Renault a rischio, allarme rosso per la Régie che potrebbe fallire

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La crisi dell’auto innescata dalla pandemia colpisce duro l’alleanza Renault-Nissan. Sul versante francese, il piano atteso per fine maggio potrebbe includere tagli per 2 miliardi e la chiusura di diversi stabilimenti, mentre Nissan si starebbe preparando a tagliare 20mila posti di lavoro nel mondo.

Ma ieri il governo di Parigi, che è primo azionista con una quota del 15%, ha preso una posizione durissima su Renault: «Potrebbe anche scomparire», ha detto il ministro francese dell’economia, Bruno Le Maire.

A partire da giugno, infatti, il governo ritirerà gradualmente le misure di sostegno alla «disoccupazione parziale», analoghe all’italiana cassa integrazione, che finora hanno permesso di evitare un’ondata di licenziamenti.

Di conseguenza, Le Maire ha avvertito che la crisi sanitaria legata al Coronavirus causerà «fallimenti» e «licenziamenti» in Francia «nei prossimi mesi».

Le Maire ieri ha detto che non firmerà assegni in bianco e se Renault vuole ottenere aiuti dallo Stato (si è parlato di 5 miliardi) dovrà impegnarsi a tutelare l’attività in Francia. «La fabbrica di Flins non deve chiudere», ha specificato Le Maire.

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La crisi di Renault-Nissan, però, è partita ben da prima della pandemia. I primi segni sono emersi con l’addio forzato di Carlos Ghosn, arrestato nel 2018 in Giappone per corruzione.

Carlos Ghosn amministratore delegato Renault-Nissan
Carlos Ghosn, ex amministratore delegato dell’alleanza Renault-Nissan

La famosa trattativa che doveva concludersi con la fusione di Fca e Renault, poi naufragata l’anno scorso, era stata imbastita proprio da Ghosn con John Elkann nella seconda parte del 2018.

L’accordo doveva essere chiuso a gennaio 2019. Ma Ghosn è stato arrestato e tutto è saltato. Elkann ha cercato di concretizzare lo stesso l’intesa dialogando con il nuovo numero uno JeanDominique Senard. Senza però riuscire a vincere le resistenze del governo di Parigi, imbrigliato nel caso Nissan.

Renault a rischio, il Governo francese vuole vederci chiaro

Da qui la decisione di cambiare cavallo, che ha portato Fca a optare per la fusione con Psa. Ora vengono al pettine anche i nodi di quel fallimento.

«L’importante è sapere qual è la strategia di Renault nel lungo termine. Come ci garantiscono che un domani le auto elettriche saranno localizzate in Francia? Come ci garantiscono che la Francia diventerà il principale centro di produzione mondiale di auto elettriche per Renault?». Ha insistito Le Maire.

Alla Borsa di Parigi il titolo Renault ha ceduto poco meno del 3%.

Elena Comelli

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Ultima modifica: 23 maggio 2020