1 RS 10 – 1979

È al volante della RS 10 che Jean-Pierre Jabouille conquista nel 1979 la prima vittoria di Renault nel Gran Premio di Francia sul circuito di Digione. La prima vittoria conseguita dal motore Renault-Gordini EF1 in Formula 1. La prima vittoria di una motorizzazione turbo nella disciplina. Si tratta di un propulsore 1,5 litri V6 Turbo, il cui studio è cominciato nel corso della stagione 1975. Montato sul prototipo Alpine A441 di endurance, gira per la prima volta sul circuito Paul-Ricard.

Lo sviluppo prosegue anche successivamente, sui banchi di prova e sulle auto. Il suo esordio in Formula 1 risale al Gran Premio di Gran Bretagna del 1977. È un motore V6 a 90°, con una cilindrata da 1492 cm3 a 4 valvole per cilindro sovralimentato da 2 turbocompressori a partire dal 1979. Il peso si aggira sui 180 Kg con starter, frizione e sistema di sovralimentazione. Il motore è stato calcolato per girare a un regime di circa 12.000 giri/min.  

René Arnoux, piazzatosi al terzo posto nella gara, completa il successo della giovane scuderia, dopo il leggendario duello con la Ferrari di Gilles Villeneuve. Grazie ai suoi piloti e ingegneri, Renault rivoluziona lo sport automobilistico imponendo il motore turbo rispetto al classico aspirato. 

1981 – Renault 5 Turbo

Renault 5 Turbo Europa Cup

Prima formula monomarca turbo del mondo, la Coppa europea Renault Turbo Elf consente a modesti appassionati e campioni rinomati di confrontarsi al volante di veicoli non lontani da auto di serie. 

Commercializzata a partire dal 1980, Renault 5 Turbo non nasconde i suoi obiettivi ambiziosi: essere il fiore all’occhiello sportivo di una marca il cui legame con il mondo delle gare risale alle origini. La “piccola bomba” mantiene le promesse e, già nel gennaio del 1981, vince il Rally di Montecarlo con Ragnotti e Andrié.

Tre mesi dopo si inaugura la prima Coppa europea Renault Turbo Elf, che prende il posto della Coppa europea Renault 5 Elf. Questa prima formula monomarca turbo comprende dodici gare, di cui sette come prologo di vari Gran Premi di Formula 1 e una all’apertura della 24 Ore di Le Mans. C’erano quindi dagli 80 ai 100.000 spettatori ogniqualvolta le Renault 5 Turbo scendevano in pista! Si tratta di auto quasi di serie, fatto che limita i budget e consente agli appassionati di cimentarsi con i più grandi, come Jean Ragnotti e Walter Rohrl. Ragnotti tra l’altro arriverà secondo nella stagione 1981, conseguendo la vittoria al Nürburgring, a Montecarlo e a Digione, con tanti posti d’onore. 

Renault 5 Turbo Tour de Corse

Insieme al modello di serie, Renault 5 Turbo si declina anche nella versione da gara. La prima evoluzione in configurazione Gruppo B viene battezzata “Tour de Corse”, in ricordo della vittoria di Jean Ragnotti in questa prova.

Lanciata nel 1980, Renault 5 Turbo non nasconde il suo obiettivo ambizioso: essere il fiore all’occhiello sportivo della marca. Già a gennaio 1981 vince il Rally di Montecarlo con Jean Ragnotti e Jean Marc Andrié. È l’inizio di una lunga serie di vittorie. Nel 1983 verrà lanciata una temibile Gruppo B, ancora più potente, nota come “Tour de Corse”, la cui versione “cliente” vanta  ben  285 cv. 

L’auto esposta è una “Tour de Corse” con i colori di Alain Serpaggi (che ha partecipato dal 1983 al 1985 alle prove del Campionato di Francia Rally, campione di Francia 1985 nella categoria rally D2).

Renault 20 Paris-Dakar

Claude e Bernard Marreau hanno lasciato il segno con la loro piccola e prode Renault 4 Sinpar 4X4 nelle Parigi-Dakar del 1979 e 1980. Queste performance aprono loro le porte di Renault che propone a entrambi di preparare una Renault 20 per il prossimo rally.  

Nel febbraio del 1980 viene loro consegnata una carrozzeria nuda e cruda che dovranno sezionare, rinforzare e saldare. Le sospensioni anteriori sono di serie, ma al posteriore viene innestato un pianale di Renault Trafic, in versione trazione posteriore con assale rigido. Lo scarico fuoriesce dal cofano in modo spettacolare prolungandosi lungo il parabrezza e il tetto. La panchetta posteriore è chiaramente eliminata e sostituita da un serbatoio di benzina da 200 litri che alimenta un motore originale Renault 18 turbo da 1565 cm3 in grado di erogare 110 cv, con una coppia di 21 kgm, associato a una trasmissione cinque rapporti a sua volta modificata per adattarsi al concept 4X4.

L’auto partecipa alla Parigi-Dakar del 1981, ma è nel 1982 che la Renault 20 turbo 4X4 dei fratelli  Marreau conclude il rally vittoriosamente. 

Renault Maxi 5 Turbo 

Ultima evoluzione di Renault 5 Turbo, Renault Maxi ha avuto il difficile compito di opporre resistenza alle auto a trazione integrale. 

Fin dalla sua presentazione nel 1978, Renault 5 Turbo assomiglia più a una belva sportiva che a una turismo. Con 160 cv e il motore centrale, offre un potenziale che si tradurrà in numerose versioni da gara. 

La versione “Maxi” è l’ultima evoluzione di questo “fascio di nervi”. Quando nel 1983 nasce il nuovo “Gruppo B”, la concorrenza delle auto a trazione integrale – che la 5 Turbo non avrà mai – diventa molto accanita. 

Viene rivista l’aerodinamica della carrozzeria squadrata, modificando deflettori e prese d’aria e ricorrendo al carbonio, più leggero. Con una carrozzeria più rigida e sospensioni riviste, anche la meccanica si fa i muscoli. Risultato: 350 cv per quella che diventerà la due ruote motrici più veloce dei rally e che conseguirà bellissime vittorie come il Tour de Corse e il Tour de France, nelle mani esperte di Jean Ragnotti.

1980 – Renault 18 Turbo

Il turbo di serie per tutti 

RENAULT 18 TURBO – 1980

Adattata per essere applicata ai veicoli medio di gamma, la tecnica avanzata del turbo conferisce a Renault 18 una forza pacata dove si combinano passione, flessibilità e calma. Un’associazione rara di doti, anche apparentemente in antitesi, che determina l’originalità di quest’auto e spiega il piacere di guida che si prova prendendone il volante. 

In modalità sportiva, è all’altezza dei modelli più performanti del mercato. In modalità utilizzo quotidiano, è una berlina familiare, equipaggiata come un prodotto alto di gamma, silenziosa e piacevole. Può raggiungere una velocità massima di 185 km/h che dimostra tutta la sua performance e la silenziosità si traduce nel suono dello scarico attutito dal turbo.  

È dotata di un motore da 1565 cm3 in alluminio 4 cilindri, con una potenza massima di 81 kW (110 cv DIN) a 5000 giri/min. Il turbocompressore Garrett è situato a monte del carburatore. La pressione di sovralimentazione si aggira sui 600 g/cm². Il propulsore di Renault 18 Turbo ha la caratteristica  di essere sovralimentato da un turbo a carburatore soffiato, alimentato da aria raffreddata. È dotato anche di sensore di detonazione e centralina di accensione. 

Renault 18 Turbo si distingue per i numerosi equipaggiamenti inediti ripresi dalla Fuego (cruscotto, cerchi pneumatici ribassati, spoiler anteriore, ecc.). 

1981 – Renault 5 Turbo

RENAULT 5 TURBO – 1981

Renault 5 Turbo è considerata come il risultato finale della gamma Renault 5, nata nel 1972 e già disponibile in 10 versioni. Lo scopo dichiarato è quello di portare ai massimi livelli le capacità del veicolo in termini di maneggevolezza e potenza. 

È dotata di motore da 1397 cm3 con una potenza massima di 116 kW (160 cv DIN) a 6400 giri/min, derivato dal propulsore di Renault 5 Alpine. Il turbocompressore Garrett T3 di cui dispone ha una pressione di sovralimentazione massima pari a 860 g/cm².  

Anche lo sviluppo di questo modello rientra nell’ambito della politica sportiva di Renault che desidera ritornare a competere nei grandi rally internazionali, proponendo un veicolo in grado di concorrere nella classifica generale Scratch. Per la prima volta i team invertono il programma generalmente seguito. Considerando Renault 5 Turbo innanzitutto come un’auto da corsa, decidono solo in un secondo momento di commercializzare una versione cliente che beneficerà di tutto quello che gli ingegneri hanno imparato durante le gare. Rispetto alle Renault 5 di grande serie dotate di trazione anteriore, Renault 5 Turbo presenta un gruppo motopropulsore che offre la massima trazione. Renault 5 Turbo, guidata dal pilota Jean Ragnotti, esce vittoriosa dal 49° Rally di Montecarlo nel 1981 e da tante altre gare. 

 

1981 – Renault 5 Alpine Turbo

RENAULT 5 ALPINE TURBO – 1981

Prima dell’avvento di Renault 5 Turbo, la versione più sportiva della gamma era Renault 5 Alpine (1976). Nel 1981 diventa Renault 5 Alpine Turbo con l’introduzione di un aggiornamento che consiste nell’innestare un turbo nel gruppo motopropulsore da 1397 cm3. A causa della mancanza di spazio nel cofano diventa impossibile installare uno scambiatore. La volontà di mantenere il prezzo di vendita a livelli ragionevoli impedisce di prevedere un’accensione asservita al limite di detonazione.

Ma, grazie al turbocompressore, le performance della nuova Renault 5 Alpine Turbo aumentano: la potenza passa da 93 a 110 cv DIN, con un incremento del 18%, ma soprattutto la coppia cresce da 108 a 147 Nm, con un aumento del 30%. Questo modello vanta una velocità di punta pari a 185 km/h. Solo i nuovi cerchi – in stile Renault 5 Turbo – e il servosterzo sono disponibili in opzione.   

Renault 5 Alpine Turbo diventa così la più performante delle piccole auto a vocazione sportiva immesse sul mercato. Queste performance sono ottenute pur mantenendo il comfort dinamico e un’acustica degna di nota.

Migliorando il riempimento ad alti regimi, il turbocompressore permette di mantenere un albero a camme favorevole ai bassi regimi, che si traduce in una flessibilità molto pronunciata del gruppo motopropulsore e nel rallentamento equilibrato e stabile a bassissimi regimi (silenziosità e risparmio). Grazie al turbocompressore, questo modello, che è molto performante su strada, rimane maneggevole e piacevole da guidare in ambiente urbano. 

1983 – Renault Fuego Turbo

RENAULT FUEGO TURBO – 1983

Forte dell’esperienza acquisita nelle gare e della competenza industriale su larga scala delle applicazioni del turbocompressore, Renault decide di mettere in produzione una versione ad alta performance della sua coupé Fuego del 1980. Nasce così Renault Fuego Turbo benzina, una versione Turbo D che fa già parte della gamma.

Presenta caratteristiche di grande sportività, tra cui un’aerodinamica molto curata. È dotata di motore turbo da 1565 cm3, derivato da quello che è montato su Renault 18 Turbo. Il gruppo motopropulsore di Renault Fuego Turbo è alimentato da un turbocompressore Garrett T3, con carburatore “soffiato” 32 DIS, pompa della benzina elettrica e regolatore di pressione della benzina. 

Mentre con Renault 18 Turbo, si ricerca il miglior compromesso tra performance e consumi, per Fuego Turbo sono le prestazioni che contano. Si aumenta la pressione di sovralimentazione e si modificano accensione e carburazione. La presenza di un motoventilatore elettrico fissato sullo scambiatore aria-aria e orientato verso il carburatore consente di raffreddare il vano motore e, in particolare, la zona del carburatore, una volta spento il motore. Per cui, anche a caldo, il motore può partire nelle migliori condizioni. 

La potenza massima di Renault Fuego Turbo è di 97 kW (132 cv DIN). L’ottima velocità di punta è pari a  200 km/h. L’auto va da 0 a 100 km/h in 9,5 secondi ed è in grado di effettuare notevoli accelerazioni.

La tecnica del turbo permette di ottenere una guida silenziosa mentre la riserva di potenza del motore si libera senza cedimenti fino alla velocità massima, consentendo di apprezzare sia l’aderenza del coupé sulle strade tortuose che la sua grande disinvoltura in autostrada. Inoltre, l’equipaggiamento attento al dettaglio (cerchi in lega BBS a “nido d’ape”, climatizzatore, sticker “Turbo” laterali, ecc.) pone il veicolo nella fascia alto di gamma.   

1984 – Renault 11 Turbo

RENAULT 11 TURBO – 1984

Nel 1984 Renault inserisce un turbocompressore Garrett T2 nel motore da 1400 cm3 “Cléon-fonte” che equipaggia la maggior parte delle versioni di Renault 11. Renault 11 Turbo si attesta al top di gamma diventando la prima sportiva compatta della marca Renault: 105 cv DIN a 5500 giri/min, 157 Nm di coppia a 2500 giri/min e da 0 a 100 km/h in soli 9 secondi. R11 Turbo raggiunge una velocità di punta pari a 186 km/h e si distingue per il notevole design esterno: stripping laterali con scritta “Turbo”, fendinebbia, labbro dello spoiler integrato nel paraurti anteriore, ecc. All’allestimento tutto comfort, si aggiungono il volante sportivo a 4 razze, gli strumenti e i famosi manometri di pressione dell’olio e pressione del turbo caratteristici dei modelli Renault turbo.  

Inizialmente disponibile a 3 porte, Renault 11 Turbo viene proposta in Francia nella versione a 5 porte dal 1985. Essendosi distinta nei rally (conseguendo vittorie nel Gruppo N nel Rally di Corsica e di Montecarlo), aggiunge 10 cavalli vantando così un totale di 115 cavalli dal 1987.

1985 – Renault 9 Turbo

RENAULT 9 TURBO – 1985

Dopo Renault 11 nel 1984, anche la gamma Renault 9 si arricchisce di una versione Turbo nel 1985. La declinazione tre volumi della compatta Renault di quei tempi dispone di una versione che abbina una sportività molto spiccata all’accentuazione della naturale eleganza. 

Le prestazioni dinamiche di Renault 9 Turbo le conferiscono un buon posizionamento nel “clan” privilegiato delle berline sportive medio di gamma. Vanta un livello di performance altissimo grazie al gruppo motopropulsore da 1397 cm3 con turbocompressore Garrett T2 posizionato a monte del carburatore: 105 cv DIN e una velocità massima di 184 km/h. 

1985 – Renault 5 GT Turbo

RENAULT 5 GT TURBO – 1985  

Proprio come la “Super 5” è seguita a Renault 5, Renault 5 GT Turbo è nel 1985 la naturale evoluzione di Renault 5 Alpine Turbo. Il suo comportamento su strada, valorizzato in particolare dal motore brioso, deve soddisfare le esigenze di una clientela dinamica alla ricerca di un grande piacere di guida. È il decimo modello della gamma Super 5. 

Il motore di Renault 5 GT Turbo appartiene alla famiglia dei motori “Cléon-fonte” di tipo C montati sulle gamme Renault 5, 9 e 11. Vanta lo stesso turbocompressore Garrett T2 del motore di Renault 11 Turbo,  che è però trattato con elementi differenzianti: anelli raschiaolio, pompa dell’olio, circuito di alimentazione dell’olio del turbocompressore e guarnizione della testata specifici, collettore di aspirazione con circolazione d’acqua, albero a camme più incrociato che contribuisce al miglioramento della coppia, ecc. 

Il turbocompressore di Renault 5 GT Turbo presenta diversi vantaggi grazie a dimensioni e peso ridotti, alla buona dispersione termica e alla scarsa inerzia che favorisce la riduzione del tempo di risposta. La regolazione del turbo, tramite capsula e valvola, che è specifica di questo modello, consente di ottenere una pressione di sovralimentazione leggermente crescente con il regime, favorendo così la potenza che si attesta a 85 kW (115 cv DIN) a 5750 giri/min. La velocità massima di Renault 5 GT Turbo è di 200 km/h.  

Impostasi come la regina dei circuiti nella “Coppa Renault 5 GT”, farà una brillante carriera anche nei rally, aggiudicandosi 2 titoli di Campione del Mondo nella categoria Gruppo N. 

 

1987 – Renault 21 2L. Turbo

RENAULT 21 2L. TURBO – 1987

Nella seconda parte degli anni Ottanta, Renault continua a perseguire una politica intesa a proporre, in ogni gamma di prodotto, una versione performante dotata di motore sovralimentato da turbocompressore. Renault 21 2L. Turbo si fa strada immediatamente nel segmento ristretto, ma prestigioso delle berline sportive molto caratterizzate come la BMW 325i E30 e la Mercedes 190 E 2.3 16.

Di fronte a questi competitor, Renault 21 2L. Turbo propone prestazioni di ottimo livello, con una velocità massima di 227 km/h e sistema ABS di serie. Rivolgendosi a una clientela di intenditori, appassionati di auto sportive in grado di trasmettere un vero piacere di guida, diventa nel contempo la berlina più sportiva della gamma Renault e il fiore all’occhiello delle Renault 21.

Il propulsore da 1995 cm3 di Renault 21 2L. Turbo ha alla base il motore benzina 2 litri di cilindrata di tipo J, con una potenza di 129 kW (175 cv DIN) a 5200 giri/min (162 cv nella versione catalizzata) e una coppia di 270 Nm a 3000 giri/min. Questo motore in lega leggera ha una gestione completamente elettronica, con una centralina in grado di controllare contemporaneamente l’accensione, l’iniezione e la pressione di sovralimentazione. 

È la prima volta che è disponibile in versione sovralimentata grazie al turbocompressore Garrett T3, raffreddato ad acqua e anche in questo caso a gestione elettronica. Questa formula offre tanti vantaggi come il raggiungimento della massima coppia possibile a tutti i regimi e il rispetto della giusta temperatura di funzionamento del motore. Il circuito invece è dotato di due scambiatori aria-aria e dispone di uno scudo termico simile a quelli utilizzati in Formula 1. 

A proposito di prestazioni sportive, Jean Ragnotti vincerà il Campionato di Francia delle superturismo al volante di una versione da 430 cavalli.

 

1993 – Renault Safrane Biturbo

RENAULT SAFRANE BITURBO – 1993

Più di una berlina a vocazione sportiva, Safrane Biturbo associa tutto il comfort di una limousine al comportamento dinamico di una Coupé di prestigio. Si colloca al fianco delle berline europee più famose del mercato. È dotata di propulsore V6 PRV da 3 litri, la cui base è simile a quella dell’Alpine A610, ma  appositamente preparato da Hartge (motore) e Irmscher (telaio), due rinomati specialisti tedeschi. Il motore, sovralimentato da 2 nuovi turbocompressori KKK di tipo K04, eroga 193 kW (268 cv DIN) a 5500 giri/min.  

La sovralimentazione, gestita elettronicamente, è particolarmente performante grazie alla presenza di 2 piccoli turbo. Oltre a garantire una maggiore potenza, questa soluzione accelera l’aumento di pressione di sovralimentazione e riduce pertanto il tempo di risposta. La coppia motrice massima è di 365 Nm a 2500 giri/min ed è particolarmente accessibile in quanto il 97% di questo valore, ossia 354 Nm, è disponibile tra  2300 e 5000 giri/min. La velocità di punta di Safrane Biturbo è di 250 km/h.  

Questa versione vanta qualità di primo piano a livello di comfort, performance e sicurezza. La versione Biturbo accentua le doti di base del modello per proporre un nuovo piacere di guida. Al di là delle performance del motore turbo e della velocità di punta che può raggiungere, questa versione prestigiosa offre soprattutto un comportamento straordinario su strada. La trasmissione integrale permanente e le sospensioni pilotate conferiscono al veicolo la massima sicurezza e una grande precisione in curva. Safrane Biturbo non è una versione sportiva, ma una berlina alto di gamma, potente, sicura e dotata di un ottimo equipaggiamento. 

RENAULT MEGANE R.S. TROPHY – 2018

La Renault Mégane R.S. Trophy del 2018, basata su Mégane IV, rinforza la gamma Renault Sport dando continuità alla famosa linea delle Trophy che si sviluppa fin dalla prima generazione di Mégane R.S. È il fiore all’occhiello della marca Renault Sport e della gamma Mégane nel senso più ampio del termine. Offre sempre di più, agli appassionati di guida dinamica, in termini di performance e sportività.  

È dotata di un propulsore turbo 4 cilindri da 1798 cm3 di 300 cv e 420 Nm con trasmissione EDC(  400 Nm con trasmissione manuale). Si tratta dello stesso motore presente sull’Alpine A110 e su Mégane R.S., ma ottimizzato grazie, in particolare, a un turbo più grande montato su cuscinetti a sfera in ceramica che riduce il tempo di risposta. Questa motorizzazione può essere associata a una trasmissione 6 rapporti manuale o automatica a doppia frizione EDC.  

Renault Mégane R.S. Trophy è dotata di telaio “Cup” con differenziale a slittamento limitato meccanico Torsen®, che migliora al tempo stesso l’entrata in curva e la trazione all’uscita dalla curva, e con sospensioni rinforzate. È dotata del sistema 4CONTROL a quattro ruote sterzanti, tanto piacevole su strada quanto performante su pista, in grado di conferire al veicolo agilità e stabilità.

Dà prova di grande efficacia in curva, trasmettendo perfettamente la potenza al suolo nelle forti riprese con le ruote sterzate. Il telaio ha reazioni progressive che consentono di avvicinarsi ai limiti con una certa serenità, accomodati sui sedili sportivi Recaro in opzione. Si abbina perfettamente con il propulsore da 300 cavalli che garantisce alta performance su pista e piacere di guida nella vita di tutti i giorni. 

Nuova Renault MÉGANE R.S. TROPHY R – 2019

Renault Sport presenta l’auto di serie più performante che sia mai stata commercializzata da Renault. Non a caso Nuova Mégane R.S. Trophy-R ha segnato un nuovo record sui 20,6 km del Nürburgring: 07’40’’100.

Equipaggiata con il motore da 300 cv di Mégane R.S. Trophy, deve l’aumento della performance alla riduzione della massa (fino a 130 kg), al lavoro sull’aerodinamica e all’evoluzione più radicale dei collegamenti al suolo. 

Per sviluppare questo veicolo, Renault Sport ha stretto partnership con Akrapovič, Brembo, Bridgestone, Öhlins e Sabelt.

Mégane R.S. Trophy-R sarà lanciata sul mercato prima di fine 2019, sotto forma di una serie limitata a poche centinaia di unità.  

Prolungando una saga cominciata 15 anni fa, Mégane R.S. Trophy-R batte, come i suoi tre illustri predecessori, un nuovo record sulla Nordschleife nella categoria delle auto di serie a trazione anteriore. 

Ultima modifica: 20 luglio 2019

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